Originariamente Scritto da Kyra
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Contro il culto del cargo.
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Beh, ho letto il tutto, lunghetto; se posso intromettermi io direi di primo acchito che non può essere tutto così semplice.
Io partirei dicendo che bisognerebbe sapere subito come siamo fatti, scientificamente, ed io non credo di allontanarmi molto dall'idea quando penso che la conoscenza non è altro che la spiegazione personale delle nostre sensazioni ( che formano i sentimenti); infatti quando i bambini cominciano a porsi i perché, vuol dire che il fanciullo, sin dalla nascita, ha esercitato quelle categorie mentali trasmesse ed ora vuole conoscere al di fuori delle proprie sensazioni, cioè vuole conoscere, o capire, senza più affidarsi solo selle sue sensazioni, cioè al di fuori dei propri sentimenti, e da qui inizia il suo essere obbiettivo o non esserlo; ovvero pone le basi della conoscienza astratta e tutto ciò che che consegue.
Perché oggi la conoscenza ha fatto passi da gigante? Perché si nutre di se stessa, la conoscenza; e qui mi sento di richiamare l'attenzione perchè tale processo è simile alle bolle speculative finanziarie le quali anch'esse si nutrono di se stesse, il denaro, quindi attenzione all'inflazione di conoscenza, perché inevitabilmente si arriverà ad un punto di rottura, bang, a meno che insieme alle informazioni non crescano anche le tecnologie altrimenti ci sarà ristagno e confusione, poi quando un sistema così coinvolgente cambia direzione sono guai per tutti. L'umanità è una categoria di animali evoluti che si scambiano miliardi di informazioni al secondo; anche gli animali meno evoluti se le scambiano, ma prettamente alla sopravvivenza della razza, ad esempio i topi si trasmettono le esperienze l'un l'altro ( se dai del veleno ai topi si potrà constatare che c'è solo un topo che si sacrifica a mangiarlo, gli altri aspettano l'effetto prima di mangiare).
Se prendiamo a base quindi la conoscenza e come avviene, cioè attraverso i 5 sensi che con vari percorsi trasmettono al cervello ciò che il cervello può percepire ( a livello materiale), poi da questo viene tutto elaborato e alla fine conosciuto.
Oggi c'è il rischio, come per il bambino, che rispondere a troppi perché si inibisca quelle belle e nutrienti sensazioni, che ci avevano accompagnato sin dalla nascita.
In poche parole arrivarci da soli è, come diceva pulsar, bello e gratificante, ma quanto c'è veramente di mio?Last edited by crepuscolo; 18-09-2008, 15:25.
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