Buongiorno Carlino. Sei informato che a Bruxelles, nel Bozar, fino al 14 giugno c’è la mostra titolata: “Bellezza e bruttezza: l’ideale, il reale e la caricatura nel Rinascimento” ?
Come rappresentare il bello della natura nell’arte ?
Come raffigurare la perfezione dell’essere umano ?
Se è vero che la natura e l’essere umano sono perfetti nella loro varietà e diversità, è possibile trovare un canone che rappresenti la bellezza e la perfezione ?
L’idea del bello, prima che paradigma nell’arte del ‘600 fu un dilemma per gli artisti del ‘400 e del ‘500. Questi, declinarono la bellezza nelle sue varie forme e scoprirono che anche la bruttezza, in cui la natura si esprime, è degna di osservazione e di rappresentazione.
Nella suddetta mostra il percorso espositivo comincia con l’ideale di bellezza rappresentato dal nudo femminile, diffuso nella seconda metà del ‘400 a Firenze, ispirato al canone classico della Venere di Cnido e dalla ritrattistica maschile e femminile.
L’Afrodite di Cnido è la celebre scultura scolpita da Prassitele nel 360 a. C. circa, considerata il primo nudo femminile a grandezza naturale dell’arte greca.

La statua fu realizzata per il tempio di Afrodite Euplea ( protettrice della buona navigazione) nell’antica città greca Cnido, in Anatolia. Fu acquistata dagli abitanti per ornare il naos del tempio.
La scultura raffigura Afrodite in piedi, nuda, mentre si prepara per il bagno. La dea si copre il pube con la mano destra e con la sinistra trattiene la veste appoggiata su un’idria: vaso greco con tre manici; veniva usata per conservare l’acqua.
Questo nudo femminile fu considerato rivoluzionario nell’arte greca, perché fino ad allora le figure femminili erano sempre rappresentate vestite come le korai (kòre = fanciulla), marmoree statue femminili dell’arte greca arcaica: VII – VI sec. a. C.. Spesso venivano dipinte con colori vivaci (rosso, blu, oro) e nel gesto dell’offerta di un frutto o fiore, ecc.. Tali statue raffiguravano giovani donne stanti, vestite con peplo e chitone. Venivano collocate nei santuari come offerte votive, in particolare sull’acropoli di Atene. Rappresentavano anche divinità, come Artemide, Atena e Persefone.
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Come rappresentare il bello della natura nell’arte ?
Come raffigurare la perfezione dell’essere umano ?
Se è vero che la natura e l’essere umano sono perfetti nella loro varietà e diversità, è possibile trovare un canone che rappresenti la bellezza e la perfezione ?
L’idea del bello, prima che paradigma nell’arte del ‘600 fu un dilemma per gli artisti del ‘400 e del ‘500. Questi, declinarono la bellezza nelle sue varie forme e scoprirono che anche la bruttezza, in cui la natura si esprime, è degna di osservazione e di rappresentazione.
Nella suddetta mostra il percorso espositivo comincia con l’ideale di bellezza rappresentato dal nudo femminile, diffuso nella seconda metà del ‘400 a Firenze, ispirato al canone classico della Venere di Cnido e dalla ritrattistica maschile e femminile.
L’Afrodite di Cnido è la celebre scultura scolpita da Prassitele nel 360 a. C. circa, considerata il primo nudo femminile a grandezza naturale dell’arte greca.
La statua fu realizzata per il tempio di Afrodite Euplea ( protettrice della buona navigazione) nell’antica città greca Cnido, in Anatolia. Fu acquistata dagli abitanti per ornare il naos del tempio.
La scultura raffigura Afrodite in piedi, nuda, mentre si prepara per il bagno. La dea si copre il pube con la mano destra e con la sinistra trattiene la veste appoggiata su un’idria: vaso greco con tre manici; veniva usata per conservare l’acqua.
Questo nudo femminile fu considerato rivoluzionario nell’arte greca, perché fino ad allora le figure femminili erano sempre rappresentate vestite come le korai (kòre = fanciulla), marmoree statue femminili dell’arte greca arcaica: VII – VI sec. a. C.. Spesso venivano dipinte con colori vivaci (rosso, blu, oro) e nel gesto dell’offerta di un frutto o fiore, ecc.. Tali statue raffiguravano giovani donne stanti, vestite con peplo e chitone. Venivano collocate nei santuari come offerte votive, in particolare sull’acropoli di Atene. Rappresentavano anche divinità, come Artemide, Atena e Persefone.
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