Sei profonda, Isolana.
Pessimismo leopardiano
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[QUOTE=spleen;1042819]Non ti indiavolire, darling.
Io mi indispettisco nel momento in cui una discussione sul pessimismo leopardiano parte da assunti completamente sbagliati. Colpa della letteratura da testo scolastico non so. Il puntoSalmo 153: "Il popolo ottenne il permesso da Ciro di tornare in patria" www.na1926.net il forum dei tifosi del Napoli!
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[QUOTE=EredeUnto23;1042839]La teoria del piacere“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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[QUOTE=dark lady;1042861]Mmmm,Salmo 153: "Il popolo ottenne il permesso da Ciro di tornare in patria" www.na1926.net il forum dei tifosi del Napoli!
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La poetica leopardiana non puo essere ridotta solo al concetto di "pessimismo". Il suo è un concetto molto più ampio. In "Cantico di un pastore errante per l'Asia", ad esempio, si espime questo suo concetto di dolore più che di pessimismo.Alla ricerca del tempo perduto
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[QUOTE=spleen;1042953]Abbisogna un distinguo fra il pessimismo e la teoria del piacere. Al centro della meditazione leopardiana va da collocarsi non il pessimismo, ma l[U]'infelicitAlla ricerca del tempo perduto
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Ah, Leopardi!!!!

È una sofferenza leggere i commenti superficiali di Artemis.
Leopardi fu un brillante ed acutissimo pensatore, nonchè un raffinatissimo artista.
Condivido tutto il suo pensiero.
Inoltre è genialmente rivoluzionario nel realizzare una delle più straordinarie conquiste del pensiero umano.
L'abbandono della pretesa di causalità e finalità .
Che sebbene ora sia alla base del pensiero scientifico è ancora caposaldo nella forma mentis di quasi tutte le persone.
Inoltre la sua analisi lucida sulla natura avrebbe molto da insegnare a chi immagina una dualità uomo natura come fossero due cose distinte.
Consiglio la lettura delle operette morali e dei canti. Il saggio sopra i costumi presenti degli italiani poi è geniale e attualissimo anche 180 anni dopo.
Se poi anche voi vi innamorate di questo pensatore ci sono i pensieri e poi, proprio per gli amanti più passionali, lo zibaldone che, va detto, non è affatto pesante come ci si immagina. È anch'esso una raccolta di ragionamenti, dunque brani brevi (max qualche pagina).
PS:
bravissimi spleen e viandante
Last edited by anaffettivo; 15-12-2009, 14:32.
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Sapevo già di non sapere molto. Grazie molto per le riflessioni di alcuni di Voi, compresi i consigli di Lettura.
Tornando all'origine della Discussione.. (mi si corregga se non ho ben capito)
Leopardi considera la Natura (Ma cosa intende poi 'esattamente' per Natura?) l'Antagonista dell'Uomo.
Antagonista non in senso stretto e malvagio, ma nel termine di Motore dell'Uomo, infatti questo è stimolato nelle sue Emozioni, e credo di conseguenza, nelle Sue Scelte, Azioni, dalla Natura..
Se per Pessimismo Leopardiano si intende la Consapevolezza di saperci Limitati nelle nostre possibilità ma non nei nostri Desideri, Io condivido questa visione.
Davanti vedo talmente tante strade da volerle percorrere Tutte.. Ma poi, mi rendo conto di non poterlo fare, e questo mi fà un pò incavolare..
Credo però.. Che non sia Pessimismo.. No.. Lo chiamerei piuttosto Rancore.
Il Pessimismo è, credo, non avere alcuna Voglia di percorrere neanche Una sola delle Strade che ci si aprono davanti.
Mi scuso per le Lacune e le eventuali male interpretazioni del Leopardi. E chiedo scusa prima di Tutto a Lui, per averlo trascurato un pò troppo.. Anche la sua è una Strada.
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Ottima domanda.Originariamente Scritto da Nabucodonosor Visualizza MessaggioLeopardi considera la Natura (Ma cosa intende poi 'esattamente' per Natura?)
"Natura" in realt
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Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
Stupenda!amate i vostri nemici
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