Prendo spunto da un thread aperto da Amarilli su Rommel, nel corso del
quale si
CONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
L'Addio all'Armata della Virginia Settentrionale di Robert E. Lee
dove appare tutta l'ammirazione dei suoi uomini nei suoi confronti
e la devozione di Lee per i suoi uomini:
[I]Dopo quattro anni di arduo servizio, contrassegnato da insuperabile coraggio e forza d'animo, l'Armata della Virginia Settentrionale
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
[QUOTE=Piotr Aleksejevic;902029]Io non posso che cominciare con gli Stati Confederati d'America, che mi
affascinano particolarmente e che, secondo me, sono quelli che sono
forse stati trattati pi
[QUOTE=Gloucester;902255]Vedo che Luraghi, con il suo stile
CONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
A prescindere dallo stile epico e magniloquente, più da retore che da storico, la sua opera può essere qualificata come highly biased. Luraghi è un curioso esempio di nostalgico, che ha posto la sua penna al servizio della famosa Lost Cause a quasi un secolo esatto dalla fine della guerra civile.
[QUOTE=Gloucester;902274]A prescindere dallo stile epico e magniloquente, pi
CONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
A me piace ...
ha un modo di scrivere un po' romanzesco, è vero, ma ciò rende la lettura
più godibile; l'argomento sarebbe altrimenti oltremodo pesante da affrontare.
Le sue simpatie per il sud si capiscono dall'amore con cui descrive quella
terra, ma non mi pare che sia mai troppo evidentemente di parte ...
almeno per quanto riguarda le considerazioni storiche.
D'altronde, che il "vecchio sud" fosse molto più bello e fascinoso
del New England e del Midwest mi pare pacifico.
Lo è ancora oggi ...
lo hai letto ?
Sì, ovviamente.
Quanto al resto, il vecchio Sud più bello del New England ? Well, dipende dai punti di vista, ed ovviamente dalle regioni: la Confederazione non era solo Charleston con la sua edilizia coloniale o la pittoresca New Orleans, od ancora la Virginia, ma anche miriadi di città come Nashville o Vicksburg, perse in mezzo a pianure tutto sommato squallide.
Per quel che riguarda le considerazioni storiche sinceramente trovo che già descrivere un Sud dominato da gentiluomini di campagna, come Charles Edward Lee od Albert Sidney Johnston, persi in un idillio bucolico ove persino la schiavitù nelle piantagioni (in mano ad individui di tale buon senso) diviene un'istituzione umana e tollerabile quantunque eticamente inaccettabile, costituisca una seria deformazione storiografica.
Per quanto attiene allo stile, infine, personalmente trovo che un saggio storico, a meno che non si rivolga ad un pubblico altamente specializzato o tratti di un argomento estremamente tecnico (come potrebbe essere un problema di storia economica) per farsi leggere debba possedere anche delle qualità letterarie ed una certa scorrevolezza: tipica, ad esempio, della storiografia britannica quantomeno sin dall'epoca di Gibbon. Ma una buona penna ed una certa agilità non implicano necessariamente quella vis retorica, quella magniloquenza e la costante celebrazione dell'eroe di turno che non sono solo contrarie ad una storiografia equilibrata, ma che appesantiscono anche la leggibilità dell'opera. E queste sono caratteristiche ricorrenti in molti degli scritti di Luraghi: dalla sua Storia della guerra civile americana, sino ai primi due volumi delle opere di Montecuccoli, accompagnate da una lunghissima e dotta prefazione che a volte trovo sia francamente imbarazzante in certi suoi eccessi encomiastici.
Tra gli sconfitti vogliamo rendere onore al Regno delle Due Sicilie ed ai Borboni, vituperati da una storiografia assurdamente di parte tesa a presentare la guerra di conquista ed annessione da parte di una casa regnate retrograda e becera come la liberazione del sud Italia dal Male assoluto?
[SIZE="4"][COLOR="Blue"][FONT="Book Antiqua"]"Io oso fare tutto ci
Comment