"È finita l'epoca delle grandi aspirazioni, degli slanci, delle epopee.
Abbiamo il mondo a portata di mano, o meglio di click, ma spesso non sappiamo cosa farcene.
Il cuore cerca risposte, ma non si fa le domande giuste.
Nessuna rivoluzione esterna è possibile, se non parte da una ricerca interiore, dall'accettazione dei limiti, da una consapevolezza capace di illuminare.
Credo che le prossime generazioni torneranno ad abitare le grandi domande di senso.
A ripopolare i paesi, dopo averli abbandonati per cercare la felicità altrove.
Torneranno a riscoprire le proprie radici umane.
Torneranno a parlarsi non attraverso un social network, ma guardandosi in faccia. Torneremo a vedere la realtà con occhi nuovi."
Gabriele ogni tanto, all’improvviso si rattrista davanti alla complessità dei suoi pensieri. Ogni tanto mi chiede con le lacrime agli occhi: "Papà, perché la vita è così difficile?”. Io mica ce l’ho una risposta a questa domanda. Ancora la sto cercando. Ma Gabriele incalza con il suo sguardo triste. E allora provo ad abbozzare una reazione: “Amore mio – e lo abbraccio - le sfide che affrontiamo sono una rottura di scatole, ma sono necessarie perché ci fortificano. Le domande toste sono come i sentieri meno battuti: ti offrono l'occasione di scoprire qualcosa di nuovo. Non siamo burattini, ma persone chiamate a scelte difficili. Figlio mio lo so che è un casino. Lo so che l’adolescenza è tosta. Lo so che dentro hai il fuoco e il mare al tempo stesso, ma fidati: è tutto necessario. Anche questo è un tempo bello. Adesso non lo vedi, ma un giorno lo rimpiangerai…” e mentre finisco di pronunciare questa serie di banalità e di luoghi comuni, mi accorgo che l’unica cosa veramente in grado di tranquillizzarlo è il mio abbraccio.
“Anche l’ipocrita ha tre segni di riconoscimento: quando parla, mente; quando promette, manca alla promessa data; quando ci si fida di lui, tradisce.”
Maometto
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