Poesia a pi

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Bruco
    Opinionista
    • 22/01/10
    • 1801

    #1

    Poesia a pi

    E' presente quasi su tutti i forum di poesia, iniziare a scrivere dei versi che verrano continuati da altri utenti, all'infinito. Se vogliamo provarci inizio io.

    LE NOSTRE MANI

    Le tue mani,
    ricolme di ferite prese ad altri,
    non possono sopportare la forza delle mie,
    la brutalità delle mie.
    A volte,
    mi piace immaginare il contrasto
    tra le tue e le mie mani:
    due fragili gabbiani di cristallo
    davanti ad un maglio che vibra,
    due conchiglie d’argento
    nei pericolosi vortici delle onde,
    due ali di farfalla
    nelle mani distratte di un monello.
    Ora,
    se dovessi stringerle,
    ne avrei quasi paura;
    anche se dopo questo breve tempo,
    il tuo equilibrio, la tua pazienza
    e il tuo dolce sorriso,
    mi hanno dato anche questa giusta misura.
    Last edited by Bruco; 14-08-2010, 20:26.
    [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
  • Bruco
    Opinionista
    • 22/01/10
    • 1801

    #2
    prova di redazione
    Last edited by Bruco; 14-08-2010, 20:27.
    [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

    Comment

    • Bauxite
      Cosmo-Agonica

      • 25/12/09
      • 36341

      #3
      [QUOTE=Bruco;1227179]E' presente quasi su tutti i forum di poesia, iniziare a scrivere dei versi che verrano continuati da altri utenti, all'infinito. Se vogliamo provarci inizio io.

      [B]LE NOSTRE MANI

      Le tue mani,
      ricolme di ferite prese ad altri,
      non possono sopportare la forza delle mie,
      la brutalit

      Comment

      • Gloucester
        Opinionista
        • 29/03/06
        • 5314

        #4
        Sei come una focaccia senza sale
        di quelle che mi mettono paura
        da quando la zia Tina, nella calura
        d'un Agosto lontano, mangiandone
        una fetta assieme al buon speziale
        mandò una briciola nel verso sbagliato;
        e rantolando, e ansimando, le scale
        imboccò di schiena alzatasi di scatto.
        Si spezzò il collo nel meriggio infuocato
        e così piombò proprio sopra il gatto.
        Fatto sta che impagliammo ben bene l'animale
        ch'ogni anno ne celebra il triste anniversario
        spirando sommesso un sibilo infernale.

        (addenda à la Poe.)

        Comment

        • Bauxite
          Cosmo-Agonica

          • 25/12/09
          • 36341

          #5
          Dall'alto del camino,
          l'occhio stanco e muso monco,
          sta la tua vittima
          color del tronco.

          Non pi

          Comment

          • Gloucester
            Opinionista
            • 29/03/06
            • 5314

            #6
            Ma un corvo piombò dalla cappa
            nero più di penna o di fuliggine
            nel becco teneva della stoppa
            ch'avvampò veemente sulle braci.

            Ma quello, incolume, strinse le faci
            e 'l tizzone ardente depose sul gatto
            sì da incendiarne il pelo rarefatto.
            Bruciò subito la bestia imbalsamata

            mandando di scintille una cascata
            che s'appresero ratte all'impiantito
            tutto d'assi di bel legno stagionato.
            sì che la casa in breve fu una torcia

            che ardendo e gemendo ricordava
            la feroce colpa della sua inquilina:
            impagliare il gatto e non la zia Tina.

            Comment

            • Bauxite
              Cosmo-Agonica

              • 25/12/09
              • 36341

              #7
              L'altra morale
              sta nascosta e dice:
              "Inutile prepararsi al peggio,
              ci sporcherebbe il vestito della domenica".

              Da allora la zia Tina indossa
              un grembiule da cucina,
              e porta
              un mestolo in una tasca,
              legge il futuro
              in una pentola a pressione
              ed ha perso il ben della ragione.

              Comment

              • Bruco
                Opinionista
                • 22/01/10
                • 1801

                #8
                Dalle letture di questo simposio poetico,
                ho potuto costatare che, voi eludete
                e io sbraito e mi accaloro,
                lasciando sempre li le discussioni
                che non hanno conclusioni;
                quasi che la paura di finirle
                esaurisca gli argomenti.
                Procedete a salti
                teorizzando
                teorie.
                Il radicato religioso
                che non si sfila,
                l'ambiguità della politica
                fatta contro la libertà
                dell'uomo,
                un duomo borghese,
                un suono di trombe,
                dove soccombe
                il logico altruismo.
                E sempre mura e valli e censura,
                permissiva, ma censura,
                nella misura che il potere vuole.
                Percorriamo sulle nostre consumate
                suole
                i varchi tra i palazzi,
                quasi ingressi da stazzi,
                dove la vostra fantasia e il vostro amore
                avranno un sepolcro pomposo,
                ma è tomba, fossa,
                prima che la lunga agonia
                che batte sempre i chiodi della croce
                si lasci andare in polvere cosmica
                per non questuare più.
                Le vostre voci alterate, gesticolate,
                solleveranno onde che si smorzeranno nel vento,
                che vi soffia contro.
                Lambiranno le spiagge dei sogni
                dei poeti e dei sentimentali,
                delle quietate rabbie pensose,
                di questi giorni quasi frantumati.
                Queste onde non bagneranno
                che sabbia abituata;
                lambiranno gusci di conchiglie
                aperte da mani imbecilli,
                i fili rinsecchiti di prosperose alghe,
                la ridotta forza dei graniti
                continueranno comunque
                a rompere teste ormai vuote ed inutili.

                Gli innumerevoli versi, partoriti nei vostri percorsi,
                vi porteranno segni craterici sulla pelle
                e saranno fastidiosi come i brufoli della pubertà.
                I vostri versi infantili, spazieranno
                nel vento che li trastulla.

                Voi scrivete del vostro dentro,
                del torto che subisce il vostro pensare
                quando si mescola a quello che vi circonda,
                questo andare di anno in anno,
                di giorno in giorno, di ora in ora.
                Questo andare che è un attimo,
                e, di attimo in attimo, la stupidità
                subirà il naturale andazzo
                della superficialità opportunistica.

                L'aria, la luce, l'amore,
                quello che in voi si produce, quell'alchimia
                non si spande. Si riduce in minuti frammenti
                che non si fanno struttura.
                Si disperdono in immense rotture
                quasi fossero planetarie nascoste
                dal panorama e dal mare.

                E come me, voi non resistete nel volo.
                Ci si deve posare. Voi eludete. Io sbraito
                e mi accaloro, lasciando sospese le discussioni
                che non hanno conclusioni.
                Last edited by Bruco; 16-08-2010, 07:48.
                [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

                Comment

                • Bauxite
                  Cosmo-Agonica

                  • 25/12/09
                  • 36341

                  #9
                  [ Le parole sono predisposizioni: al dare e al prendere,
                  a sollevare ed abbassare, al chiaro, allo scuro, a quanto decidiamo per noi e per gli altri.
                  Avresti dovuto avvisare gli avventori della pretesa "serietà" del thread. ]


                  Delle mani si può dire ciò che esse scrivono con le parole.
                  Si può dire che smettono di accarezzare,
                  quando il palmo punge;

                  che smettono di prendere per sè,
                  quando fanno il gesto di donare;

                  si può dire che hanno facce brutte o belle,
                  quando chi le legge o le ascolta riesce a capirne il senso
                  oppure no;

                  si può dire che esse raccontino la vita che diciamo di vivere,
                  che pensiamo di scegliere ogni giorno,
                  quand'invece sono ago e filo usato alla rinfusa
                  da un paio di reincarnazioni,
                  qualche dio un po' misantropo,
                  e un po' di Fato,
                  con aggiunta di pathos on the rocks;

                  si può dire di averle capite,
                  di averne colto il senso,
                  anche quando non era quello e non era per noi.

                  Delle mani si può dire che siano come le parole,
                  ma - e questo è il bello - mai lasciarle sole:
                  non tutti sanno cosa farne.

                  Comment

                  • Gloucester
                    Opinionista
                    • 29/03/06
                    • 5314

                    #10
                    Tediose son le mani dei poetanti seriosi
                    quando si fan emuli di panegiristi boriosi
                    che composero le lodi di Cesari caduti
                    le cui erme biancheggiano fra portici diruti.

                    I versi del bruco non son meno stecchiti
                    dei templi diroccati dei pagani aviti:
                    preghiamo con fervore che divenga farfalla
                    così con le parole di meno si trastulla.

                    Comment

                    • Bauxite
                      Cosmo-Agonica

                      • 25/12/09
                      • 36341

                      #11
                      Se a pregar fossi capace,
                      chiederei ben altro:
                      dieci minuti
                      di moine farfallesche
                      sulla tua testa.

                      Sulla mia ce n'è anche troppe.

                      Comment

                      • Bruco
                        Opinionista
                        • 22/01/10
                        • 1801

                        #12

                        Tediose son le mani dei poetanti seriosi
                        quando si fan emuli di panegiristi boriosi
                        che composero le lodi di Cesari caduti
                        le cui erme biancheggiano fra portici diruti.

                        ****
                        Uscite dalle vostre case o ateniesi
                        e rispolverate gli ancestrali scranni
                        che videro giudicare e soccombere il grande Socrate,
                        perché anch’io, come lui,
                        sottoporrò le mie verità solo al vostro giudizio,
                        e se è vostra intenzione prendere anche la mia vita
                        sappiate che non vi farò sconti e nulla di meno pretenderò.

                        Ma prima che rinnoviate le vesti di giudici,
                        sono sicuro che dovrete digrignare i denti, sudare e soffrire,
                        per togliere gli spessi strati di fango
                        che avete fatto depositare su quelle sublimi idee
                        dell'unico saggio di Atene.

                        Solo allora le vostre menti
                        torneranno ad essere libere,
                        condizione indispensabile per riconoscere la verità,
                        perché è bene che lo sappiate che,
                        io mi prostituirò solo per essa.

                        Non so o Ateniesi,
                        quali impressioni abbiano suscitato in voi
                        le parole del mio vile accusatore,
                        certo è, che è stata tale la persuasione
                        con cui sono state enunciate (sic!)
                        che per poco anch’io dimenticavo
                        le mie sacrosante ragioni.

                        Inoltre, debbo riconoscere
                        che l’intenzione di colui che mi accusa,
                        di trascinarmi in questo duello lirico,
                        è stata abile e sibillina come il fruscio del serpente,
                        ben sapendo che la sua indiscutibile cultura di navigato poeta (sic! sic!)
                        avrebbe ingoiato la mia persona in un sol boccone.

                        Inoltre, o Ateniesi,
                        riconoscendogli superiori qualità d’intelletto (sic! sic! sic!)
                        non tenterò neppure di parlarvi
                        con la sua pregiata oratoria:
                        non ne sarei capace.
                        Né adopererò quella convincente retorica
                        così in voga tra i giovani poeti.
                        Sarebbe disdicevole alla mia età.
                        Quindi,
                        vi prego di non badare al modo in cui lo farò,
                        cosicché io possa esporre la mia difesa
                        parlando nello stesso modo in cui ho sempre fatto
                        nelle piazze e nei mercati,
                        davanti ai banchi delle stoffe o dei tappeti d’oriente,
                        o vicino ai pretenziosi cambiavalute,
                        perché sono sicuro,
                        che quello che interessa a voi e alla mia coscienza
                        o ateniesi, non è quello che voglio far apparire,
                        ma quello che voi riconoscerete come verità.

                        Dunque, innanzi tutto è giusto
                        che io mi difenda dalla prima menzogna,
                        che ritengo più pericolosa di quelle dei compagni di Anito,
                        in quanto il mio accusatore, ad occhi ciechi,
                        come cieco era l’occhio di Poliremo,
                        afferma che:

                        "I versi del bruco non son meno stecchiti
                        dei templi diroccati dei pagani aviti".

                        Gloucester, è dunque racchiusa solo in questa misera accusa
                        la misericordiosa gratitudine del dio Marte.
                        per un si fedele amico "virtuale"
                        accomunato in tante battaglie
                        che ti han fatto conoscere i tuoi striminziti limiti?
                        Dunque, cos’è accaduto a quel sommo poeta
                        di si alto lignaggio,
                        se non sa più abbbinare due versi
                        per una poesia a più mani,
                        non sapendo riconoscere una pavida elusione
                        da una tribolata e sofferta riflessione?

                        Eppure una volta affrontavi impavido i riti,
                        pur sapendo, come Ettorre sapeva,
                        che sarebbe perito in battaglia
                        contro quel novello Achille
                        protetto dagli dei della nuova insulsa politica
                        protezionistica, che protegge tutte le tue angherie
                        ma non può far nulla contro il tuo poco sapere.

                        Poi, quasi non bastasse la superficiale contumelia che,
                        a dir la verità in era giovine,
                        era sufficiente affinché io mettessi a morte più di un nemico,
                        rincari lo scudiscio aggiungendo:

                        "Tediose son le mani dei poetanti seriosi
                        quando si fan emuli di panegiristi boriosi
                        che composero le lodi di Cesari caduti
                        le cui erme biancheggiano fra portici diruti".

                        E alla fine, concludendo più mestamente,
                        ma forse solo per paura della mia ira funesta, aggiungi:

                        "preghiamo con fervore che divenga farfalla
                        così con le parole di meno si trastulla".

                        Dio mi è testimone, Gloucester,
                        sul fatto che non esiste altra accusa più blasfema,
                        da gettare sulle fatiche di un poeta,
                        che della ricerca sulla vita
                        ne ha fatto la punta del suo aratro
                        continuando ad affermare all’infinito,
                        come la fantasia sia la chiave di lettura,
                        della vita e dell’amore.

                        Allora, Gloucester
                        quali presunte verità nascondi
                        per credere che tu possa arrivare a delle conclusioni,
                        con quelle quattro sciocchezze che
                        non si possono utilizzare neppur per le canzoni?
                        Last edited by Bruco; 16-08-2010, 19:40.
                        [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

                        Comment

                        • Bruco
                          Opinionista
                          • 22/01/10
                          • 1801

                          #13
                          Bauxite
                          Le parole sono predisposizioni: al dare e al prendere,
                          a sollevare ed abbassare, al chiaro, allo scuro, a quanto decidiamo per noi e per gli altri.
                          Avresti dovuto avvisare gli avventori della pretesa "serietà" del thread.
                          Non mi sembrava che il brano postato si prestasse per dei lavori in cucina e pizze varie, pertanto non ho ritenuto di specificare la "pretesa" serietà del thread. In ogni caso ognuno esprime la sua sensibilità come crede, senza entrare nei personalismi come sta facendo qualcuno, pensando di andare a menare portando solo un sacco per darle e non un'altro per riceverle.
                          Last edited by Bruco; 16-08-2010, 19:41.
                          [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

                          Comment

                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica

                            • 25/12/09
                            • 36341

                            #14
                            [QUOTE=Bruco;1227603]Non mi sembrava che il brano postato si prestasse per dei lavori in cucina e pizze varie, pertanto non ho ritenuto di specidicare la "pretesa" seriet

                            Comment

                            • Gloucester
                              Opinionista
                              • 29/03/06
                              • 5314

                              #15
                              Originariamente Scritto da Bruco Visualizza Messaggio

                              Allora, Gloucester
                              quali presunte verità nascondi
                              per credere che tu possa arrivare a delle conclusioni,
                              con quelle quattro scicchezze che
                              non si possono utilizzare neppur per le canzoni?
                              Non tanto bruco ma mosca cocchiera
                              che oscilla fra la boria e la maniera;
                              nomati Socrate, fai pure a piacimento
                              ma se lui è oro tu sei misero orpimento.

                              Somma e divina qualità è l'ironia
                              che infanghi sotto spanne di albagia;
                              non ti farebbe male anche la modestia,
                              se ne avessi non ci daresti sì molestia.

                              Peccato davvero, che il gioco era carino
                              ma l'hai guastato per voler fare il cretino.

                              Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                              Quant'a me, mi son stufata.
                              Ma no, odiosamata mia
                              farfalleggia pur di fantasia.

                              Comment

                              Working...