Qualcuno sa dirmi qualcosa in merito a questo libro?
Ha scatenato molte polemiche, fra Ariel Toaff, figlio di Elio Toaff rabbino emerito di Roma, e la quasi totalità delle comunità ebraiche, forse eccezion fatta per Moni Ovadia, che ne ha preso le difese.
Breve sunto del libro, e del suo autore:
Questo libro affronta coraggiosamente uno dei temi più controversi nella storia degli ebrei d'Europa, da sempre cavallo di battaglia dell'antisemitismo: l'accusa, rivolta per secoli agli ebrei, di rapire e uccidere bambini cristiani per utilizzarne il sangue nei riti della pasqua. Per quel che riguarda l'Italia, processi per omicidio rituale si ebbero quasi esclusivamente nella parte nord-occidentale, dove vi erano comunità di ebrei tedeschi (askhenaziti). Il caso più famoso accadde nel 1475 a Trento, dove numerosi ebrei della comunità locale furono accusati e condannati per la morte del piccolo Simonino, che la Chiesa ha poi venerato come beato fino a pochi decenni fa. Rileggendo senza pregiudizi la documentazione antica di quel processo e di vari altri alla luce della più vasta situazione europea e anche di una puntuale conoscenza dei testi ebraici, l'autore mette in luce i significati rituali e terapeutici che il sangue aveva nella cultura ebraica, giungendo alla conclusione che, in particolare per l'ebraismo askhenazita, l'"accusa del sangue" non era sempre un'invenzione.
Ariel Toaff insegna Storia del Medioevo e del Rinascimento nella Bar-Ilan University in Israele. Con il Mulino ha pubblicato "Il vino e la carne. Una comunità ebraica nel Medioevo" (1989; tradotto in francese e inglese), "Mostri giudei. L'immaginario ebraico dal Medioevo alla prima età moderna" (1996) e "Mangiare alla giudia. La cucina ebraica in Italia dal Rinascimento all'età moderna" (2000).
Ma i fatti riportati da Toaff, hanno solide basi, o ha ragione la comunità ebraica a lamentarsi?
Ha scatenato molte polemiche, fra Ariel Toaff, figlio di Elio Toaff rabbino emerito di Roma, e la quasi totalità delle comunità ebraiche, forse eccezion fatta per Moni Ovadia, che ne ha preso le difese.
Breve sunto del libro, e del suo autore:
Questo libro affronta coraggiosamente uno dei temi più controversi nella storia degli ebrei d'Europa, da sempre cavallo di battaglia dell'antisemitismo: l'accusa, rivolta per secoli agli ebrei, di rapire e uccidere bambini cristiani per utilizzarne il sangue nei riti della pasqua. Per quel che riguarda l'Italia, processi per omicidio rituale si ebbero quasi esclusivamente nella parte nord-occidentale, dove vi erano comunità di ebrei tedeschi (askhenaziti). Il caso più famoso accadde nel 1475 a Trento, dove numerosi ebrei della comunità locale furono accusati e condannati per la morte del piccolo Simonino, che la Chiesa ha poi venerato come beato fino a pochi decenni fa. Rileggendo senza pregiudizi la documentazione antica di quel processo e di vari altri alla luce della più vasta situazione europea e anche di una puntuale conoscenza dei testi ebraici, l'autore mette in luce i significati rituali e terapeutici che il sangue aveva nella cultura ebraica, giungendo alla conclusione che, in particolare per l'ebraismo askhenazita, l'"accusa del sangue" non era sempre un'invenzione.
Ariel Toaff insegna Storia del Medioevo e del Rinascimento nella Bar-Ilan University in Israele. Con il Mulino ha pubblicato "Il vino e la carne. Una comunità ebraica nel Medioevo" (1989; tradotto in francese e inglese), "Mostri giudei. L'immaginario ebraico dal Medioevo alla prima età moderna" (1996) e "Mangiare alla giudia. La cucina ebraica in Italia dal Rinascimento all'età moderna" (2000).
Ma i fatti riportati da Toaff, hanno solide basi, o ha ragione la comunità ebraica a lamentarsi?

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