la storia dei sette fratelli cervi, fucilati alla fine del '43, raccontata dal padre. per la verità, nella prefazione si intuisce che renato nicolai, il cui nome appare in copertina accanto a quello di alcide cervi, con il padre dei ragazzi ha parlato poco. chi per primo raccolse le sue memorie e ne scrisse diffusamente fu italo calvino, sul cui lavoro probabilmente nicolai si basa non poco. quest'ultima edizione per einaudi è la prima che ripristina il testo integrale dopo la censura intervenuta nel 1971, quando tutti gli accenni all'ideologia comunista vennero espunti.
la storia, che non conoscevo nei particolari, è entusiasmante. questi fratelli contadini introducono innovazioni e migliorie nel loro lavoro, risultando un'avanguardia tecnologica del loro tempo e luogo, e intanto fanno propaganda e azione politica con coraggio e convinzione. il padre non si perdona una sola cosa, di non aver capito che andavano consapevoli alla morte quando l'hanno salutato l'ultima volta. e continua il suo lavoro con i nipoti.
bellissimo.
la storia, che non conoscevo nei particolari, è entusiasmante. questi fratelli contadini introducono innovazioni e migliorie nel loro lavoro, risultando un'avanguardia tecnologica del loro tempo e luogo, e intanto fanno propaganda e azione politica con coraggio e convinzione. il padre non si perdona una sola cosa, di non aver capito che andavano consapevoli alla morte quando l'hanno salutato l'ultima volta. e continua il suo lavoro con i nipoti.
bellissimo.



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