Palazzo delle Papesse

disegno
Questo edificio rinascimentale è a Siena. Fu costruito tra il 1460 e il 1495. Il disegno architettonico fu ispirato dal Palazzo Medici, che è a Firenze in Via Larga.
E’ menzionato come “Palazzo delle papesse” perché fu commissionato nel 1459 da Caterina Piccolomini, una delle sorelle del papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini, che pontificò dal 1458 al 1464, anno della sua morte. Nei suoi sei anni di pontificato, sostò a Siena per tre volte, e per due volte vi soggiornò tra il 1459 e il 1460. Durante quelle visite nella città toscana Pio II fece progettare alcune dimore che fossero rappresentative per la famiglia, come i due grandi edifici in via di Città e Banchi di Sotto, oltre a una Loggia e una cappella funeraria, simboli dell’ambiziosa politica dinastica di Pio II.
Il periodo rinascimentale (ed oltre) non fu solo una stagione artistica da osservare attraverso capolavori oggi museali, nelle dimore nobiliari era una dimensione privata da vivere ogni giorno: pittura, arredo e rappresentazione sociale costituivano un unico linguaggio culturale, variabile nel tempo, l’area geografica e lo status della famiglia.
Gli ornamenti erano funzionali:
avevano la funzione rappresentativa: mostrare il rango ,la genealogia, e la cultura;
la funzione identitaria: celebrare la famiglia con ritratti, stemmi, imprese;
la funzione estetica: creare ambienti coerenti con il gusto dell’epoca;
la funzione simbolica: temi mitologici, allegorici, religiosi: per esempio, le Virtù;
la funzione collezionistica: molti nobili erano collezionisti e usavano le pareti come “galleria d’arte”.
Le immagini ornavano in particolare il salone di rappresentanza, la sala da pranzo e la camera da letto. Quelle stanze erano il nucleo dell’autorappresentazione aristocratica. Venivano affrescate con cicli pittorici, stucchi e tele alle pareti.
Le “camere padronali” spesso avevano dipinti i soffitti, le sovrapporte, c'erano quadri e apparati decorativi.
Come dobbiamo immaginarci la camera da letto?
Nella testiera di solito veniva dipinta una bella Venere, distesa, simbolo dell’amore che trionfa su Marte, dio della guerra.
Per contrapposizione venivano raffigurate anche le Virtù
Gli scaloni monumentali e le anticamere dei palazzi signorili di alto rango erano decorati con cicli pittorici, stemmi, ritratti scultorei, statue.
Quasi tutte le grandi dimore avevano una cappella gentilizia privata, spesso decorata con affreschi, pale d’altare e stucchi.
Nel cortile interno del Palazzo Piccolomini (“delle papesse”) c’è la loggia, affrescata: sono dipinti frutti e fiori, candelabri, figure allegoriche e mitologiche.
segue
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Questo edificio rinascimentale è a Siena. Fu costruito tra il 1460 e il 1495. Il disegno architettonico fu ispirato dal Palazzo Medici, che è a Firenze in Via Larga.
E’ menzionato come “Palazzo delle papesse” perché fu commissionato nel 1459 da Caterina Piccolomini, una delle sorelle del papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini, che pontificò dal 1458 al 1464, anno della sua morte. Nei suoi sei anni di pontificato, sostò a Siena per tre volte, e per due volte vi soggiornò tra il 1459 e il 1460. Durante quelle visite nella città toscana Pio II fece progettare alcune dimore che fossero rappresentative per la famiglia, come i due grandi edifici in via di Città e Banchi di Sotto, oltre a una Loggia e una cappella funeraria, simboli dell’ambiziosa politica dinastica di Pio II.
Il periodo rinascimentale (ed oltre) non fu solo una stagione artistica da osservare attraverso capolavori oggi museali, nelle dimore nobiliari era una dimensione privata da vivere ogni giorno: pittura, arredo e rappresentazione sociale costituivano un unico linguaggio culturale, variabile nel tempo, l’area geografica e lo status della famiglia.
Gli ornamenti erano funzionali:
avevano la funzione rappresentativa: mostrare il rango ,la genealogia, e la cultura;
la funzione identitaria: celebrare la famiglia con ritratti, stemmi, imprese;
la funzione estetica: creare ambienti coerenti con il gusto dell’epoca;
la funzione simbolica: temi mitologici, allegorici, religiosi: per esempio, le Virtù;
la funzione collezionistica: molti nobili erano collezionisti e usavano le pareti come “galleria d’arte”.
Le immagini ornavano in particolare il salone di rappresentanza, la sala da pranzo e la camera da letto. Quelle stanze erano il nucleo dell’autorappresentazione aristocratica. Venivano affrescate con cicli pittorici, stucchi e tele alle pareti.
Le “camere padronali” spesso avevano dipinti i soffitti, le sovrapporte, c'erano quadri e apparati decorativi.
Come dobbiamo immaginarci la camera da letto?
Nella testiera di solito veniva dipinta una bella Venere, distesa, simbolo dell’amore che trionfa su Marte, dio della guerra.
Per contrapposizione venivano raffigurate anche le Virtù
Gli scaloni monumentali e le anticamere dei palazzi signorili di alto rango erano decorati con cicli pittorici, stemmi, ritratti scultorei, statue.
Quasi tutte le grandi dimore avevano una cappella gentilizia privata, spesso decorata con affreschi, pale d’altare e stucchi.
Nel cortile interno del Palazzo Piccolomini (“delle papesse”) c’è la loggia, affrescata: sono dipinti frutti e fiori, candelabri, figure allegoriche e mitologiche.
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