Canzoni e poesie

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  • Tiberio
    Opinionista
    • 16/08/16
    • 3530

    #16
    Le rose di Pantani (Gianni D'Elia-Claudio Lolli)

    Le rose che attendevano Pantani...
    Ma piene di spine e sole di dolore...
    Dal podio del mondo alle ferite mani...

    Dite la vera storia del campione…
    E di un sistema drogato che fa esami…
    E come di questo vincere si muore...
    Se vivere non basta più al domani...
    E come tocca correre poi a folle...
    Estinguere quel male che più impari...
    Altro non fu l'ebbrezza che malore,
    L'occhio di morte, la fine dell'eroe
    Come il Pirata ciclista, l'autore
    Assassinato, di SCRITTI CORSARI…
    Scesi dal galeone, come cani...
    Matati dal deserto delle folle...
    Marco, vola sulla bici leggera...
    L'ultima tappa è quella ch'è più vera...
    Tu te ne vai dal falso di quest'era...
    Marco, vola sulla bici leggera....

    O gente del deserto, offri una rosa...
    Ma piangerà anche i sassi... una cosa pietosa...
    Spettacolo d'Italia, amore e orrore…
    E' tutta un'onda in pianto la Riviera…
    Nel Paese dei Balocchi è notte nera…

    Una bici da corsa, rovesciata
    E con le ruote che girano per aria
    Ma si sente, fin da qui, il fiato del mare
    Nella risacca roca è un pedalare
    Il papavero rosso del campione
    Un fiore nel sole, poesia del corridore
    La nobiltà della strada e del sudore

    E Marco, vola sulla bici leggera...
    L'ultima tappa è quella ch'è più vera...
    Tu te ne vai dal falso di quest'era...
    Marco, vola sulla bici leggera...
    "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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    • Tiberio
      Opinionista
      • 16/08/16
      • 3530

      #17
      Da alcuni è ritenuta la più bella canzone del mondo in lingua italiana

      La cura (Manlio Sgalambro-Franco Battiato)

      Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
      dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
      Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
      dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
      Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
      dalle ossessioni delle tue manie.
      Supererò le correnti gravitazionali,
      lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
      E guarirai da tutte le malattie,
      perché sei un essere speciale,
      ed io, avrò cura di te.

      Vagavo per i campi del Tennessee
      (come vi ero arrivato, chissà).
      Non hai fiori bianchi per me?
      Più veloci di aquile i miei sogni
      attraversano il mare.

      Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
      Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.

      I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi
      la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
      Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
      Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
      Supererò le correnti gravitazionali
      lo spazio e la luce per non farti invecchiare.

      Ti salverò da ogni malinconia
      perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te ...
      Io sì, che avrò cura di te.
      "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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      • Tiberio
        Opinionista
        • 16/08/16
        • 3530

        #18
        Le testament (Georges Brassens)

        Je serai triste comme un saule
        Quand le Dieu qui partout me suit
        Me dira, la main sur l'épaule
        “Va-t'en voir là-haut si j'y suis”
        Alors, du ciel et de la terre
        Il me faudra faire mon deuil
        Est-il encor debout le chêne
        Ou le sapin de mon cercueil
        S'il faut aller au cimetière
        J'prendrai le chemin le plus long
        J'ferai la tombe buissonnière
        J'quitterai la vie à reculons
        Tant pis si les croqu'-morts me grondent
        Tant pis s'ils me croient fou à lier
        Je veux partir pour l'autre monde
        Par le chemin des écoliers
        Avant d'aller conter fleurette
        Aux belles âmes des damnées
        Je rêv' d'encore une amourette
        Je rêv' d'encor m'enjuponner
        Encore un' fois dire: “Je t'aime”
        Encore un' fois perdre le nord
        En effeuillant le chrysanthème
        Qui est la marguerite des morts
        Dieu veuill' que ma veuve s'alarme
        En enterrant son compagnon
        Et qu'pour lui fair' verser des larmes
        Il n'y ait pas besoin d'oignon
        Qu'elle prenne en secondes noces
        Un époux de mon acabit
        Il pourra profiter d'mes bottes
        Et d'mes pantoufl's et d'mes habits
        Qu'il boiv' mon vin, qu'il aim' ma femme
        Qu'il fum' ma pipe et mon tabac
        Mais que jamais - mort de mon âme
        Jamais il ne fouette mes chats
        Quoique je n'aie pas un atome
        Une ombre de méchanceté
        S'il fouett' mes chats, y a un fantôme
        Qui viendra le persécuter
        Ici-gît une feuille morte
        Ici finit mon testament
        On a marque dessus ma porte
        “Fermé pour caus' d'enterrement”

        J'ai quitté la vie sans rancune
        J'aurai plus jamais mal aux dents
        Me v'là dans la fosse commune
        La fosse commune du temps

        Il testamento

        Sarò triste come un salice
        Quando il Dio che ovunque mi segue
        Mi dirà, mano sulla spalla,
        «Va un po a vedere lassù se ci sono»
        Allora, sul cielo e sulla terra
        Dovrò per forza mettere una croce
        È ancora in piedi la quercia
        O l'abete della mia bara?
        Se bisogna andare al cimitero,
        Prenderò la strada più lunga,
        Marinerò la tomba
        Lascerò la vita a ritroso
        Tanto peggio se i becchini mi sgridano
        Tanto peggio se mi credono matto da legare,
        Voglio partir per l'altro mondo
        Con la testa tra le nuvole come uno scolaretto
        Prima di andare a giocar a "m'ama, non m'ama"
        Dalle belle anime dei dannati
        Sogno giusto un amorino ancora
        Sogno di andar ancora a donne
        Ancora una volta dire «Ti amo»
        Ancora una volta perdere la bussola
        Sfogliando il crisantemo
        Che è la margherita dei morti
        Dio voglia che la mia vedova si attristi
        Seppellendo il suo compagno,
        E che per farle versar lacrime
        Non ci sia bisogno di cipolle,
        Che lei prenda in seconde nozze
        Uno sposo della mia taglia
        Lui potrà approfittare dei miei stivali
        E delle mie pantofole, e dei miei abiti
        Che beva pure il mio vino, che ami la mia donna
        Che fumi la mia pipa e il mio tabacco
        Ma che mai – che io sia dannato
        Che mai maltratti i miei gatti
        Per quanto io non abbia un briciolo,
        Un' ombra di cattiveria
        Se maltratta i miei gatti, ci sarà un fantasma
        Che andrà a perseguitarlo
        Qui giace una foglia morta
        Qui finisce il mio testamento.
        Si è scritto sulla mia porta
        «Chiuso per lutto»

        Io ho lasciato la vita senza rancore
        Non avrò mai più mal di denti
        Eccomi nella fossa comune,
        La fossa comune del tempo.
        "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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