Al X agosto è dedicata una delle più drammatiche e sentite poesie di Giovanni Pascoli: l'ho sempre concepita come l'altra faccia del 10 agosto, quella di chi guarda al cielo con rancore e con un mai sopito senso di vendetta, anziché con quell'attesa suggestionata da inutili atmosfere. Secondo voi qual è il tema che la rende davvero unica, la similitudine tragica tra il padre e la rondine, il "pessimismo astronomico" che apre e chiude il componimento, l'immagine delle bambole tristi o il parallelismo straziante tra la sventurata attesa del nido dei "rondinini" (hapax sublime) e quella della "casa romita"?
X Agosto
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