Cinque opere per l'Universo

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  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12553

    #1

    Cinque opere per l'Universo

    Cinque titoli di libri da mettere in una capsula spaziale inviata verso "lo spazio profondo", ad uso e consumo di altre civiltà. E perché.
    Parto io per primo. "Parto": delizioso gioco di parole, non é vero?

    "Ulysse" di James Joice
    "Finnegans Wake" idem
    "Le petit prince" di Antoine de Saint-Eupery
    "Codex Seraphinianus" di Luigi Serafini
    "Apocalisse "

    1) Per liberarmene
    2) Immaginare la faccia degli alieni quando immaginano la "civiltà" (o presunta tale) che possa aver partorito roba simile e l'abbia ritenuta meritevole di essere inviata "urbi et orbi"

    A voi, ora.
    ...vassapé...
  • Kanyu
    *

    • 10/05/19
    • 23123

    #2
    1) J. P. Sartre - La Nausea. Per il suo struggente e dignitoso individualismo.
    2) J. L. Borges - Finzioni. Un mistero che ti penetra dentro e l'alienazione che arricchisce la vita.
    3) H. Miller – Sexus. Perché è un canto d'amore ed è anche un canto della coscienza che ama la vita, le donne, lo scrivere ed il pensiero.
    4) C. Castaneda – Il lato attivo dell’infinito. Perché è il suo libro più bello ed è assoldato che un libro così insegnerebbe qualcosa pure agli alieni.
    5) Ed infine un poeta: A. Rimbaud - Illuminazioni. Il libro dell'adolescenza e del linguaggio stravolto, le visioni estatiche e gli amplessi, le fughe, le cadute rovinose, l’alcool e le droghe, la rinascita. Questo libro è la poesia.
    E che buon pro gli faccia all'Universo.
    "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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    • Bauxite
      Cosmo-Agonica

      • 25/12/09
      • 36341

      #3
      Ulysses anche per me.
      La montagna incantata di Thomas Mann.
      Zazie nel metrò di Raymond Queneau
      Il buio oltre la siepe, di Harper Lee.
      Un lavoro sporco, di Christopher Moore

      I primi due per la loro capacità di sopire ogni tentativo di vivere, silenziando ogni vagito di gioia nascente.

      Il terzo per l'apparente caos.

      Il quarto perché insegna come ascoltare e osservare sono già imparare.

      Il quinto perché il surreale ben dosato è una capacità di pochi umani.

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66028

        #4
        Odissea - Omero (avventura e nostalgia del ritorno, metafora perfetta della nostra Vita)
        Eneide - Virgilio (lotta, fuga, viaggio, trapiantare le nostre radici altrove. Non si sa bene dove ma altrove)
        La Divina Commedia - Dante (sentirsi parte di un enorme Disegno trascendente)
        I promessi sposi - Manzoni (la forza del desiderio, amare sempre e comunque, nonostante tutto)
        Diario - Anna Frank (in poche pagine di un'adolescente, il manifesto più grande per la Pace, contro ogni guerra e persecuzione)
        amate i vostri nemici

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        • King Kong
          رباني
          • 05/07/17
          • 2360

          #5
          1) Il gabbiano Jonathan Livingstone (Richard Bach)- perchè mi ha avvicinato alla spiritualità;
          2) Siddharta (Hermann Hesse) - perchè mi ha stimolato a scoprire l'India;
          3) La mia via, la via delle nuvole bianche (Osho) - una rivelazione;
          4) I racconti di Belzebù a suo nipote ( Georges I. Gurdjieff ) - Una descrizione minuziosa e fantastica della natura dell'uomo e del motivo della sua esistenza.
          5) Faust (Johann Wolfgang von Goethe ) - lungo racconto psichedelico di un sogno del mattino.
          Aut hic aut nullubi

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