Poesie

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  • alys
    les jeux sont faits
    • 19/09/09
    • 9589

    #541
    Il pleure dans mon cœur

    Il pleure dans mon cœur
    Comme il pleut sur la ville;
    Quelle est cette langueur
    Qui pénètre mon cœur?

    Ô bruit doux de la pluie
    Par terre et sur les toits!
    Pour un cœur qui s'ennuie
    Ô le chant de la pluie!

    Il pleure sans raison
    Dans ce cœur qui s'éccœure.
    Quoi! nulle trahison?...
    Ce deuil est sans raison.

    C'est bien la pire peine
    De ne savoir pourquoi
    Sans amour et sans haine
    Mon cœur a tant de peine!


    Paul Verlaine

    Moderatore Cucina
    Moderatore Sesso e Sentimenti
    Moderatore Spazio Libero Sfogo



    Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato.
    (F. Pessoa)

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    • Bauxite
      Cosmo-Agonica

      • 25/12/09
      • 36341

      #542
      Ha una solitudine lo spazio

      Ha una solitudine lo spazio
      Solitudine il mare
      Solitudine la morte
      Ma queste saranno compagnie
      In confronto a quel punto pi

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      • Gloucester
        Opinionista
        • 29/03/06
        • 5314

        #543
        Dal Triumphus Mortis di Petrarca:

        [I]"Come piace al Signor che

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        • Bauxite
          Cosmo-Agonica

          • 25/12/09
          • 36341

          #544
          La stazione

          [I]Il mio arrivo nella citt

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          • Caim
            Insonne-Mente
            • 03/02/10
            • 2283

            #545
            La petite promenade du poète

            Me ne vado per le strade
            strette oscure e misteriose
            vedo dietro le vetrate
            affacciarsi Gemme e Rose.
            Dalle scale misteriose
            c'è chi scende brancolando
            dietro i vetri rilucenti
            stan le ciane commentando.
            ...
            ...
            La stradina è solitaria
            non c'è un cane; qualche stella
            nella notte sopra i tetti:
            e la notte mi par bella.
            E cammino poveretto
            nella notte fantasiosa
            pur mi sento nella bocca
            la saliva disgustosa. Via dal tanfo
            via dal tanfo e per le strade
            e cammina e via cammina,
            già le case son più rade.
            Trovo l'erba: mi ci stendo
            a conciarmi come un cane:
            Da lontano un ubriaco
            canta amore alle persiane.

            Dino Campana
            [B][LEFT][I][COLOR="Black"][FONT="Century Gothic"][SIZE="2"]
            Vivo quel lato nascosto che

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            • Bauxite
              Cosmo-Agonica

              • 25/12/09
              • 36341

              #546
              Conosco delle barche

              [I]Conosco delle barche
              che restano nel porto per paura
              che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

              Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
              per non aver mai rischiato una vela fuori.

              Conosco delle barche che si dimenticano di partire
              hanno paura del mare a furia di invecchiare
              e le onde non le hanno mai portate altrove,
              il loro viaggio

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              • heliandros
                Opinionista
                • 06/12/09
                • 319

                #547
                Considero valore

                Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
                [I]Considero valore il regno minerale, l
                Izvije moz lev

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                • Rudra
                  Opinionista
                  • 11/04/10
                  • 2042

                  #548
                  Volevo postare quella della Szymborska sulla cipolla che è bellissima ma posterò questa, sempre sua:

                  MUSEO

                  Ci sono piatti, ma non appetito.
                  Fedi, ma non scambievole amore
                  da almeno trecento anni.

                  C'è il ventaglio- e i rossori?
                  C'è la spada- dov'è l'ira?
                  E il liuto, non un suono all'imbrunire.

                  In mancanza di eternità hanno ammassato
                  diecimila cose vecchie.
                  Un custode ammuffito dorme beato
                  con i baffi chini sulla vetrina.

                  Metalli, creta, una piuma d'uccello
                  trionfano in silenzio nel tempo.
                  Ride solo la spilla d'una egiziana ridarella.

                  La corona è durata più della testa.
                  La mano ha perso contro il guanto.
                  La scarpa destra ha sconfitto il piede.

                  Quanto a me, credete, sono viva.
                  La gara col vestito non si arresta.
                  E lui quanta tenacia mi dimostra!
                  Vorrebbe viver più della mia vita!

                  Wislawa Szymborska

                  @Bella Caim, adoro il folle di Marradi!

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                  • Bauxite
                    Cosmo-Agonica

                    • 25/12/09
                    • 36341

                    #549
                    [I]Dopo la vita, cosa? ma altra vita,
                    si capisce, insperata, fioca, uguale,
                    tremito che non si arresta, ferita
                    che non si chiude eppure non fa male

                    - non pi

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                    • Caim
                      Insonne-Mente
                      • 03/02/10
                      • 2283

                      #550
                      Un tempo, se ben ricordo, la mia vita era un festino, in cui si aprivano tutti i cuori, tutti i vini scorrevano.
                      Una sera, ho fatto sedere la Bellezza sulle mie ginocchia. - E l'ho trovata amara. - E l'ho insultata.
                      Mi sono armato contro la giustizia.
                      Sono fuggito. O streghe, miseria, odio, è a voi che è stato affidato il mio tesoro!
                      Riuscii a far svanire dal mio spirito tutta l'umana speranza. Su ogni gioia, per strangolarla, ho fatto il balzo sordo della bestia feroce.
                      Ho invocato i carnefici per mordere, morendo, il calcio dei loro fucili. Ho chiamato i flagelli per soffocarmi con la sabbia, col sangue. La sventura è stata il mio dio. Mi sono disteso nel fango. Mi sono asciugato all'aria del delitto. E ho giocato brutti tiri alla follia.
                      E la primavera mi ha portato il riso orrendo dell'idiota.
                      Ora, essendomi trovato di recente sul punto di fare l'ultimo crac! Ho pensato di cercare la chiave dell'antico festino in cui forse potrei ritrovare l'appetito.
                      Questa chiave è la carità. - Questa ispirazione dimostra che ho sognato!
                      «Tu resterai iena, ecc.», ribatte il demonio che mi ha incoronato di così amabili papaveri. «Giungi alla morte con tutti i tuoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali.»
                      Ah! ne ho avuto fin troppo: - Ma, caro Satana, te ne supplico, una pupilla meno irritata! e in attesa di qualche piccola vigliaccheria ritardataria, voi che amate nello scrittore l'assenza di facoltà descrittive o istruttive, strappo questi pochi turpi foglietti dal mio taccuino di dannato.

                      ARTHUR RIMBAUD...(Da...UNA STAGIONE ALL'INFERNO)

                      @Rudra:...Anche la Szymborska è una "tipetta" interessante.
                      Last edited by Caim; 30-04-2010, 03:56.
                      [B][LEFT][I][COLOR="Black"][FONT="Century Gothic"][SIZE="2"]
                      Vivo quel lato nascosto che

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                      • Bauxite
                        Cosmo-Agonica

                        • 25/12/09
                        • 36341

                        #551
                        Compagnia

                        [I]Stamattina mi sono svegliato con la pioggia
                        che batteva sui vetri. E ho capito
                        che da molto tempo ormai,
                        posto davanti a un bivio,
                        ho scelto la via peggiore. Oppure,
                        semplicemente, la pi

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                        • Rudra
                          Opinionista
                          • 11/04/10
                          • 2042

                          #552
                          Specchio


                          Sono esatto e d'argento, privo di preconcetti.
                          Qualunque cosa io vedo subito l'inghiottisco
                          Tale e quale senza ombra di amore e disgusto.
                          Io non sono crudele, ma soltanto veritiero
                          Quadrangolare occhio di un piccolo iddio.
                          Il più del tempo rifletto sulla parete di fronte.
                          E rosa, macchiettata. Ormai da tanto la guardo che la sento
                          Un pezzo del mio cuore. Ma lei c'è e non c'è.
                          Visi e oscurità continuamente ci separano.

                          Adesso io sono un lago. Su me si china una donna
                          Cercando in me di scoprire quella che lei è realmente.
                          Poi a quelle bugiarde si volta: alle candele e alla luna.
                          Io vedo la sua schiena e la rifletto fedelmente.
                          Me ne ripaga con lacrime e un agitare di mani.
                          Sono importante per lei. Anche lei viene e va.
                          Ogni mattina il suo viso si alterna all'oscurità.
                          In me lei ha annegato una ragazza, da me gli sorge incontro
                          Giorno dopo giorno una vecchia, pesce mostruoso.

                          Sylvia Plath (mon amour)

                          @Caim.è una piacevole lettura la Szymborska

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                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica

                            • 25/12/09
                            • 36341

                            #553
                            Visto che c'

                            Comment

                            • Caim
                              Insonne-Mente
                              • 03/02/10
                              • 2283

                              #554
                              Completamente matto

                              Va bene, so che siete stanchi di
                              Sentirla
                              Ma che ne dite di un’ultima volta?
                              Tutte quelle minuscole stanze in tutte quelle città
                              Andando da una città all’altra
                              Da una stanza all’altra
                              Terrorizzato e nauseato da com’è la gente.
                              Era uguale in ogni posto
                              Migliaia e migliaia di miglia passate
                              A guardare da un finestrino di un bus Greyhound
                              Ascoltandoli parlare, guardandoli,
                              le teste, le orecchie,
                              il modo di camminare.
                              Questi erano alieni giunti da qualche al di là
                              Parallelepipedi perpendicolari senza vita
                              Mi affondavano la lama nello stomaco
                              Persino le ragazze adorabili
                              Con l’occhio astuto, i corpi magici e molli
                              Erano solo un anticipo su un
                              Miraggio
                              Un trucco a buon mercato della vita.
                              Ho vagato di stanza in stanza
                              Di città in città
                              Nascondendomi, cercando, aspettando…
                              Per cosa?
                              Per niente tranne
                              L’irresponsabile e negativo
                              Desiderio
                              Di almeno
                              Non essere uguale a
                              Loro.
                              Amavo quelle vecchie stanze
                              I tappeti consunti
                              Il bagno in fondo
                              Al corridoio
                              Persino ratti e
                              Topi e bagarozzi
                              Erano buoni compagni…
                              E lungo la strada
                              Non so come scoprii
                              La musica classica.
                              Avevo un vecchio giradischi.
                              E invece di mangiare
                              Usavo i miei quattro soldi
                              Per comprare vino scadente
                              E dischi.
                              E m’arrotolavo sigarette,
                              fumavo, bevevo,
                              ascoltavo musica
                              al buio.
                              Ricordo una notte
                              Speciale
                              Quando Wagner davvero
                              Scoperchiò il soffitto
                              Della mia stanza.
                              Ebbro di gioia
                              Mi tirai su
                              Dal letto
                              Piantato
                              con
                              Le braccia alzate
                              Al soffitto
                              E colsi la mia immagine
                              Nello specchio
                              E di me non era rimasto
                              Più niente
                              Uno scheletro d’uomo
                              Giù da 200 libbre
                              a
                              130
                              con le guance scavate.
                              Vidi questo macabro teschio
                              Che mi fissava
                              Ed era così
                              Ridicolo
                              E così
                              Simpatico
                              Che cominciai a ridere
                              E dentro lo specchio
                              L’immagine rise con me
                              E diventò
                              Buffo e sempre più buffo
                              Mentre alzavo più in alto
                              Le braccia
                              Al soffitto.
                              E in quelle vecchie
                              Stanze
                              Per mia fortuna
                              C’erano vecchie padrone di casa gentili
                              Con il Cristo appeso
                              Sul muro delle scale
                              Ma ciononostante
                              Sempre molto gentili.
                              “mr chinaski, il suo affitto è
                              in ritardo, va tutto
                              bene?”
                              “oh sì, molte grazie”
                              “sento suonare la musica
                              giorno e notte
                              lei sta
                              seduto nella sua stanza
                              giorno e notte
                              con le persiane abbassate…
                              va tutto bene?”
                              “sono uno scrittore”
                              “uno scrittore?”
                              “sì, ho appena inviato qualcosa
                              al ‘new yorker’
                              sono certo che molto presto
                              si faranno sentire”
                              chissà come
                              se dicevi
                              che eri
                              uno scrittore
                              avrebbero
                              sopportato
                              ogni sorta di scuse
                              specie se eri
                              nei tuoi
                              primi
                              vent’anni.
                              (più tardi, sarebbe stata
                              dura
                              vendergliela
                              come avrei
                              scoperto)
                              ma amavo quelle
                              piccole stanze in tutte
                              quelle città
                              con tutte
                              quelle padrone di casa
                              e brahms
                              e sibelius
                              e Šostakovic
                              e ives
                              e sir edward elgar
                              e le sonate di chopin
                              e borodin
                              beethoven
                              hayden
                              handel
                              mussorgskij
                              ecc.
                              Adesso, chissà perchè, dopo
                              Decenni di
                              Quelle stanze
                              E lavori da rompersi il
                              Culo
                              E dopo aver gettato via
                              Letteralmente 40 o 50
                              Libbre di manoscritti
                              Respinti
                              Ritorno ancora a una
                              Piccola stanza
                              Qui
                              Per raccontarvi
                              Ancora una volta
                              Il prodigio della
                              Mia follia
                              Di allora.
                              Ora la differenza
                              Consiste in questo
                              Che mentre la mia scrittura non è
                              Cambiata granchè
                              La mia fortuna
                              Sì.
                              Ed era
                              In quelle stanze
                              Alla mezza luce delle
                              Quattro di mattina
                              Che un uomo ridotto
                              Sullo scaffale del nulla
                              Era abbastanza giovane
                              Allora
                              Per rimanere giovane
                              Sempre.
                              Stanze di
                              Gloria.

                              Charles Bukowski
                              [B][LEFT][I][COLOR="Black"][FONT="Century Gothic"][SIZE="2"]
                              Vivo quel lato nascosto che

                              Comment

                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66024

                                #555
                                Questa volta lasciami

                                essere felice,

                                non
                                amate i vostri nemici

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