Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra.
(Margherita Hack)
Il mese di novembre, dalle mie parti considerato il più ingrato e triste, ha incanti forse più sottili di altre stagioni. Tutto in giardino trasmette una vibrazione di impermanenza, tutto tende ai toni del bruno, del fumo, del marcio e del secco, della nebbia e del gelo. Tutto tende alla terra che, nell’orto, lavorata di fresco, brilla di splendore assoluto, di un marrone quasi imperioso.
(Pia Pera)
"Coloro che sentono l'eternità, sono al di sopra di ogni angoscia. Dentro ogni notte vedono il luogo in cui farà giorno, e trovano conforto" (Rainer Maria Rilke, Diario fiorentino)
La creatività è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, mentre la creatività abbraccia il mondo stimolando il progresso e dando impulso al futuro.
(Albert Einstein)
La spiegazione del proverbio
“Chi non ha coscienza non ha vergogna né scienza” significa che non essere in grado di agire moralmente e onestamente impedisce di provare sentimenti di vergogna e, soprattutto, sminuisce qualsiasi conoscenza si abbia. Il riferimento è chiaro: l’onesta è uno dei valori più importanti per un uomo, perciò saper distinguere ciò che è giusto fare da ciò che invece è sbagliato ha più rilievo che non l’essere particolarmente istruiti. Soprattutto perché l’agire senza coscienza porta poi a non avere vergogna, ovvero a non provare sentimenti di disonore per ciò che si è fatto. E questo, come ben sappiamo, è da sempre uno sprone a comportarci per il meglio: in sua assenza, è facile scivolare in azioni riprovevoli.
“La salute di un popolo proviene solo dalla sua vita interiore, dalla vita della sua anima e del suo spirito”.
Incise su una placca di bronzo all’altezza del civico 16 di Königsallee - Grunewald, Berlino Ovest - queste parole sono il distillato di un discorso pronunciato a Stoccarda il 9 giugno 1922, da Walther Rathenau, allora Ministro degli Esteri del sesto governo (Kabinett) formatosi nei tumultuosi anni della Repubblica di Weimar, primo esperimento democratico della storia tedesca.
"Dio ci ha dato i sensi per far sentire l'amore nel cuore di ognuno di noi, non le illusioni costruite dalla fama. I soldi che ho guadagnato nella mia vita non li posso portare con me. Quello che posso portare con me sono solo i ricordi rafforzati dall'amore."
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