cormac mc carthy - la strada, ma non solo

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • circolo.pickwick.ter
    gattara
    • 09/12/09
    • 1196

    #1

    cormac mc carthy - la strada, ma non solo

    se a qualcuno interessa parlarne, comincio con la seguente notizia:
    dopo varie esitazioni anche dei produttori americani (che pare avessero ragione visto che non
    arpia certificata
  • terra
    distratta
    • 07/12/09
    • 12689

    #2
    [QUOTE=circolo.pickwick.ter;1101488]se a qualcuno interessa parlarne, comincio con la seguente notizia:
    dopo varie esitazioni anche dei produttori americani (che pare avessero ragione visto che non

    Moderatore Arte e letteratura


    terra

    Comment

    • heliandros
      Opinionista
      • 06/12/09
      • 319

      #3
      Originariamente Scritto da terra Visualizza Messaggio
      ho pensato proprio a te - meglio, al tuo moroso - quando ho letto che hanno fatto il film.
      Sigh... non mi dire nulla: quel libro
      Izvije moz lev

      Comment

      • MAGENTINO
        Banned
        • 22/02/06
        • 583

        #4
        posto un articolo di un mio amico che mi è sembrato ASSOLUTAMENTE MOLTO BELLO

        ditemene cosa ne pensate:

        ----

        “I’ve just seen a face, I can’t forget the time or place where we just met…” cantavano i Beatles in una delle loro canzoni più belle ma meno conosciute; questo libro racconta dell’incontro tra due uomini, uno bianco e uno nero, il primo appena salvato dall’altro dal suicidio e convinto che sotto tutte le illusioni della sua vita si celi una realtà fredda e crudele: nulla ti dà un motivo per vivere. Il nero è un convertito, ex carcerato, che ha ricevuto la grazia di essere chiamato da Dio per scoprire la bellezza della fede pur nelle difficoltà della vita. Sunset Limited, orizzonte limitato, nome tra l’altro del treno sotto cui il bianco si stava per lanciare, è uno dei tanti capolavori dell’autore americano che scuote le coscienze dei lettori, che ammazza a colpi di pistola la filosofia del “quieto vivere”, perché come lui stesso ha detto in un’intervista, “Tutto ciò che non riguarda la vita o la morte non è interessante.”


        La scena si apre sul salotto dell’essenziale dimora del nero, e il dialogo può cominciare: è una lotta senza esclusione di colpi, da una parte la retorica che deve convincere, dall’altra la fede che testimonia. La grande domanda del libro esplode subito molto diretta: c’è un motivo per cui valga la pena tenere i piedi per terra quando passa il Sunset Limited?

        Il bianco sta sulla difensiva, ma a ogni scontro diretto sferra colpi mortali, perché quando il nero cerca di metterlo alle strette lui si appende a cavilli e sfumature dialettiche molto persuadenti. Il nero racconta la sua vita, dell’esperienza del carcere quando per poco non veniva ucciso, e di come Cristo lo abbia salvato, ma il bianco non ci sta, è così aggrappato alla disperazione da pensare che sia ormai la sua unica speranza e che tentando di salvarsi perderebbe anche quella.

        Così, lungo le circa centocinquanta pagine di continuo dialogo tra i due, il bianco arriva a desiderare di morire, per sentire quello splendido tepore che porta via le preoccupazioni, e che ti fa sprofondare nel nulla: il finale è il trionfo della morte, del nichilismo, del bianco che prende, esce dalla casa del nero e va a suicidarsi: stavolta nulla potrà salvarlo… o no?

        Il lettore non ci crede, si chiede se il libro sia sbagliato, perché, per chi sosteneva il nero, una sconfitta come questa fa male, molto male (chi sostiene il bianco può ritrovarsi vincitore e protagonista dei necrologi di domani). Poi però, davanti alla preghiera del nero che invoca Dio nella solitudine della sua casa, sorge una domanda, un’altra, sì perché come tutti i buoni libri Sunset Limited non dà risposte facili ma domande complesse, “Perché al nero è capitato di salvare un suicida, se poi non è servito a nulla? A chi è servito questo incontro straordinario?”. Allora capisci che non ci si può far condizionare dall’esito di ciò che facciamo, soprattutto quando sono in gioco la vita e la morte: è al nero paradossalmente che Dio ha donato l’incontro con il bianco, dandogli l’occasione di mettere in discussione la sua fede, ha ricevuto una grazia anche nella circostanza più drammatica. Sunset Limited non è un libro comodo, di quelli che coccolano gli umori di noi teenagers della generazione dei Muretti, è un libro che ferisce, ma che ci mette nella condizione di capire ciò che abbiamo di più caro, di verificare se le fondamenta della nostra esistenza reggono al terremoto della vita oppure sono solamente palle ascoltate e mai vissute sulla pelle e nella carne.

        luca
        ---

        saluti

        Comment

        • heliandros
          Opinionista
          • 06/12/09
          • 319

          #5
          Originariamente Scritto da MAGENTINO Visualizza Messaggio
          posto un articolo di un mio amico che mi è sembrato ASSOLUTAMENTE MOLTO BELLO

          ditemene cosa ne pensate:

          ----

          “I’ve just seen a face, I can’t forget the time or place where we just met…” cantavano i Beatles in una delle loro canzoni più belle ma meno conosciute; questo libro racconta dell’incontro tra due uomini, uno bianco e uno nero, il primo appena salvato dall’altro dal suicidio e convinto che sotto tutte le illusioni della sua vita si celi una realtà fredda e crudele: nulla ti dà un motivo per vivere. Il nero è un convertito, ex carcerato, che ha ricevuto la grazia di essere chiamato da Dio per scoprire la bellezza della fede pur nelle difficoltà della vita. Sunset Limited, orizzonte limitato, nome tra l’altro del treno sotto cui il bianco si stava per lanciare, è uno dei tanti capolavori dell’autore americano che scuote le coscienze dei lettori, che ammazza a colpi di pistola la filosofia del “quieto vivere”, perché come lui stesso ha detto in un’intervista, “Tutto ciò che non riguarda la vita o la morte non è interessante.”


          La scena si apre sul salotto dell’essenziale dimora del nero, e il dialogo può cominciare: è una lotta senza esclusione di colpi, da una parte la retorica che deve convincere, dall’altra la fede che testimonia. La grande domanda del libro esplode subito molto diretta: c’è un motivo per cui valga la pena tenere i piedi per terra quando passa il Sunset Limited?

          Il bianco sta sulla difensiva, ma a ogni scontro diretto sferra colpi mortali, perché quando il nero cerca di metterlo alle strette lui si appende a cavilli e sfumature dialettiche molto persuadenti. Il nero racconta la sua vita, dell’esperienza del carcere quando per poco non veniva ucciso, e di come Cristo lo abbia salvato, ma il bianco non ci sta, è così aggrappato alla disperazione da pensare che sia ormai la sua unica speranza e che tentando di salvarsi perderebbe anche quella.

          Così, lungo le circa centocinquanta pagine di continuo dialogo tra i due, il bianco arriva a desiderare di morire, per sentire quello splendido tepore che porta via le preoccupazioni, e che ti fa sprofondare nel nulla: il finale è il trionfo della morte, del nichilismo, del bianco che prende, esce dalla casa del nero e va a suicidarsi: stavolta nulla potrà salvarlo… o no?

          Il lettore non ci crede, si chiede se il libro sia sbagliato, perché, per chi sosteneva il nero, una sconfitta come questa fa male, molto male (chi sostiene il bianco può ritrovarsi vincitore e protagonista dei necrologi di domani). Poi però, davanti alla preghiera del nero che invoca Dio nella solitudine della sua casa, sorge una domanda, un’altra, sì perché come tutti i buoni libri Sunset Limited non dà risposte facili ma domande complesse, “Perché al nero è capitato di salvare un suicida, se poi non è servito a nulla? A chi è servito questo incontro straordinario?”. Allora capisci che non ci si può far condizionare dall’esito di ciò che facciamo, soprattutto quando sono in gioco la vita e la morte: è al nero paradossalmente che Dio ha donato l’incontro con il bianco, dandogli l’occasione di mettere in discussione la sua fede, ha ricevuto una grazia anche nella circostanza più drammatica. Sunset Limited non è un libro comodo, di quelli che coccolano gli umori di noi teenagers della generazione dei Muretti, è un libro che ferisce, ma che ci mette nella condizione di capire ciò che abbiamo di più caro, di verificare se le fondamenta della nostra esistenza reggono al terremoto della vita oppure sono solamente palle ascoltate e mai vissute sulla pelle e nella carne.

          luca
          ---

          saluti
          Come avrai capito stravedo per Mc Carthy, ma non ho letto quel libro perché nella trilogia della frontiera c'è già una lunga parentesi in cui il protagonista si impegna in un dialogo sui temi esistenziali con un singolare personaggio, e devo dire che è stato uno dei passaggi meno entusiasmanti dell'intera opera. Comunque, non è detto che la sua performance in Sunset Limited non sia più convincente e quindi me lo procurerò quanto prima.

          Per me il miglior Mc Carthy rimane quello che con usa con grande parsimonia parole che sono colpi di pennello magistrali, evocando paesaggi infiammati ed emozioni violente con il minimo sforzo apparente, da osservatore esterno e distaccato. E' quello che ci racconta il percorso scoordinato, istintivo, imprevedibile, volubile e spesso violento dei corpi e delle anime dei suoi protagonisti i quali, appunto, camminano (o cavalcano) sempre a pochi centimetri dalla morte, senza la cui presenza costante non c'è vera vita ma solo quell'illusione di immortalità, o meglio quella rimozione dell'idea stessa della morte che pervade l'uomo occidentale, rendendone più falsa e meschina l'esistenza.

          Per questo motivo lo scrittore dice che per lui “tutto ciò che non riguarda la vita o la morte non è interessante.” Mc Carthy è uno che ti incide i suoi libri nella carne, non è un autore per tiepidi o pavidi o per chi a un libro chiede solo un po' di evasione.
          Last edited by heliandros; 09-01-2010, 14:51.
          Izvije moz lev

          Comment

          Working...