Il bello nell'arte

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2659

    #1

    Il bello nell'arte

    Buongiorno Carlino. Sei informato che a Bruxelles, nel Bozar, fino al 14 giugno c’è la mostra titolata: “Bellezza e bruttezza: l’ideale, il reale e la caricatura nel Rinascimento” ?

    Come rappresentare il bello della natura nell’arte ?

    Come raffigurare la perfezione dell’essere umano ?

    Se è vero che la natura e l’essere umano sono perfetti nella loro varietà e diversità, è possibile trovare un canone che rappresenti la bellezza e la perfezione ?

    L’idea del bello, prima che paradigma nell’arte del ‘600 fu un dilemma per gli artisti del ‘400 e del ‘500. Questi, declinarono la bellezza nelle sue varie forme e scoprirono che anche la bruttezza, in cui la natura si esprime, è degna di osservazione e di rappresentazione.

    Nella suddetta mostra il percorso espositivo comincia con l’ideale di bellezza rappresentato dal nudo femminile, diffuso nella seconda metà del ‘400 a Firenze, ispirato al canone classico della Venere di Cnido e dalla ritrattistica maschile e femminile.

    L’Afrodite di Cnido è la celebre scultura scolpita da Prassitele nel 360 a. C. circa, considerata il primo nudo femminile a grandezza naturale dell’arte greca.



    La statua fu realizzata per il tempio di Afrodite Euplea ( protettrice della buona navigazione) nell’antica città greca Cnido, in Anatolia. Fu acquistata dagli abitanti per ornare il naos del tempio.

    La scultura raffigura Afrodite in piedi, nuda, mentre si prepara per il bagno. La dea si copre il pube con la mano destra e con la sinistra trattiene la veste appoggiata su un’idria: vaso greco con tre manici; veniva usata per conservare l’acqua.

    Questo nudo femminile fu considerato rivoluzionario nell’arte greca, perché fino ad allora le figure femminili erano sempre rappresentate vestite come le korai (kòre = fanciulla), marmoree statue femminili dell’arte greca arcaica: VII – VI sec. a. C.. Spesso venivano dipinte con colori vivaci (rosso, blu, oro) e nel gesto dell’offerta di un frutto o fiore, ecc.. Tali statue raffiguravano giovani donne stanti, vestite con peplo e chitone. Venivano collocate nei santuari come offerte votive, in particolare sull’acropoli di Atene. Rappresentavano anche divinità, come Artemide, Atena e Persefone.

    segue

  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12617

    #2
    ...diceva Benedetto Croce che "il bello" é un concetto extra-estetico...
    ...vassapé...

    Comment

    • doxa
      Opinionista
      • 30/04/19
      • 2659

      #3
      Nella rassegna espositiva a Bruxelles c’è anche la triade marmorea delle “Tre Grazie” del II sec. d. C. (dei Musei Vaticani), con pose leggiadre e i corpi armoniosi.

      Il ‘500 è dedicato alla produzione artistica di corte (dipinti, sculture) che esalta la natura sia quando è perfezionata dall’artificio sia quando è rappresentata nella sua mostruosità.

      La bruttezza è rappresentata da opere che raffigurano le difformità fisiche che in quel tempo erano apprezzate nelle corti per la loro natura straordinaria. E’ il caso delle due sculture in bronzo che raffigurano il “Nano Morgante” (gradito dalla corte di Cosimo I, Granduca di Toscana) raffigurato dal Giambologna con la dignità di un dio pagano, parodiando i famosi modelli della tradizione rinascimentale fiorentina, dal “Sileno che siede sull’asino”, dipinto dal pittore fiorentino Piero di Cosimo (1462 - 1522), noto per la sua fantasia e lo stile eccentrico, alla statua del “Bacco” di Michelangelo Buonarroti.

      Provenienti dal Nord Europa, altri dipinti con allegri gruppi festanti di popolani, dipinti da Jan Metsys nel 1562 circa, e i “Proverbi” di Pieter Breughel il Giovane, in cui la vita di città è vista attraverso 12 detti popolari fiamminghi.

      Il percorso espositivo si conclude con dipinti ispirati dal tema “La bella e la bestia”.

      C’è un divertente dipinto di Lucas Cranach il Vecchio che nel 1530 circa raffigurò una “Coppia disuguale”: una casta giovane donna che infila una mano nella borsa dell’anziano uomo, impegnato a stringerla a sé e a baciarla.


      Lucas Cranach il Vecchio, The old fool, 1530 circa

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24593

        #4
        Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
        ...diceva Benedetto Croce che "il bello" é un concetto extra-estetico...
        Eco ci ha scritto due saggi appositi;
        a parte un tratto istintivo di bellezza = simmetria e, nelle persone, gioventù/salute, molti sono codici assai mediati, tipo i bambini dal volto adulto delle madonne con bambino pre-rinascimentali, che ai nostri occhi sono bruttissimi.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • Vega
          Opinionista

          • 04/05/05
          • 17965

          #5
          Non è bello ciò che è bello, ma che bello, che bello, che bello!
          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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