Incontri di un istante...

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  • Noah
    ...
    • 19/10/05
    • 932

    #1

    Incontri di un istante...

    Beveva sole sulle rive di un fiume
    e cantava il suo passato
    in francese.
    Collezionava piccoli sassi
    che avrebbe trasformato
    in oro.
    Col suo maglione rosso stracciato
    e i suoi candidi capelli
    accarezzati dal vento
    camminava fra la gente.
    Un sorriso per tutti
    un racconto per chi ascoltava.
    Cantava canzoni suonando
    la sua chitarra immaginaria
    e adagiando ai suoi piedi
    una bottiglia sempre vuota.
    Cocci di vetro hanno ascoltato
    il suo ultimo racconto.
    [FONT="Book Antiqua"][COLOR="Black"]
  • Noah
    ...
    • 19/10/05
    • 932

    #2
    Quella riportata è la descrizione, un po' visionaria di un "pazzo" che circolava qualche anno fa dalle mie parti. Mi piacerebbe conoscere, attraverso gli occhi di altre persone, storie simili, storie scaturite da "Incontri di un istante".
    [FONT="Book Antiqua"][COLOR="Black"]

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    • Lisa
      Chimica
      • 29/09/04
      • 6463

      #3
      se ne sono talemente tanti che è difficile anche solo ricordare certi momenti...
      ma uno mi viene in mente...
      stamattina mentre aspettavo il treno

      vedo una ragazza, sola, fuma una sigaretta nel proprio modo particolare, ognuno di noi ce l'ha... guarda avanti senza vedere nulla, poi guarda l'orologio, in pochi minuti lo fa due tre volte, ha paura di perdere il tempo... è minuta e nervosa, scosta i capelli con un soffio poi si morde le labbra... quando arriva il treno salgo e lei sparisce... la rivedo alla stazione di arrivo camminare frettolosamente e mescolarsi fra la folla senza più poterla distinguere.
      Moderatrice Teatro

      [COLOR=Blue][SIZE="1"]quando arrivi a capire di una persona il motore che spinge ogni sua azione, quella parte interiore che nessuno vede, quella sua unicit

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      • Noah
        ...
        • 19/10/05
        • 932

        #4
        Ecco, proprio quello che intendevo
        [FONT="Book Antiqua"][COLOR="Black"]

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        • Noah
          ...
          • 19/10/05
          • 932

          #5
          Ogni mattina lo stesso autobus...
          Accento straniero, capelli biondo-rosa, denti d'oro, piccole rughe sul viso.
          Prima di salire fuma l'ultima sigaretta e poi via...
          Una nuova giornata.
          Colf? Baby-sitter?
          Alla solita fermata scende, apre l'ombrello quando piove, si stringe nella giacca quando fa freddo e va..
          E si perde fra i palazzi...
          [FONT="Book Antiqua"][COLOR="Black"]

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          • AdrianMaldonado
            Vostra Balordit
            • 15/09/05
            • 12168

            #6
            Vi inoltro la poesia che ha scritto un mio amico su "la matta" del quartiere...

            La Matta

            E' passata la notte a singhiozzo

            tre ore a riposo

            e poi di nuovo giù dal letto

            in cucina e ancora il divano,

            che neanche sta notte c'è stato

            il verso di dormire per bene

            e anche il Signore

            non ti ha fatto la cortesia

            di portarti con sé.

            S'appannano i vetri e

            nel corridoio solo silenzio

            allora il tuo tempo rimandi

            a quando t'alzavi

            e spalancavi la luce e la tua gioia

            vegliava su tutta la casa

            e sulla famiglia ancora addormentata.

            Ora non punge la fretta né l'aria d'inverno

            e inutile è il tempo che c'è da impegnare.

            Solo son veri quegli attimi che passi

            chiusa in un angolo d'un bar e parli da sola

            che c'è tua figlia che ti aspetta alla stazione

            e imprechi a vuoto nell'aria per favore gli spiccioli

            per un caffè e magari un passaggio,

            e il barista che chiede scusa ai clienti

            mi spiace ma è innocua non fa male a nessuno,

            e pensate che poi l'altro giorno l'hanno vista

            mezza nuda rincorrere un treno che dentro c'era sua figlia.
            Au revoir, Adrian Maldonado.

            Mi prude una palla.

            Non vi curate di Lei, continuate pure a mandarmi pics.

            Bella.

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            • /me
              Opinionista
              • 27/11/05
              • 11

              #7
              Per anni e anni nella strada per arrivare a casa di mia nonna ho incontrato quest'uomo seduto da solo davanti alla porta di casa sua.

              Cammino...
              presa dalla fretta non m'accorgo,
              penso alla meta.
              In un attimo
              gli passo a fianco e
              con quell'aria triste di chi è solo
              lui mi guarda negli occhi
              mi sorride mi saluta
              tanti pensieri,
              lo oltrepasso
              mi giro
              ma quell'istante non c'è più.
              [FONT="Fixedsys"][COLOR="DarkOrchid"]"...che la fenice more e poi rinasce,
              quando al cinquecentesimo appressa
              erba n

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              • Noah
                ...
                • 19/10/05
                • 932

                #8
                [QUOTE=/me]Per anni e anni nella strada per arrivare a casa di mia nonna ho incontrato quest'uomo seduto da solo davanti alla porta di casa sua.

                Cammino...
                presa dalla fretta non m'accorgo,
                penso alla meta.
                In un attimo
                gli passo a fianco e
                con quell'aria triste di chi
                [FONT="Book Antiqua"][COLOR="Black"]

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                • Noah
                  ...
                  • 19/10/05
                  • 932

                  #9
                  Interessante anche il personaggio introdotto da AdrianMaldonado...ho un altro personaggio da introdurre, l'ho incontrato sul pullman qualche giorno fa. Appena ho un po' più di tempo...
                  [FONT="Book Antiqua"][COLOR="Black"]

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                  • Noah
                    ...
                    • 19/10/05
                    • 932

                    #10
                    Grasso che cola
                    dai capelli e dalla bocca
                    fumo
                    odore nauseabondo
                    sguardo allucinato
                    che ti si appiccica addosso
                    e labbra da ruminante
                    Fuma, mangia
                    mangia, fuma
                    sporca.
                    [FONT="Book Antiqua"][COLOR="Black"]

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                    • AdrianMaldonado
                      Vostra Balordit
                      • 15/09/05
                      • 12168

                      #11
                      Avidi Sospiri

                      Luca che te ne vai intriso di veleno

                      negli spazi ampi della tua solitudine

                      barcollando passi di fierezza che porgono il petto

                      a questa aria sporca che ti nasconde tra i suoi detriti

                      avido tirando sospiri di sigaretta

                      che sanno di coraggio e di sfida.

                      Luca dalle croste in faccia come ferite che annunciano la fine,

                      una fine consumata tra la dannazione dell'astinenza

                      e l'estasi dell'eroina, tra piccoli furti e il carcere

                      e il ritorno tra gli alberi a bucarsi

                      con quelli come te ancora per poco sopravvissuti,

                      in quel parco che troppo spesso ha cullato i tuoi

                      rabbiosi bisogni e ti ha tenuto lontano

                      nell'indugio di un passo verso la speranza.

                      Luca che bambino fosti l'unico a complimentarsi con me

                      nel mio giorno di gloria che neanche mio padre

                      fece in tempo a vedere l'unico goal della mia carriera calcistica,

                      tu davanti alla difesa con tuoi passaggi ad aprire e morder caviglie

                      semplice impettito con quella tua faccia d'angelo.

                      Luca che chiedo di te nel quartiere e tutti

                      la colpa è stata di un viaggio in Olanda

                      e poi non è stato più lo stesso e si è giocato il cervello,

                      poi quella madre che non ci stava più con testa

                      e l'hanno rinchiusa e poi alla fine ce l'ha fatta a morire.

                      Luca che ti riconosco da lontano tra la nebbia

                      negli anfratti di questa suburbana miseria

                      poi d'estate da solo fuggendo da te e da quello che è stato

                      con quel giubbotto di jeans buono per ogni stagione

                      a coprirti le vene t'avvicini nel lucore d'un lampione

                      e chiedi di accendere ma poi sorpreso saluti dicendo

                      scusa ma non ti avevo mica riconosciuto.
                      Au revoir, Adrian Maldonado.

                      Mi prude una palla.

                      Non vi curate di Lei, continuate pure a mandarmi pics.

                      Bella.

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