Io ho letto il "Trattato del ribelle" circa sei mesi fa, e devo dire che è stato il libro che mi ha aperto la mente verso nuove strade filosofico-culturali, che prima mi mancavano.
Ritengo Junger una delle figure, ribelli appunto, migliori nel panorama letterarario del '900. Lasciamo perdere le sue simpatie malcelate verso il nazionalsocialismo, che poi si sono affievolite nel momento in cui ha capito che quel sistema politica era quando di più lontano da ciò che lui desiderava per la Germania. Junger faceva parte di quella corrente denominata "rivoluzione conservatrice", che auspicava (assieme a Nietzsche) l'avvento di un uomo nuovo, possibilmente tedesco, ma non necessariamente, capace di superare il degrado e il nichilismo che imperavano all'epoca, che si riallacciasse ai valori tradizionali dell'ordine naturale, della gerarchia spirituale e del coraggio.
E' un riferimento importante per chi si definisce di destra.
Ritengo Junger una delle figure, ribelli appunto, migliori nel panorama letterarario del '900. Lasciamo perdere le sue simpatie malcelate verso il nazionalsocialismo, che poi si sono affievolite nel momento in cui ha capito che quel sistema politica era quando di più lontano da ciò che lui desiderava per la Germania. Junger faceva parte di quella corrente denominata "rivoluzione conservatrice", che auspicava (assieme a Nietzsche) l'avvento di un uomo nuovo, possibilmente tedesco, ma non necessariamente, capace di superare il degrado e il nichilismo che imperavano all'epoca, che si riallacciasse ai valori tradizionali dell'ordine naturale, della gerarchia spirituale e del coraggio.
E' un riferimento importante per chi si definisce di destra.
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