“Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”

Sono esposti oltre 700 reperti, riguardanti il ruolo dell’acqua nelle pratiche religiose e sociali dell’Italia preromana.
La mostra non vuol essere un confronto tra due civiltà dell’Italia protostorica e storica ma evidenziare le loro affinità.
Il percorso espositivo è come un viaggio nel tempo, dal primo millennio a. C. fino ai primi secoli d. C., dal Tirreno all’Adriatico, fra alcuni luoghi di culto.
Quello dedicato agli Etruschi comincia dai santuari di Vulci e Pyrgi (prov. di Roma), prosegue in Toscana con i santuari delle acque "sananti" di Chiusi, Chianciano Terme, San Casciano dei Bagni: in questa località sono stati rinvenuti bronzetti nella vasca termale del santuario; su un bronzetto femminile di offerente c’è la scritta “Fleres” (= alla fonte).
Reperti anche da Marzabotto, l'antica Kainua, nel bolognese, dove, vicino a una sorgente, c'era un piccolo santuario etrusco del VI sec. a. C., decorato con l'immagine di Dedalo che ritorna con Icaro. Di questa località sono esposte antiche ceramiche d'importazione greca, tra cui una kylix attica a figure nere.
La sezione dedicata agli Etruschi padani si conclude con i reperti provenienti da Spina (era un'importante città portuale etrusca situata sul delta del fiume Po, nel territorio del Comune di Comacchio, in provincia di Ferrara) e da Adria, Comune nella provincia di Rovigo . All'inizio del VI sec. a. C. Adria era una località portuale etrusca. L'area padana abitata dagli Etruschi era detta "Etruria padana". Sia a Spina sia a Adria la presenza dei luoghi di culto non è attestata da strutture monumentali, ma da reperti epigrafici ed archeologici.
L’itinerario della mostra prosegue con l'esposizione di numerosi ritrovamenti in alcuni luoghi nel territorio degli antichi Veneti: San Pietro in Montagnon, l’attuale Montegrotto, connesso con le acque termali; il santuario dolomitico di Lagole di Calalzo, legato alla presenza di sorgenti con acque considerate terapeutiche; Este e il santuario dedicato alla dea Reitia; infine il santuario di Altinum, antica città nella laguna di Venezia.
segue

Sono esposti oltre 700 reperti, riguardanti il ruolo dell’acqua nelle pratiche religiose e sociali dell’Italia preromana.
La mostra non vuol essere un confronto tra due civiltà dell’Italia protostorica e storica ma evidenziare le loro affinità.
Il percorso espositivo è come un viaggio nel tempo, dal primo millennio a. C. fino ai primi secoli d. C., dal Tirreno all’Adriatico, fra alcuni luoghi di culto.
Quello dedicato agli Etruschi comincia dai santuari di Vulci e Pyrgi (prov. di Roma), prosegue in Toscana con i santuari delle acque "sananti" di Chiusi, Chianciano Terme, San Casciano dei Bagni: in questa località sono stati rinvenuti bronzetti nella vasca termale del santuario; su un bronzetto femminile di offerente c’è la scritta “Fleres” (= alla fonte).
Reperti anche da Marzabotto, l'antica Kainua, nel bolognese, dove, vicino a una sorgente, c'era un piccolo santuario etrusco del VI sec. a. C., decorato con l'immagine di Dedalo che ritorna con Icaro. Di questa località sono esposte antiche ceramiche d'importazione greca, tra cui una kylix attica a figure nere.
La sezione dedicata agli Etruschi padani si conclude con i reperti provenienti da Spina (era un'importante città portuale etrusca situata sul delta del fiume Po, nel territorio del Comune di Comacchio, in provincia di Ferrara) e da Adria, Comune nella provincia di Rovigo . All'inizio del VI sec. a. C. Adria era una località portuale etrusca. L'area padana abitata dagli Etruschi era detta "Etruria padana". Sia a Spina sia a Adria la presenza dei luoghi di culto non è attestata da strutture monumentali, ma da reperti epigrafici ed archeologici.
L’itinerario della mostra prosegue con l'esposizione di numerosi ritrovamenti in alcuni luoghi nel territorio degli antichi Veneti: San Pietro in Montagnon, l’attuale Montegrotto, connesso con le acque termali; il santuario dolomitico di Lagole di Calalzo, legato alla presenza di sorgenti con acque considerate terapeutiche; Este e il santuario dedicato alla dea Reitia; infine il santuario di Altinum, antica città nella laguna di Venezia.
segue




Comment