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  • terra
    distratta
    • 07/12/09
    • 12689

    #1

    ges

    all'inizio del 1700 john mill individu

    Moderatore Arte e letteratura


    terra
  • erin
    like me, like me
    • 22/05/06
    • 13145

    #2
    Bé, se pensiamo che i 4 vangeli canonici sono stati scelti (molto tempo dopo la data convenzionale della morte di Cristo) in quanto presentavano una visione più o meno simile (anche se non uguale) della storia, rispetto a quelli apocrifi che spesso dicevano tutt'altro, non stupisce che raccogliendo tutte le fonti a disposizione venga fuori tutto e il contrario di tutto.

    Per curiosità, il testo è un mattone? (parlo di quantità di pagine)

    Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

    Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

    Comment

    • Gloucester
      Opinionista
      • 29/03/06
      • 5314

      #3
      Quella di disporre di edizioni corrette dei testi evangelici, ab origine perché la loro correttezza informasse una pratica devozionale altrettanto corretta, è un'esigenza che si è riproposta ciclicamente nell'arco di circa duemila anni: l'idea di Ehrman di un Misquoting Jesus pare tutt'altro che rivoluzionaria. Ripercorrerne le tappe sarebbe impossibile ed anche pedante; come noto la prima versione latina di Girolamo si basa su di una traduzione dal greco (ammesso ovviamente che il greco sia stata la lingua di redazione dei Sinottici, mentre per Giovanni si ha la quasi certezza). Ciò non toglie che gli estensori dei Vangeli fossero ebrei cristiani: intuizioni che potevano avere un senso entro l'orizzonte dell'ortoprassi giudaica dovettero essere tradotte in concetti teologici alla luce di un lessico altamente speculativo come quello greco; quindi passare nuovamente ad una lingua, il latino, che non possedeva la finezza speculativa del linguaggio filosofico greco.
      La difficoltà di questo passaggio, le forzature ed i malintesi divengono evidenti proprio alla luce delle dispute trinitarie avviate difatto dal primo concilio niceno quando nell'omonimo Simbolo il greco homousion dovette essere reso nel latino consubstantialis (osservazione minima: il concetto di identità evocato dal lemma greco coinvolge la natura delle ipostasi trinitarie, la loro essenza, mentre il lemma latino fa riferimento alla sostanza; e sostanza ed essenza son due categorie ben distinte nella filosofia greca).
      Dicit ei Pilatus: quid est veritas? Insomma, dov'è che termina il misunderstandment ingenerato dall'enormità di un triplice passaggio dalle categorie ebraiche, a quelle greche, indi a quelle latine, con tutti i necessari adeguamenti e compromessi, ed inizia la manipolazione volontaria? E' proprio necessario ricorrere all'idea di manipolazioni volontarie, ideologicamente orientate, per rendere conto delle divergenze?
      Per non parlare poi degli errori semplicemente ingenerati da una tradizione ch'è necessariamente manoscritta. Già in epoca carolingia, nell'Admonitio del 23 Marzo 789 Carlo Magno ribadì la necessità di provvedere ad una corretta trascrizione dei testi sacri, indice della consapevolezza della frequenza di corruzioni testuali; volontà ribadita in quegli anni nell'Encyclica de litteris colendis e nell'Encyclica de emendatione librorum et officiorum ecclesiasticorum (per chi si volesse dilettare coi testi, M.G.H., Leges, Capitularia regnum Francorum I, IV. Karoli Magni Capitularia) "che riferisce il risultato più rilevante dello sforzo programmatico di Carlo: la revisione completa dei libri della Bibbia che in quel periodo è in atto a Corbie, Metz, Orleans, Tours e che nella versione di Alcuino sarà offerta al sovrano al momento dell'incoronazione imperiale romana" (cfr. G. Gandino, Contemplare l'ordine: intellettuali e potenti nell'Alto Medioevo, Napoli, Liguori, 2004, p. 15)
      Erasmo da Rotterdam si pose problematiche non dissimili; se nell'Umanesimo la conoscenza dell'ebraico iniziò ad andare di moda, e con essa i primi studi qabbalistici (due esempi su tutti, i casi di Pico della Mirandola e di Ficino), ciò fu da ascriversi ab initio all'esigenza di una fede rinnovata ed utopicamente più autentica, più vicina al vero spirito della Scrittura che andava pertanto restaurato; come concetto non è molto lontano da quel sola scriptura che costituisce uno dei pilastri del luteranesimo. Per i cattolici eventuali errori della tradizione evangelica non hanno mai costituito gran motivo di scandalo; questo perché il messaggio gesuano è percepito come necessariamente integrato dal magistero ecclesiastico che anzi, dall'incertezza della tradizione desume nuove motivazioni per ribadire la propria insostituibilità.
      Per luterani e riformati l'indagine filologica della Scrittura assume invece connotazioni di speculare sacralità proprio perché i testi sacri sono considerati come le uniche fonti autoritative informanti la devozione; ho l'impressione che Ehrman sia miglior riformato di quanto non sia buon filologo, perché a quanto pare in lui la spinta religiosa del fedele ha la meglio sul sano scetticismo dello studioso.
      In questo non breve poscritto ho enumerato come divagazioni solo due dei fattori che hanno influenzato la tradizione manoscritta dei Vangeli e che ostano alla pretesa di pervenire alla ricostruzione di un testo fedele; i fattori sono centinaia e dovrebbero ammonira qualsiasi persona di buon senso circa l'impossibilità di un simile traguardo. Ehrman invece, dopo aver elencato il noto e ribadito l'ovvio nei panni del filologo, in quelli del buon fedele conclude imprevedibilmente, dati gli assunti iniziali, che non si possa comunque fare a meno di prestare orecchio fedele al dettato evangelico; ordinarie miserie di accademici confessionali.

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      • erin
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        • 22/05/06
        • 13145

        #4
        [QUOTE=Gloucester;1145203]
        Dicit ei Pilatus: quid est veritas? Insomma, dov'

        Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

        Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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        • Gloucester
          Opinionista
          • 29/03/06
          • 5314

          #5
          Penso che i macrofattori di mutazione in un ambito come quello della tradizione manoscritta dei testi sacri siano di tale portata da oscurare le manipolazioni volontarie; oscuramento sia quantitativo, sia qualitativo, nel senso che l'impatto dei primi

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #6
            In Giovanni, Cristo e' la Parola di Dio fatta carne: il Logos, appunto. Mentre i vangeli sinottici pongono l'accento più sul Regno di Dio e sulla identità di Gesù, il quarto vangelo centra il discorso teologico principalmente sul mistero salvifico del Cristo. Per l'autore di questo vangelo Gesù è il Verbo di Dio incarnato, il figlio di Dio che è via, verità e vita. La stessa passione e morte del Salvatore, lontane dall'essere una sconfitta, sono l'epifania della gloria di Dio padre e dell'amore per la sua Chiesa.

            Per il resto, condivido quasi tutto, Glouc.
            amate i vostri nemici

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            • erin
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              • 22/05/06
              • 13145

              #7
              [QUOTE=Gloucester;1145272]Penso che i macrofattori di mutazione in un ambito come quello della tradizione manoscritta dei testi sacri siano di tale portata da oscurare le manipolazioni volontarie; oscuramento sia quantitativo, sia qualitativo, nel senso che l'impatto dei primi

              Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

              Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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              • terra
                distratta
                • 07/12/09
                • 12689

                #8
                [QUOTE=erin;1144793]

                Per curiosit

                Moderatore Arte e letteratura


                terra

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                • Gloucester
                  Opinionista
                  • 29/03/06
                  • 5314

                  #9
                  Originariamente Scritto da terra Visualizza Messaggio
                  chi ha scritto quello che riporti?
                  Ahem. Io?

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                  • terra
                    distratta
                    • 07/12/09
                    • 12689

                    #10
                    parli come un libro stampato

                    Moderatore Arte e letteratura


                    terra

                    Comment

                    • terra
                      distratta
                      • 07/12/09
                      • 12689

                      #11
                      [QUOTE=Gloucester;1145272]Penso che i macrofattori di mutazione in un ambito come quello della tradizione manoscritta dei testi sacri siano di tale portata da oscurare le manipolazioni volontarie; oscuramento sia quantitativo, sia qualitativo, nel senso che l'impatto dei primi

                      Moderatore Arte e letteratura


                      terra

                      Comment

                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70461

                        #12
                        Originariamente Scritto da terra Visualizza Messaggio
                        parli come un libro stampato
                        Anche meglio, oserei dire.
                        Peraltro, pur essendo credente, condivido buona parte dell'analisi di Gloucester, che mi sembra pertinente e realistica.
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • Sgarbiano
                          Opinionista
                          • 03/12/09
                          • 121

                          #13
                          [QUOTE=Gloucester;1145203]Quella di disporre di edizioni corrette dei testi evangelici, ab origine perch
                          "Umanit

                          Comment

                          • erin
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                            • 22/05/06
                            • 13145

                            #14
                            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                            Peraltro, pur essendo credente, condivido buona parte dell'analisi di Gloucester, che mi sembra pertinente e realistica.
                            E anche se non lo vosse, contestarlo sarebbe comunque impossibile

                            Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                            Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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                            • Gloucester
                              Opinionista
                              • 29/03/06
                              • 5314

                              #15
                              Eh, no, stavolta ho anche fornito qualche referenza bibliografica per permettere di ricontrollare quanto ho scritto.

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