Le stagioni in arte e letteratura

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  • Monia
    Opinionista
    • 05/12/17
    • 858

    #1

    Le stagioni in arte e letteratura




    E’ che dietro le cose ci sei tu, Primavera,
    che incominci a scrivere nell’umidità,
    con dita di bambina giocherellona,
    il delirante alfabeto del tempo che ritorna.


    (Pablo Neruda)




    Vincent Van Gogh, Ramo di mandorlo in fiore, 1890
  • follemente
    Opinionista

    • 22/12/09
    • 11727

    #2
    Chanson d'automne

    Les sanglots longs
    Des violons
    De l'automne
    Blessent mon coeur
    D'une langueur
    Monotone.

    Tout suffocant
    Et blême, quand
    Sonne l'heure,
    Je me souviens
    Des jours anciens
    Et je pleure

    Et je m'en vais
    Au vent mauvais
    Qui m'emporte
    Deçà, delà,
    Pareil à la
    Feuille morte.


    Canzone d’autunno

    I singhiozzi lunghi
    dei violini
    d’autunno
    mi feriscono il cuore
    con languore
    monotono.

    Ansimante
    e smorto, quando
    l’ora rintocca,
    io mi ricordo
    dei giorni antichi
    e piango;

    e me ne vado
    nel vento ostile
    che mi trascina
    di qua e di là
    come la foglia
    morta.




    Egon Schiele, Autunno domenica e alberi, 1912

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    • follemente
      Opinionista

      • 22/12/09
      • 11727

      #3
      Di Luglio

      Quando su ci si butta lei,
      Si fa d'un triste colore di rosa
      Il bel fogliame.

      Strugge forre, beve fiumi,
      Macina scogli, splende,
      E' furia che s'ostina, è l'implacabile,
      Sparge spazio, acceca mete,
      E' l'estate e nei secoli
      Con i suoi occhi calcinanti
      Va della terra spogliando lo scheletro.

      Giuseppe Ungaretti



      Pieter Bruegel il Vecchio – The Harvesters, 1565

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      • Monia
        Opinionista
        • 05/12/17
        • 858

        #4
        L’inverno del ’44 a Milano è stato il più mite che si sia avuto da un quarto di secolo; nebbia quasi mai, neve mai, pioggia non più da novembre e non una nuvola per mesi; tutto il giorno il sole. Spuntava il giorno e spuntava il sole; cadeva il giorno e se ne andava il sole.
        Il libraio ambulante di Porta Venezia diceva: «Questo è l'inverno più mite che abbiamo avuto da un quarto di secolo. È dal 1908 che non avevamo un inverno così mite».
        «Dal 1908?» diceva l'uomo del posteggio biciclette. «Allora non è un quarto di secolo. Sono trentasei anni».
        «Bene» il libraio diceva. «Questo è l'inverno più mite che abbiamo avuto da trentasei anni. Dal 1908».
        Egli aveva perduto il suo banco nei giorni della distruzione di agosto; aveva lasciato la città e non è ritornato a Porta Venezia che al principio di dicembre per poter vedere questo che vedeva: il più mite inverno di Milano dopo il 1908. Splendeva il sole sulle macerie del '43; splendeva ai Giardini, sugli alberi ignudi e sulle cancellate; ed era una mattina d'inverno, era gennaio.
        Un uomo si fermò davanti al banco dei libri, portava una bicicletta per mano.
        «Buongiorno» il libraio gli disse.
        «Buongiorno».
        «Che inverno, eh!».
        «Che inverno è?».
        Â«È l'inverno più mite che abbiamo avuto da un quarto di secolo».
        Si avvicinò l’uomo del posteggio. «Da un quarto di secolo?», disse. «O dal 1908?».
        «Dal 1908» disse il libraio.
        «Dal 1908».

        (Elio Vittorini, "Uomini e no")





        Hendrick Avercamp, Winter Landscape with Ice Skaters, c. 1608
        Amsterdam, Rijksmuseum

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        • Acquerapide
          Opinionista
          • 14/07/08
          • 8254

          #5
          Giuseppe Arcimboldo: autunno, inverno, primavera, estate







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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70465

            #6
            21 marzo (G Rodari)

            La prima rondine
            venne iersera
            a dirmi: “È prossima
            la Primavera!
            Ridon le primule
            nel prato, gialle,
            e ho visto, credimi,
            già tre farfalle”.

            Accarezzandola
            così le ho detto:
            “Sì è tempo, rondine,
            vola sul tetto!

            Ma perché agli uomini
            ritorni in viso
            come nei teneri
            prati il sorriso
            un’altra rondine
            deve tornare
            dal lungo esilio,
            di là dal mare.

            La Pace, o rondine,
            che voli a sera!
            Essa è per gli uomini
            la primavera”.
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • follemente
              Opinionista

              • 22/12/09
              • 11727

              #7
              In un thread come questo, non poteva certo mancare la Primavera di Botticelli!

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              • follemente
                Opinionista

                • 22/12/09
                • 11727

                #8
                Non è una scrittrice, mi pare abbia solo una pagina Fb e forse un blog, però queste righe (che non condivido pienamente, io sono un po’ diversa) manifestano uno stato d'animo inerente le stagioni che chissà quanti sentono come proprio.


                È che l'autunno non mi chiede niente.
                Solo questo.
                Mentre l'estate mi sta alle costole, sibilando alle mie orecchie: "Perché non sei al mare? Perché quest'inverno non sei andata in palestra, perché non hai rinunciato a quella pizza che ora staresti meglio in costume? Perché non ti diverti come gli altri? Perché non sei abbronzata? Perché non vai agli apericosi, lì, dove tutti ridono e hanno cose fighe da dirsi?
                L'estate ti segue come se le avessi rubato qualcosa, la rivuole indietro.
                L'autunno no.
                Mi aspetta con pazienza, con la sua copertina di pile morbida, me la avvolge sulle spalle e mi fa un cenno come a dire: Lo so, lo so, stai tranquilla.
                L'autunno non chiede niente. Non si gira inorridito quando indossi un pigiama che farebbe impallidire non dico Anne Wintour, ma persino la nonna di Anne Wintour, e inizi a leggere un buon libro. Se ne sta lì a soffiare vento e a far cadere foglie e tu puoi guardare fuori dalla finestra senza sentire di aver perso qualcosa.
                Perché l'estate è questo che fa. Si annuncia con la sua luminosa spensieratezza e ti costringe, quando finisce, a fare i conti con ciò che è stato. Alle occasioni perse, alle giornate passate che non hanno prodotto niente. Ti guarda con un sopracciglio alzato e ti dice "Be' allora? Anche quest'anno niente?" masticando un chewing-gum di occasioni sprecate, con la sua bocca arroventata.
                L'autunno apre le braccia, ti mostra il divano e sa che esiste un popolo che vive aspettando il suo arrivo. Un popolo che ha una bella scorta di libri, tisane a sufficienza, l'abbonamento a Netflix e che sorride quando piove.
                Perché sa che con la pioggia c'è, qualche volta, in omaggio un arcobaleno.


                Gabriella D. Jana
                Last edited by follemente; 05-10-2018, 11:00.

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70465

                  #9
                  Neppure io condivido, in realtà, sarà perché io amo l'estate, mentre l'autunno inizia a intristirmi, proiettandomi nell'abisso dell'inverno, che odio profondamente.

                  E per restare in tema di estate

                  Meriggiare pallido e assorto (E. Montale)

                  Meriggiare pallido e assorto
                  presso un rovente muro d’orto,
                  ascoltare tra i pruni e gli sterpi
                  schiocchi di merli, frusci di serpi.

                  Nelle crepe del suolo o su la veccia
                  spiar le file di rosse formiche
                  ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
                  a sommo di minuscole biche.

                  Osservare tra frondi il palpitare
                  lontano di scaglie di mare
                  mentre si levano tremuli scricchi
                  di cicale dai calvi picchi.

                  E andando nel sole che abbaglia
                  sentire con triste meraviglia
                  com’e’ tutta la vita e il suo travaglio
                  in questo seguitare una muraglia
                  che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                  • follemente
                    Opinionista

                    • 22/12/09
                    • 11727

                    #10
                    “Non è forse questo un vero giorno d’autunno ? Proprio la malinconia che amo – che rende la vita e la natura armoniose. Gli uccelli si consultano sulle loro migrazioni, gli alberi stanno freneticamente indossando le pallide tinte del decadimento, e cominciano a spargersi sulla terra, così che i passi di chiunque non possano disturbare il riposo della terra e dell’aria, mentre loro ci regalano un profumo che è un calmante per lo spirito inquieto. Delizioso autunno! La mia stessa anima si sposa con esso, e se fossi un uccello vorrei volare per la Terra in cerca degli autunni successivi” .

                    George Eliot

                    [IMG]javascript:window.close()[/IMG]

                    Claude Monet, Il sentiero delle rose, Giardino di Giverny (1920-22)
                    File Allegati
                    Last edited by follemente; 17-10-2018, 12:19.

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                    • Tiberio
                      Opinionista
                      • 16/08/16
                      • 3530

                      #11
                      Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
                      Di Luglio

                      Quando su ci si butta lei,
                      Si fa d'un triste colore di rosa
                      Il bel fogliame.

                      Strugge forre, beve fiumi,
                      Macina scogli, splende,
                      E' furia che s'ostina, è l'implacabile,
                      Sparge spazio, acceca mete,
                      E' l'estate e nei secoli
                      Con i suoi occhi calcinanti
                      Va della terra spogliando lo scheletro.

                      Giuseppe Ungaretti
                      L'ho trovata sempre molto efficace nel descrivere le estati afose e subtropicali degli ultimi anni
                      "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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                      • follemente
                        Opinionista

                        • 22/12/09
                        • 11727

                        #12
                        Vero.

                        Però io insisto con la stagione che stiamo vivendo.



                        Sono più miti le mattine

                        e più scure diventano le noci

                        e le bacche hanno un viso più rotondo.

                        La rosa non è più nella città.

                        L'acero indossa una sciarpa più gaia.

                        La campagna una gonna scarlatta,

                        Ed anch'io, per non essere antiquata,

                        mi metterò un gioiello.



                        EMILY DICKINSON - L'estate è finita


                        File Allegati

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                        • Tiberio
                          Opinionista
                          • 16/08/16
                          • 3530

                          #13
                          La più bella poesia italiana sull'autunno.


                          Novembre

                          Gèmmea l'aria, il sole così chiaro
                          che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
                          e del prunalbo l'odorino amaro
                          senti nel cuore...

                          Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
                          di nere trame segnano il sereno,
                          e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
                          sembra il terreno.

                          Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
                          odi lontano, da giardini ed orti,
                          di foglie un cader fragile. È l'estate
                          fredda, dei morti.

                          Giovanni Pascoli


                          Last edited by Tiberio; 17-10-2018, 18:14.
                          "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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                          • Tiberio
                            Opinionista
                            • 16/08/16
                            • 3530

                            #14
                            E la più famosa



                            San Martino

                            La nebbia a gl'irti colli
                            piovigginando sale,
                            e sotto il maestrale
                            urla e biancheggia il mar;

                            ma per le vie del borgo
                            dal ribollir de' tini
                            va l'aspro odor de i vini
                            l'anime a rallegrar.

                            Gira su' ceppi accesi
                            lo spiedo scoppiettando:
                            sta il cacciator fischiando
                            su l'uscio a rimirar

                            tra le rossastre nubi
                            stormi d'uccelli neri,
                            com'esuli pensieri,
                            nel vespero migrar.

                            Giosuè Carducci





                            Del mio pittore preferito


                            **********************


                            Autunno

                            Autunno. Già lo sentimmo venire
                            nel vento d'agosto,
                            nelle piogge di settembre
                            torrenziali e piangenti,
                            e un brivido percorse la terra
                            che ora, nuda e triste,
                            accoglie il sole smarrito.

                            Ora passa e declina,
                            in quest'autunno che incede
                            con lentezza indicibile,
                            il miglior tempo della nostra vita
                            e lungamente ci dice addio.

                            Vincenzo Cardarelli
                            Last edited by Tiberio; 17-10-2018, 18:08.
                            "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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                            • Tiberio
                              Opinionista
                              • 16/08/16
                              • 3530

                              #15
                              Inverno

                              Sale la nebbia sui prati bianchi
                              come un cipresso nei camposanti
                              un campanile che non sembra vero
                              segna il confine fra la terra e il cielo.

                              Ma tu che vai, ma tu rimani
                              vedrai la neve se ne andrà domani
                              rifioriranno le gioie passate
                              col vento caldo di un'altra estate.

                              Anche la luce sembra morire
                              nell'ombra incerta di un divenire
                              dove anche l'alba diventa sera
                              e i volti sembrano teschi di cera.

                              Ma tu che vai, ma tu rimani
                              anche la neve morirà domani
                              l'amore ancora ci passerà vicino
                              nella stagione del biancospino.

                              La terra stanca sotto la neve
                              dorme il silenzio di un sonno greve
                              l'inverno raccoglie la sua fatica
                              di mille secoli, da un'alba antica.

                              Ma tu che stai, perché rimani?
                              Un altro inverno tornerà domani
                              cadrà altra neve a consolare i campi
                              cadrà altra neve sui camposanti.

                              Fabrizio De André





                              In realtà è una canzone ma io (nello specifico cantante) la considero poesia, come molti critici letterari (es. Fernanda Pivano)
                              "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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