Isaac Singer

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2659

    #1

    Isaac Singer



    La foto sulla copertina del libro: una ragazza emancipata di metà ’900 che si appresta ad attraversare la strada; un uomo posto in lontananza sullo sfondo, in un contesto di solitudine urbana.

    Nel trentennale della morte dello scrittore e traduttore polacco (naturalizzato statunitense) Isaac Bashevis Singer (1903 – 1991), premio Nobel per la letteratura nel 1978, Fiona Shelley Diwan ha pubblicato un suo saggio titolato “Un inafferrabile momento di felicità. Eros e sopravvivenza in Isaac Bashevis Singer”, edito da Guerini e associati.

    La Diwan nel suo libro argomenta, fra l'altro, anche su temi che Singer considerava importanti: Dio, le donne e la letteratura.

    Tratteggia il percorso umano dello scrittore, la sua malinconia, il rammarico dal peso insostenibile per tutto quello che poteva essere e non era stato, per l’inafferrabile momento di felicità, appena intravista ma irraggiungibile.

    L’erotismo ebbe un ruolo fondamentale nella sensibilità di Isaac Singer, di aspetto mite e non aitante.


    Isaac Bashevis Singer

    Questo scrittore fu un “dongiovanni compulsivo”. E altrettanto smodati nei desideri sessuali e nella pulsione a sedurre e possedere le donne (“fanciulle in fiore”, donne mature, algide intellettuali e cameriere di poche pretese) sono i protagonisti di alcuni suoi testi letterari. Sono tresche poligamiche che Singer intesse ossessivamente.
    Last edited by doxa; 03-10-2021, 18:40.
  • Fiammetta
    Opinionista
    • 25/05/21
    • 741

    #2
    @ Doxa.

    Piu' che altro ricordo nei libri di Singer il solito ragazzo

    ribelle che gira con lo zaino con in cima L'Etica di Spinoza

    che tutti conoscono, e tutti sanno il daffare che diede ai

    rabbini di Amsterdam per essere cacciato, come volevano

    i capi della lussureggiante Olanda dell'epoca, ma non essen

    do gli ebrei stupidi si limitarono ad allontanarlo un po', gli

    diedero cherém, ma non bruciarono mai i suoi libri, avendo

    capito quale genio possente fosse. Noi, invece, stolti, sulle

    scale di San Pietro bruciavamo di tutto, da Leopardi a Cervantes,

    dalla Bibbia al Corano, ecc, ecc

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