Ovviamente voi potrete dire: e quindi?
E quindi niente, mi sembrava una cosa curiosa e quindi volevo dirla
E fosse l'unica. Ad esempio, le sirene che nell'Odissea hanno corpo d'uccello e petto e testa di donna, e che non cantano ma ripetono insistentemente il nome di chi le ascolta...
E quindi?
E quindi, ci faremo delle pere con Shannon.
بناهاى آباد گردد خراب
ز باران و از تابش آفتاب
پى افكندم از نظم كاخي بلند
كه از باد و باران نيابد گزند
از آن پس نميرم كه من زنده*ام
كه تخم سخن را پراكنده*ام
هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
پس از مرگ بر من كند آفرين
a proposito di Achille, si sa come andò la faccenda del tallone. La madre lo immerse nel mare tenendolo per un piede e fu lì che rimase la mortalità. In vasi greci si vede proprio il ferimento del Tallone di Achille.
Questo riferimento è rimasto nell'anatomia: il tendine di Achille è ritenuto il più forte di tutto il corpo e è inserito proprio nel tallone.
Bè, veramente no.
La madre lo immerse in un bracere di fuoco divino.
E si sta trattando di invulnerabilità, non di immortalità.
Comunque questa è una tradizione venuta a seguito dell'opera di Stazio, come appunto avevo detto nel primo intervento.
Anche le opere figurative nelle quali viene rappresentata la scena sono successive a Stazio.
Quanto alla nomenclatura del tendine quella è addirittura rinascimentale.
Senza parlare del fatto che, nei poemi omerici, essendovi una stratificazione culturale, anche nei racconti mitici, e non solo, per esempio, per quanto riguarda le tradizioni o le tattiche belliche, si possono notare diverse differenze o imprecisioni. In età preistorica vi era una versione di un mito ad esempio, in età arcaica un'altra, in età classica un'altra ancora... Diciamo che c'è parecchia confusione in Omero (o chi per lui), visto che nei suoi poemi sono convogliate, con il passare del tempo, caratteristiche proprie dei secoli in cui, man mano, l'Iliade e l'Odissea venivano cantati e recitati...
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