Il Ribelle

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  • Matthias

    #1

    Il Ribelle

    Vagando per librerie milanesi mi sono imbattuto in un piccolo libricino edito da Adelphi, il cui autore è il controverso grande vecchio (questo perché è morto a centrotré anni ed ha attraversato tutta l'era moderna del suo paese) della letteratura tedesca ed europea: Ernst Jünger.

    Senza perdere tempo narrando la biografia dell'uomo, scrittore-filosofo che ha fatto veramente di tutto comprese due guerre mondiali, vi dirò che il libricino si intitola "Trattato del Ribelle" e dispiega il pensiero dell'autore sulla figura dell' anarca (badate bene, anarca, non anarchico), che avrebbe preso vita anni dopo, nel 1977, nel personaggio di Martin Venator nel suo romanzo metafisico "Eumeswil": anarca si definisce Martin, "colui che ha bandito la società da sé stesso" in un età in cui la tecnica sta diventando inquietante persino per lei stessa, allo scopo di ritrovare la via per la libertà come individuo.

    Jünger ha avuto una visione straordinariamente profetica, paragonabile solo a quella di Nietzsche, del nostro tempo dominato da internet, tantevvero che descrisse una macchina simile nel suo romanzo chiamandola Luminar...

    Vorrei che voi mi deste il vostro parere sulla figura, e sul valore che assume in chiave moderna, del Ribelle.Tralasciando la discussione fine a sé stessa sul presunto anticonformismo di certe prese di posizione.

    A voi, in attesa che io rifletta sul materiale che sto leggendo.
    Last edited by Ospite; 30-09-2006, 00:00.
  • Matthias

    #2
    Ragazzi, non deludetemi dai...

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    • Mr. D.
      الإمام محمد بن الحسن المهدى
      • 06/08/06
      • 4221

      #3
      Non l'ho letto. Provvederò.

      Magari, comincia col descrivere più a fondo questo:
      anarca si definisce Martin, "colui che ha bandito la società da sé stesso" in un età in cui la tecnica sta diventando inquietante persino per lei stessa, allo scopo di ritrovare la via per la libertà come individuo.

      Jünger ha avuto una visione straordinariamente profetica, paragonabile solo a quella di Nietzsche, del nostro tempo dominato da internet, tantevvero che descrisse una macchina simile nel suo romanzo chiamandola Luminar...
      che messo così sembra la riproposizione moderna di Diogene...
      بناهاى آباد گردد خراب
      ز باران و از تابش آفتاب

      پى افكندم از نظم كاخي بلند
      كه از باد و باران نيابد گزند

      از آن پس نميرم كه من زنده*ام
      كه تخم سخن را پراكنده*ام

      هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
      پس از مرگ بر من كند آفرين

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      • Matthias

        #4
        Non posso, per due motivi: primo, non ho ancora tratto pienamente le mie conclusioni, secondo influenzerei la vostra opinione...

        Ad ogni modo non c'è motivo di leggere Jünger per discutere della figura del Ribelle nell'ambito sociale odierno, credo...anche perché lui non intendeva usare la parola ribelle: in effetti il suo waldgänger è una cosa leggermente diversa dal significato comune del termine, non ne esiste uno simile in italiano.Però si può discuterne comunque.
        Last edited by Ospite; 30-09-2006, 19:42.

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        • Xilinx23
          The Count
          • 01/06/05
          • 41139

          #5
          Si, il titolo originale sarebbe "Der Waldgang", tradotto come "Il Ribelle" per mancanza di un termine che rendesse meglio l'idea.

          Saggio in cui si espongono considerazioni utili a chi non si trova a suo agio nella societ
          Membro del Consiglio degli Admin


          [RIGHT][I]L'ironia

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          • Mr. D.
            الإمام محمد بن الحسن المهدى
            • 06/08/06
            • 4221

            #6
            Preso. A breve il mio parere*.

            *Non preoccupatevi: sarà inutile come al solito.
            بناهاى آباد گردد خراب
            ز باران و از تابش آفتاب

            پى افكندم از نظم كاخي بلند
            كه از باد و باران نيابد گزند

            از آن پس نميرم كه من زنده*ام
            كه تخم سخن را پراكنده*ام

            هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
            پس از مرگ بر من كند آفرين

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            • Matthias

              #7
              Figurati!

              Anzi, meno male che partecipa qualcuno...

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              • Evaluna
                Opinionista
                • 09/10/06
                • 12

                #8
                La prima volta che l'ho letto l'ho subito accantonato..Mi stava inquietando,turbando..mi stava umiliando,stava umiliando me e la mia esistenza.. Dopo un po' di mesi di riflessione,studio e preparazione,l'ho ripreso. Prendendo le mosse dal pensiero di Nietzsche, il testo rappresenta una sintesi illuminante della volontà tragica di accettare non passivamente la modernità. L'uomo moderno - consapevole della fase avanzata del nichilismo contemporaneo, dell'assenza di valori comunitari - può "sopravvivere" alla tecnica e, usando un termine oggi di moda, alla "globalizzazione" tenendo saldo un piede nella Foresta, simbolo dell'irrazionale e dell'ancestrale. E' la figura dell'"Anarca" che Junger delinea con una rettorica asciutta, cristallina ed efficace. Lettura obbligata per i "ribelli" emancipati dalle ideologie di destra e sinistra.
                Il Teatro

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                • Matthias

                  #9
                  Anche se credo che il nichilismo odierno abbia poco a che fare col nihilismus nietzschiano.Personalmente pi

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                  • invernomuto
                    Opinionista
                    • 10/10/06
                    • 31

                    #10
                    Il libro non l'ho ancora letto e siccome mi sembra molto interessante, mi riprometto di leggerlo al pi

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                    • Emicuro
                      Opinionista
                      • 08/10/06
                      • 12

                      #11
                      Non ho letto il testo pertanto non posso riportare le mie impressioni generali; tuttavia un aspetto secondario mi ha incuriosito, un aspetto che ritorna anche nell'intervento che mi precede: equipare Internet ad un media accentratore e suscettibile di divenire strumendo di propaganda di un dato sistema come è la Tv mi pare non tenga per nulla conto delle profonde differenze e delle dinamiche comunicative proprie di questi due mezzi. Credo che questo sia un riflesso di una certa mentalità tecnofobica che abbiamo ereditato da certe correnti filosofiche, una mentalità a mio avviso troppo attenta alle fonti filosofiche del discorso e poco al fluire della tecnica stessa e alle sue potenzialità di rigenerare e reinfluenzare anche le osservazioni più generiche .
                      Saluti
                      Salpa l'ancora, ragazzo, e fuggi da ogni forma di cultura

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                      • Matthias

                        #12
                        Se la mia posizione su Internet fosse quella del tecnofobico non sarei su un forum in rete a parlarne, ti pare?
                        Ma proprio perché sono così diversi che sono complementari...la televisione è uno strumento passivo.Ti ci metti davanti e ascolti.Internet no...richiede uno sforzo...ma è uno strumento di controllo, alla fine, che fornisce informazioni ma permette di tracciare le mosse dell'utente da quando si connette a quando stacca, di carpire il suo pensiero, di leggere quello che vuole far leggere, di capire le sue preferenze e i suoi interessi.
                        Cosa si cerca su Internet?
                        Informazioni...appunto.
                        Last edited by Ospite; 10-10-2006, 16:45.

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                        • Emicuro
                          Opinionista
                          • 08/10/06
                          • 12

                          #13
                          Non ha certo il rigore di un sillogismo il tuo ragionamento Matthias: gli uomini amano sparlare di ciò che fa tuttavia loro comodo
                          Salpa l'ancora, ragazzo, e fuggi da ogni forma di cultura

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                          • Matthias

                            #14
                            Non importa che lo abbia.
                            Internet

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                            • Emicuro
                              Opinionista
                              • 08/10/06
                              • 12

                              #15
                              Si hai ragione siamo fuori tema, la mia era una riflessione a latere, lo avevo anche sottolineato. Tuttavia poco mi convince la tua visione del mezzo Internet: non ti chiedo di amarlo ma almeno di non ridurlo a semplice mezzo di controllo e fonte di informazioni sugli utenti, mi pare troppo semplicistico e pessimistico come punto di vista. De hoc satis, torniamo pure al tema.
                              Saluti
                              Salpa l'ancora, ragazzo, e fuggi da ogni forma di cultura

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