Poesie

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  • sandor
    Opinionista

    • 07/10/10
    • 3414

    #1681
    diciamo che cerco di studiare...e di prendere un pezzo di carta...prima però la pensione.... tu?
    poi l'avatar è molto provocante, ma quelle strabenedette caviglie sono le tue?
    http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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    • follemente
      Opinionista

      • 22/12/09
      • 11727

      #1682
      Ho trovato il mio avatar su un sito dedicato alle caviglie ed alle gambe gonfie.

      Comunque sei ripetitivo: tempo fa mi avevi fatto lo stesso appunto ed io ti avevo già risposto. Mo' basta!

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      • sandor
        Opinionista

        • 07/10/10
        • 3414

        #1683
        ok cara... ti dirò, se vuoi che se lo spirito è forte, purtroppo la carne è debole, e anche la memoria a volte, può fare cilecca...
        http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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        • follemente
          Opinionista

          • 22/12/09
          • 11727

          #1684
          Per Efua


          La morte non è
          una luce che si spegne.
          È mettere fuori la lampada
          perché è arrivata l’alba.

          (Rabindranath Tagore)

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          • sandor
            Opinionista

            • 07/10/10
            • 3414

            #1685
            non a caso un nobel...quando il nobel era davvero per pochi...
            http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66024

              #1686
              Sempre che un giardino m’accolga
              io ti riveggo, Padre, fra aiuole,
              lievi le mani su corolle e foglie,

              vivo riveggo carezzare tralci,
              allevi rose e labili campanule,
              silenzioso ti smemorano i giacinti,

              stai fra colori e caldi aromi, Padre,
              solitario trovando, ivi soltanto,
              pago e perfetto senso all’esser tuo.

              SIBILLA ALERAMO
              amate i vostri nemici

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              • sandor
                Opinionista

                • 07/10/10
                • 3414

                #1687
                sibilla allà. ho capito...
                http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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                • Escolzia
                  Opinionista

                  • 10/08/16
                  • 7520

                  #1688
                  Ringraziare desidero

                  In quest’ora della sera
                  da questo punto del mondo.
                  Ringraziare desidero il divino
                  per la diversità delle creature
                  che compongono questo singolare universo,
                  per la ragione,
                  che non cesserà di sognare
                  un qualche disegno del labirinto
                  e l’uccello leggero che vola oltre, più in alto, più su.
                  Ringraziare desidero per l’amore,
                  che ci fa vedere gli altri come li vede la divinità,
                  per il pane e il sale,
                  per il mistero della rosa
                  che prodiga colore e non lo vede.
                  Ringraziare desidero
                  per l’arte dell’amicizia,
                  per l’ultima giornata di Socrate,
                  per le parole che in un crepuscolo furono dette
                  da una croce all’altra,
                  per i fiumi segreti e immemorabili
                  che convergono in noi,
                  per il mare, che è un deserto risplendente
                  e una cifra di cose che non sappiamo
                  per il prisma di cristallo e il peso di ottone,
                  per le strisce della tigre,
                  per l’odore medicinale degli eucaliptus,
                  e la speranza, la fiducia, la lavanda.
                  Ringraziare desidero
                  per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
                  per l’oblio, che annulla o modifica il passato,
                  per la consuetudine,
                  che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
                  per il mattino, che ci procura l’illusione di un inizio,
                  per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
                  per il coraggio e la felicità degli altri,
                  per la patria, sentita nei gelsomini
                  per lo splendore del fuoco
                  che nessun umano può guardare senza uno stupore antico
                  e per il mare che è il più dolce fra tutti gli dei.
                  Ringraziare desidero perché
                  sono tornate le lucciole,
                  le nuvole disegnano,
                  le albe spargono brillanti nei prati,
                  e per noi
                  per quando siamo ardenti e leggeri
                  per quando siamo allegri e grati.
                  Io ringraziare desidero per la bellezza delle parole, natura astratta di dio
                  per la lettura e la scrittura, che ci fanno sfiorare noi stessi e gli altri
                  per la quiete della casa,
                  per i bambini che sono nostre divinità domestiche
                  per l’anima, perché consola il mio girovagare errante,
                  per il respiro che è un bene immenso,
                  per il fatto di avere una sorella.
                  Io ringraziare desidero
                  per tutti quelli che sono piccoli liberi e limpidi
                  per le facce del mondo che sono varie
                  per quando la notte si dorme abbracciati
                  per quando siamo attenti e innamorati,
                  fragili e confusi,
                  cercatori indecisi.
                  Ringrazio dunque
                  per i nostri maestri immensi
                  per tutti i baci d’amore,
                  e per l’amore che ci rende impavidi.
                  Per i nostri morti
                  che fanno della morte un luogo abitato,
                  e per i nostri vivi, che rendono la vita uno specchio fatato.
                  Per i figli,
                  col futuro negli occhi,
                  perchè su questa terra esiste la musica,
                  per la mano destra e la mano sinistra, e il loro intimo accordo
                  per i gatti per i cani esseri fraterni carichi di mistero,
                  per il silenzio che è la lezione più grande
                  per il sole, nostro antenato.
                  Ringraziare desidero
                  per Whitman, Presti e Francesco d’Assisi,
                  che scrissero già questa poesia,
                  per il fatto che questa poesia è inesauribile
                  e si confonde con la somma delle creature
                  e non arriverà mai all’ultimo verso
                  e cambia secondo gli uomini.
                  Ringraziare desidero
                  per i minuti che precedono il sonno,
                  per il sonno e la morte,
                  quei due tesori occulti,
                  per gli intimi doni che non elenco,
                  per la gran potenza d’antico amor
                  per amor che muove il sole e l’altre stelle
                  e muove tutto, in noi….

                  Da Mariangela Gualtieri, Le giovani parole (Einaudi 2015)

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                  • King Kong
                    رباني
                    • 05/07/17
                    • 2354

                    #1689
                    Wow!
                    Aut hic aut nullubi

                    Comment

                    • Escolzia
                      Opinionista

                      • 10/08/16
                      • 7520

                      #1690
                      Questa è una poesia che in passato ho tanto amato, ed a cui sono ancora molto legata

                      "Lo specchio che hai fissato sul petto"
                      di Antonio Porta


                      Lo specchio che hai fissato sul petto
                      è il segnale di un patto profondo
                      tu mi guardi mentre io ti guardo dentro
                      e se ti guardo dentro mi vedo.


                      Poesie d’amore del ‘900, Milano Mondadori,1999

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66024

                        #1691
                        Originariamente Scritto da Escolzia Visualizza Messaggio
                        Ringraziare desidero

                        In quest’ora della sera
                        da questo punto del mondo.
                        Ringraziare desidero il divino
                        per la diversità delle creature
                        che compongono questo singolare universo,
                        per la ragione,
                        che non cesserà di sognare
                        un qualche disegno del labirinto
                        e l’uccello leggero che vola oltre, più in alto, più su.
                        Ringraziare desidero per l’amore,
                        che ci fa vedere gli altri come li vede la divinità,
                        per il pane e il sale,
                        per il mistero della rosa
                        che prodiga colore e non lo vede.
                        Ringraziare desidero
                        per l’arte dell’amicizia,
                        per l’ultima giornata di Socrate,
                        per le parole che in un crepuscolo furono dette
                        da una croce all’altra,
                        per i fiumi segreti e immemorabili
                        che convergono in noi,
                        per il mare, che è un deserto risplendente
                        e una cifra di cose che non sappiamo
                        per il prisma di cristallo e il peso di ottone,
                        per le strisce della tigre,
                        per l’odore medicinale degli eucaliptus,
                        e la speranza, la fiducia, la lavanda.
                        Ringraziare desidero
                        per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
                        per l’oblio, che annulla o modifica il passato,
                        per la consuetudine,
                        che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
                        per il mattino, che ci procura l’illusione di un inizio,
                        per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
                        per il coraggio e la felicità degli altri,
                        per la patria, sentita nei gelsomini
                        per lo splendore del fuoco
                        che nessun umano può guardare senza uno stupore antico
                        e per il mare che è il più dolce fra tutti gli dei.
                        Ringraziare desidero perché
                        sono tornate le lucciole,
                        le nuvole disegnano,
                        le albe spargono brillanti nei prati,
                        e per noi
                        per quando siamo ardenti e leggeri
                        per quando siamo allegri e grati.
                        Io ringraziare desidero per la bellezza delle parole, natura astratta di dio
                        per la lettura e la scrittura, che ci fanno sfiorare noi stessi e gli altri
                        per la quiete della casa,
                        per i bambini che sono nostre divinità domestiche
                        per l’anima, perché consola il mio girovagare errante,
                        per il respiro che è un bene immenso,
                        per il fatto di avere una sorella.
                        Io ringraziare desidero
                        per tutti quelli che sono piccoli liberi e limpidi
                        per le facce del mondo che sono varie
                        per quando la notte si dorme abbracciati
                        per quando siamo attenti e innamorati,
                        fragili e confusi,
                        cercatori indecisi.
                        Ringrazio dunque
                        per i nostri maestri immensi
                        per tutti i baci d’amore,
                        e per l’amore che ci rende impavidi.
                        Per i nostri morti
                        che fanno della morte un luogo abitato,
                        e per i nostri vivi, che rendono la vita uno specchio fatato.
                        Per i figli,
                        col futuro negli occhi,
                        perchè su questa terra esiste la musica,
                        per la mano destra e la mano sinistra, e il loro intimo accordo
                        per i gatti per i cani esseri fraterni carichi di mistero,
                        per il silenzio che è la lezione più grande
                        per il sole, nostro antenato.
                        Ringraziare desidero
                        per Whitman, Presti e Francesco d’Assisi,
                        che scrissero già questa poesia,
                        per il fatto che questa poesia è inesauribile
                        e si confonde con la somma delle creature
                        e non arriverà mai all’ultimo verso
                        e cambia secondo gli uomini.
                        Ringraziare desidero
                        per i minuti che precedono il sonno,
                        per il sonno e la morte,
                        quei due tesori occulti,
                        per gli intimi doni che non elenco,
                        per la gran potenza d’antico amor
                        per amor che muove il sole e l’altre stelle
                        e muove tutto, in noi….

                        Da Mariangela Gualtieri, Le giovani parole (Einaudi 2015)
                        Sublime!
                        amate i vostri nemici

                        Comment

                        • Escolzia
                          Opinionista

                          • 10/08/16
                          • 7520

                          #1692
                          “Parti di me..”

                          Son fatta di
                          sogni infranti
                          dettagli inosservati
                          amori irrisolti
                          Son fatta di
                          pianti senza ragione
                          persone nel cuore
                          atti impulsivi
                          Sento la mancanza di
                          luoghi che non ho conosciuto
                          esperienze che non ho vissuto
                          momenti che ho già dimenticato
                          Sono
                          amore e affetto costante,
                          distratta quanto basta
                          non mi fermo un istante
                          Già
                          ho avuto notti insonni
                          ho perso persone molto care
                          ho fatto cose non promesse
                          Molte volte
                          ho desistito senza tentare
                          ho pensato a volte di fuggire, per non affrontare
                          ho sorriso per trattenere il pianto
                          Sono dispiaciuta
                          per le cose non cambiate
                          le amicizie non coltivate
                          chi ho giudicato
                          ciò che ho detto
                          Ho nostalgia
                          delle persone che ho conosciuto
                          dei ricordi che ho dimenticato
                          ed altri che temo di dimenticare,
                          degli amici che ho perso
                          Ma continuo a vivere
                          e imparare.
                          (Martha Medeiros)

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                          • Misterikx
                            whatever..
                            • 24/03/05
                            • 15327

                            #1693
                            " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                            • Escolzia
                              Opinionista

                              • 10/08/16
                              • 7520

                              #1694
                              Ti scrivo

                              Scrivo perché tu esista,
                              ti scrivo
                              perché è un altro modo di inventarti
                              e perché tu sappia
                              che so godere di te anche da lontano.
                              Ti scrivo
                              perché una tua parola prenda forma;
                              ti scrivo
                              perché la nostra immaginazione
                              attenui la brace dei corpi;
                              ti scrivo in balia delle vocali,
                              immaginandoti fortemente.
                              Ti scrivo per farti trepidare,
                              ti scrivo perché ti si inumidiscano gli occhi,
                              ti scrivo perché tu smetta di essere una finzione.
                              Oggi ti dico una sola parola,
                              te la affido tra le ceneri
                              e il silenzio.

                              Rafael Ángel Herra

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                              • Escolzia
                                Opinionista

                                • 10/08/16
                                • 7520

                                #1695
                                “Una donna si rialza sempre”
                                Più dei tramonti, più del volo di un uccello,
                                la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
                                Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
                                Che uno dice: è finita.
                                No, non è mai finita per una donna.
                                Una donna si rialza sempre,
                                anche quando non ci crede, anche se non vuole.
                                Non parlo solo dei dolori immensi,
                                di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
                                Parlo di te, che questo periodo non finisce più,
                                che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile,
                                che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
                                Te, implacabile arbitro di te stessa,
                                che da come il tuo capo ti guarderà
                                deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare.
                                Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
                                E sei tu che lo fai durare.
                                Oppure parlo di te,
                                che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo;
                                che sei terrorizzata che una storia ti tolga l’aria,
                                che non flirti con nessuno
                                perché hai il terrore che qualcuno s’infiltri nella tua vita.
                                Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
                                Sei stanca:
                                c’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare,
                                che ti vuole cambiare,
                                o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
                                Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
                                Eppure te la racconti,
                                te lo dici anche quando parli con le altre:
                                “Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così”.
                                E il cielo si abbassa di un altro palmo.
                                Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere,
                                ci hai abitato Natali e Pasqua.
                                In quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima
                                ed è passato tanto tempo,
                                e ne hai buttata talmente tanta di anima,
                                che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio
                                perché non sai più chi sei diventata.
                                Comunque sia andata,
                                ora sei qui
                                e so che c’è stato un momento
                                che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
                                Dovunque fossi, ci stavi stretta:
                                nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
                                Ed è stata crisi, e hai pianto.
                                Dio quanto piangete!
                                Avete una sorgente d’acqua nello stomaco.
                                Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata,
                                alla fermata della metro, sul motorino.
                                Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
                                E quella notte
                                che hai preso la macchina e hai guidato per ore,
                                perché l’aria buia ti asciugasse le guance?
                                E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
                                Lacrime e parole.
                                Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri
                                che dia un senso al tuo dolore.
                                “Perché faccio così?
                                Com’è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?”
                                Se lo sono chiesto tutte.
                                E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia,
                                a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli.
                                Un puzzle inestricabile.
                                Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
                                E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così,
                                scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
                                Perché una donna ricomincia comunque,
                                ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
                                Ti servirà una strategia,
                                dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
                                Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo,
                                di presentarti a te stessa.
                                Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
                                Non ti entusiasma?
                                Ti avvincerà lentamente.
                                Innamorarsi di nuovo di se stessi,
                                o farlo per la prima volta, è come un diesel.
                                Parte piano, bisogna insistere.
                                Ma quando va, va in corsa.
                                E’ un’avventura, ricostruire se stesse.
                                La più grande.
                                Non importa da dove cominci,
                                se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
                                Vi ho sempre adorato, donne in rinascita,
                                per questo meraviglioso modo di gridare al mondo
                                “sono nuova” con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
                                Perché tutti devono capire e vedere:
                                “Attenti: il cantiere è aperto,
                                stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse”.
                                Più delle albe, più del sole,
                                una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
                                Per chi la incontra e per se stessa.
                                È la primavera a novembre.
                                Quando meno te l’aspetti…
                                (Testo originale Diego Cugia, alias Jack Folla)

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