non riesco facilmente ad identificare il mio antagonista, ma mi è più semplice poter affermare che, nella contestualità della società in cui viviamo, io mi sento molto più presente come antagonista che del protagonista, e non per questo mi schiero controcorrente, non sono un rivoluzionario sovversivo e rumoroso...
mi piace di più posizionarmi nella schiera dell'esercito del dissenso autonomo e della controtendenza silenziosa, però mi sa che sto andando OT quindi chiudo
Il mio antagonista è il destino.
Sono una persona che lotta per l'indipendenza della propria vita, non mollo.
Ma davanti alla sfiga non ci puoi fare niente. Puoi preventivarla, ma attutisci solo il colpo. E come le sabbie mobili, più ti dimeni e combatti, più il fato ti è avverso. Per ora questo, e l'inesperienza di una giovane età hanno inciso sulle mie sorti.
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