Scrittori preferiti

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  • Doppio
    Superstite
    • 04/08/10
    • 4917

    #1

    Scrittori preferiti

    Forse c'è qualche vecchio topic, ma sempre meglio aprirne uno nuovo, quali sono i vostri scrittori preferiti?

    Io adoro William Seward Burroughs, genio folle della beat generation, il suol romanzo più famoso, Il pasto nudo, è anche tra i più complessi, un collage di viaggi reali e immaginari, se dovessi consigliare qualcuno che volesse approcciarsi a questo scrittore gli direi di partire da La scimmia sulla schiena o da Queer, crudi, ma lineari spaccati della sua reale esperienza (nel primo di tossicodipendente e nel secondo di omosessuale), cosparsi di uno humor davvero nero, solo dopo questi suggerirei Le città della notte rossa, tra la libera ispirazione storica che riprende dagli eventi di Libertatia, città piratesca ed esperimento democratico ante litteram dell'epoca dell'oro della pirateria, per diventare un'ucronia che racconta dell'epoca moderna se quell'esperimento fosse stato l'inizio della modernità al posto della rivoluzione francese e chiudere nella fantascienza raccontando il futuro che chiude le fila con il passato dell'antefatto che è la mitologica epoca delle città della notte rossa (racchiudendo in un unico romanzo una sorta di epica, di genere pseudo storico, un'ucronia e la fantascienza... geniale). Se poi non si ha tempo ho trovato su una bancarella un piccolo libretto dal titolo Il gatto in noi, una piccola raccolta di brevi pensieri, una pagina o poco più su gatti, reali e immaginari, di una delicatezza che lascia veramente stupiti di fronte ad uno scrittore generalmente così ruvido.

    Altri scrittori che mi sono sempre piaciuti possono essere Isaac Asimov o Douglas Adams, due facce delle piu espanse cosmologie fantascientifiche della letteratura; Michael Ende più sul fantasy: La storia infinita è stato uno dei primi libri che mi hanno fatto sentire davvero dentro la storia e l'ironia de La notte dei desideri (ovvero il satanarchibugiadinfernalcolico grog di magog) è stata importante nella mia preadolescenza; ho avuto alti e bassi con Howard Phillips Lovecraft, di cui penso di aver letto l'opera omnia, ma ammetto a volte finendo con fatica i romanzi; infine (ma ovviamente questa lista è minimalista) Thomas Mann: credo che nessuno al mondo dovrebbe morire senza aver letto La montagna incantata, in particolare chi ama la filosofia.
    Non avete ancora visto niente

    Moderatore droghe
  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #2
    Fëdor Dostoevskij
    amate i vostri nemici

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    • follemente
      Opinionista

      • 22/12/09
      • 11727

      #3
      Bel topic, ma mi ci vorrebbe un po' di tempo per contribuire.

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      • Doppio
        Superstite
        • 04/08/10
        • 4917

        #4
        Hai tutto il tempo che vuoi.
        Non avete ancora visto niente

        Moderatore droghe

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        • Bauxite
          Cosmo-Agonica

          • 25/12/09
          • 36341

          #5
          Lansdale: avevo scoperto il noir con Fred Vargas, poi mi sono imbattuta in questo scrittore americano che mi rende felice la lettura per ironia fantasia e umanità.
          Che poi "noir" forse è anche un aggettivo limitante...

          Christopher Moore, come sopra, ma più vicino all'aspetto "fumettoso" della narrazione.

          Marquez, per I dodici racconti raminghi, più che per tutto il resto.

          Jonathan Coe, gli sono affezionata perché mi fece affezionare alla idea di tetralogia.

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          • Bauxite
            Cosmo-Agonica

            • 25/12/09
            • 36341

            #6
            Poi ci torno.

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            • nahui
              Astensionista

              • 05/03/09
              • 21040

              #7
              È difficile ricordarli tutti. Vabbè, di Philip Roth mi sono proprio innamorata, e lo accetto con pregi e difetti. Per quantità di libri letti direi che merita il podio.
              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
              (George Bernard Shaw)

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              • Doppio
                Superstite
                • 04/08/10
                • 4917

                #8
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                Fëdor Dostoevskij
                Piove sempre sul bagnato, eh.

                In realta di suo ho letto solo Le notti bianche e (ma davvero troppo tempo fa) La mite. Vorrei recuperare L'idiota, ma ancor di più Il giocatore, perchè mi dicono esprima con grande maestria una posizione che ho spesso preso sul gioco d'azzardo, ovvero che non si basi sul sogno di essere un vincente, ma molto più sulla tolleranza rispetto alla condizione di perdente.
                Non avete ancora visto niente

                Moderatore droghe

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                • Breakthru
                  Opinionista

                  • 30/04/19
                  • 5131

                  #9
                  Tra gli italiani Aldo Busi.
                  Mi regala una vera e propria sensazione fisica, mi solletica il cervelletto, ma solo se lascio passare qualche tempo tra una lettura e un'altra.
                  Per questo mi dispiace di aver letto subito e in fretta molti dei suoi romanzi, mi sono un poco "bruciata" la sensazione

                  Per lo stesso motivo, tra gli stranieri, mi piace Saramago, anche se con minore effetto.

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                  • dark lady
                    la viaggiatrice
                    • 09/03/05
                    • 70446

                    #10
                    Tra i classici senza dubbio Manzoni (sarà banale, ma le sue descrizioni sono quadri che si imprimono vividi nella mente), Vega (con la sua visione del mondo cruda ed elementare), Dumas, Salgari (si, amo i romanzi di avventura).
                    Tra i più contemporanei, Jostein Gaarder, con i suoi romanzi sul filo tra la filosofia e una piccola componente fantastica, Joanne Harris, che a sua volta nelle sue storie inserisce sempre qualcosa di un po' fiabesco, Murakami, con quel modo di scrivere molto impersonale eppure altrettanto coinvolgente tipica degli scrittori giapponesi. E la giallistica di Patricia Cornwell e di Camilla Läckberg.
                    Sono stata breve e concisa perché ho poco tempo, poi se me ne vengono in mente altri vi dico.
                    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                    • Kanyu
                      *

                      • 10/05/19
                      • 23112

                      #11
                      Joe Abercrombie per quanto riguarda la letteratura fantasy, Jack Vance per la S.F., Umberto Eco, Pasolini, Moravia, tra gli italiani, letteratura russa Michail Bulgakov, Fedor Dostoevskij e Lev Tolstòj, letteratura straniera in genere H. Hesse, Joseph Roth, Gunter Grass, Kerouack, Ferlinghetti, Burroughs, G. Garcia Marquez, ecc. (stiamo parlando dei preferiti).
                      Mi piace spaziare in molti generi. Attualmente leggo moltissimo Fantasy
                      "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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                      • nahui
                        Astensionista

                        • 05/03/09
                        • 21040

                        #12
                        Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
                        Tra gli italiani Aldo Busi.
                        Mi regala una vera e propria sensazione fisica, mi solletica il cervelletto, ma solo se lascio passare qualche tempo tra una lettura e un'altra.
                        Per questo mi dispiace di aver letto subito e in fretta molti dei suoi romanzi, mi sono un poco "bruciata" la sensazione

                        Per lo stesso motivo, tra gli stranieri, mi piace Saramago, anche se con minore effetto.
                        Condivido entrambi. Aldo Busi è geniale, e molto schietto.
                        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                        (George Bernard Shaw)

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                        • Barrett
                          Opinionista
                          • 07/10/07
                          • 2591

                          #13
                          Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                          È difficile ricordarli tutti. Vabbè, di Philip Roth mi sono proprio innamorata, e lo accetto con pregi e difetti. Per quantità di libri letti direi che merita il podio.
                          Idem. Ho letto, mi pare siano arrivati a 9, molti suoi libri, tutti in inglese e per questo mi sono sicuramente perso qualcosa. Un amore a prima vista, scoccato tardi ma ho recuperato. Il mio preferito è "The Human Stain". Ho però letto due volte "Sabbath's Theatre" e "Indignation".

                          Nahui se ti piace Roth non ti può non piacere Ben Lerner di cui sto apprezzando "The Topeka School".

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                          • nahui
                            Astensionista

                            • 05/03/09
                            • 21040

                            #14
                            Grazie, provvederò... Però tradire l'amato con uno che gli somiglia è davvero perverso, non trovi ?
                            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                            (George Bernard Shaw)

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                            • okno
                              Party Crasher
                              • 30/03/06
                              • 15292

                              #15
                              Chuck Palahniuk, anche se scrive disordinato.
                              "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


                              -=1313=-

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