Intervengo per segnalare al topic starter che l'etica/moralità è parte integrante dell'interiorità o pensiero di una persona e riguarda ciò che si ritiene moralmente corretto e giusto http://www.demauroparavia.it/41250, mentre l'estetica è tutto ciò che concerne la sua esteriorità o la bellezza/arte in generale http://www.demauroparavia.it/40906.
Tuttavia, negli esseri umani (soprattutto in quelli coerenti) è possibile (ma non automatico) che la propria etica influenzi la propria estetica (relazionale, comunicativa, comportamentale e meramente fisica) in un rapporto biunivoco, almeno di solito nel corso del proprio processo di crescita mentale fino al raggiungimento dell'età mentale adulta o cosiddetta "matura", in cui vi è una staticità del rapporto fra la propria etica ed estetica, salvo eccezioni.
Per me è bello ed esteticamente gradevole ciò che corrisponde esattamente alla mia prima fidanzata (che è ancora viva, nonostante tutto e per motivi non attinenti alla sua età anagrafica che corrisponde quasi alla mia). =)
Preferirei, invece, non addentrarmi in ciò che ritengo giusto/corretto in vari ambiti (compreso quello erotico-sessuale, lavorativo o sportivo) ed approfondirlo, anche se è assimilabile al pensiero comune fra i non stronzi/meschini/infami ma dotati ugualmente di capacità punitiva, magari in misura superiore a quest'ultimi, nonchè di determinati principi e valori definiti generalmente civili, ovvero di assolutismi.
Ritengo sconveniente e poco proficuo ai fini di efficacia ed efficienza, svelare o comunicare come si realizzano concretamente, e quindi esteticamente, determinati pensieri che io ritengo giusti e corretti.
: D
Penso che il messaggio di Nomade, che ha ispirato questo interessante topic aperto dallo stesso utente, sia stato postato nell'ultimo ed ennesimo topic aperto dalla Medea Imborghesitasi nel sottoforum Debate Square sulle sue vicissitudini personali http://www.discutere.it/showpost.php...4&postcount=14.
A me non pare un'associazione tanto campata in aria.
Personalmente il mio giudizio estetico è pregiudiziale del mio giudizio etico.
O meglio, tutta la mia etica si riduce ad una branca dell'estetica.
Ritengo lecito (se non necessario) fare qualcosa se la giudico bella.
Inoltre il giudizio estetico sull'azione in sè o sugli enti influenzati da questa azione modifica il mio senso di responsabilità nei confronti dell'azione.
Niente crisi premestruale, femmina maligna!
Solo mere riflessioni: una riflessione non è necessariamente dovuta ad un problema, così come correre non è necessariamente scappare.. giusto?
Dopo un caffè forte e doppio, provo a spiegarmi meglio.
Il significato dei due termini, ben sintetizzato da Gloucester e linkato da Sousuke lo sciupafemmine, separatamente sembra che non abbiano collegamenti tra di loro. Ma così non è, almeno secondo me.
Quando dobbiamo fare una cosa che non gradiamo fare (o che ci viene imposto di fare, che per me è lo stesso) e che dobbiamo fare anche anche bene, può accadere che istintivamente tentiamo di render gradevole l'adempimento di quel dovere trasformando quell'obbligo stesso in una volontà di fare quella determinata cosa, cioè in una scelta consapevole di fare.
Quindi la nostra coscienza, che non mente mai, approva il nostro operato poichè non siamo stati approssimativi o superficiali, appagando nel contempo il senso del bello che risiede in un certo tipo di azioni. Abbiamo, perciò, puntato in alto verso un ideale di armonia e perfezione, verso la bellezza.
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