Per Fiammetta. La figura di Clitennestra

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  • Pazza_di_Acerra
    люблю беспокоиться
    • 09/12/09
    • 28840

    #1

    Per Fiammetta. La figura di Clitennestra

    Ciao Fiammetta, mi chiedi di Clitennestra: è una delle figure più misteriose e affascinanti della letteratura greca, prova ne sia che non ha dato pace agli scrittori di varie epoche. Nella leggenda epica più antica (Odissea, III 193 segg., IV 519 segg.) non ha colpa diretta nell'uccisione di Agamennone, anzi cede al seduttore Egisto dopo lunga resistenza. Invece nell'Odissea (XI 409 segg.) ha parte diretta nel delitto (une delle tante prove che Iliade e Odissea sono di due, o anche più, autori diversi). Nell'Orestea di Eschilo uccide essa stessa Agamennone al suo ritorno da Argo ed è poi uccisa da Oreste, dopo Egisto. Ancor più truce è la figura di Clitennestra nell'Elettra di Sofocle, un po' meno selvaggia nell'Elettra di Euripide; questi nell'Ifigenia in Aulide presenta Clitennestra in un'appassionata quanto inutile difesa di Ifigenia. Vari tragici latini rappresentarono Clitennestra, nelle loro tragedie, specialmente Livio Andronico e Lucio Accio. La sua figura fu anche ripresa in età moderna specialmente da J. Racine, nella tragedia Iphigénie en Aulide (1674) che segue Euripide; e da V. Alfieri, nelle tragedie Agamennone (1783), di cui Clitennestra è la vera protagonista, e Oreste (1783).
    Il tema centrale dell'epos di Clitennestra è la sofferenza di una madre, privata della figlia Ifigenia per volere di Agamennone, che genera un odio che viene alimentato per dieci lunghi anni, che inizia con la morte della figlia e che cesserà soltanto con quella del marito. Figura grandiosa, che da vittima diventa carnefice, ritemuta dai Greci "un mostro" (Odissea XI, 432), prototipo dell'infamia femminile da contrapporre a Penelope, è stata riabilitata nel corso dei secoli poiché la sua storia ha la peculiarità di adattarsi a qualunque epoca. Clitennestra, ci si è chiesti, è veramente un mostro? Certo, è un’assassina. Ma il suo matrimonio altro non è stato che il susseguirsi di intollerabili violenze. Una di esse è nota: prima di partire per Troia, Agamennone aveva sacrificato agli dei, per propiziarseli, la figlia Ifigenia (sua e di Clitennestra). Ma questo non è che l’ultimo di una serie di crimini. Anche se Eschilo non vi fa cenno e raramente se ne parla, Clitennestra, prima di Agamennone, aveva avuto un altro marito, da cui aveva avuto un figlio: ambedue, marito e figlio neonato, uccisi da Agamennone, che vedendola aveva deciso di farla sua (Euripide, Ifigenia in Aulide, vv.1148-1152). Ben si capisce dunque perché negli anni del femminismo le cause della violenza assassina di Clitennestra non sono state individuate nella sua «mostruosità», ma nelle ingiustizie, le violenze e l’infelicità delle donne nelle società patriarcali. La storia di Clitennestra consente dunque non solo di riflettere sulle discriminazioni di genere, ma anche di pensare una nuova giustizia, all’interno di nuovi rapporti politici e sociali.
    semel in anno licet insanire, cotidie melius
  • Bauxite
    Cosmo-Agonica

    • 25/12/09
    • 36341

    #2
    A me ha sempre fatto pena per il nome orrendo.

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    • Pazza_di_Acerra
      люблю беспокоиться
      • 09/12/09
      • 28840

      #3
      Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
      A me ha sempre fatto pena per il nome orrendo.
      A me piace, ma probabilmente, con tutti i guai che ha avuto, non è mai riuscita a preoccuparsi del nome che portava, non ha fatto in tempo. E poi è sempre meglio chiamarsi Clitennestra che Agamennone o Menelao.
      semel in anno licet insanire, cotidie melius

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      • Bauxite
        Cosmo-Agonica

        • 25/12/09
        • 36341

        #4
        Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
        A me piace, ma probabilmente, con tutti i guai che ha avuto, non è mai riuscita a preoccuparsi del nome che portava, non ha fatto in tempo. E poi è sempre meglio chiamarsi Clitennestra che Agamennone o Menelao.
        Probabilmente non si è mai domandata se i guai fossero dovuti al nome.

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        • Pazza_di_Acerra
          люблю беспокоиться
          • 09/12/09
          • 28840

          #5
          Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
          Probabilmente non si è mai domandata se i guai fossero dovuti al nome.
          Magari ha fatto male a non domandarselo.
          semel in anno licet insanire, cotidie melius

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          • Fiammetta
            Opinionista
            • 25/05/21
            • 741

            #6
            .

            Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
            Ciao Fiammetta, mi chiedi di Clitennestra: è una delle figure più misteriose e affascinanti della letteratura greca, prova ne sia che non ha dato pace agli scrittori di varie epoche. Nella leggenda epica più antica (Odissea, III 193 segg., IV 519 segg.) non ha colpa diretta nell'uccisione di Agamennone, anzi cede al seduttore Egisto dopo lunga resistenza. Invece nell'Odissea (XI 409 segg.) ha parte diretta nel delitto (une delle tante prove che Iliade e Odissea sono di due, o anche più, autori diversi). Nell'Orestea di Eschilo uccide essa stessa Agamennone al suo ritorno da Argo ed è poi uccisa da Oreste, dopo Egisto. Ancor più truce è la figura di Clitennestra nell'Elettra di Sofocle, un po' meno selvaggia nell'Elettra di Euripide; questi nell'Ifigenia in Aulide presenta Clitennestra in un'appassionata quanto inutile difesa di Ifigenia. Vari tragici latini rappresentarono Clitennestra, nelle loro tragedie, specialmente Livio Andronico e Lucio Accio. La sua figura fu anche ripresa in età moderna specialmente da J. Racine, nella tragedia Iphigénie en Aulide (1674) che segue Euripide; e da V. Alfieri, nelle tragedie Agamennone (1783), di cui Clitennestra è la vera protagonista, e Oreste (1783).
            Il tema centrale dell'epos di Clitennestra è la sofferenza di una madre, privata della figlia Ifigenia per volere di Agamennone, che genera un odio che viene alimentato per dieci lunghi anni, che inizia con la morte della figlia e che cesserà soltanto con quella del marito. Figura grandiosa, che da vittima diventa carnefice, ritemuta dai Greci "un mostro" (Odissea XI, 432), prototipo dell'infamia femminile da contrapporre a Penelope, è stata riabilitata nel corso dei secoli poiché la sua storia ha la peculiarità di adattarsi a qualunque epoca. Clitennestra, ci si è chiesti, è veramente un mostro? Certo, è un’assassina. Ma il suo matrimonio altro non è stato che il susseguirsi di intollerabili violenze. Una di esse è nota: prima di partire per Troia, Agamennone aveva sacrificato agli dei, per propiziarseli, la figlia Ifigenia (sua e di Clitennestra). Ma questo non è che l’ultimo di una serie di crimini. Anche se Eschilo non vi fa cenno e raramente se ne parla, Clitennestra, prima di Agamennone, aveva avuto un altro marito, da cui aveva avuto un figlio: ambedue, marito e figlio neonato, uccisi da Agamennone, che vedendola aveva deciso di farla sua (Euripide, Ifigenia in Aulide, vv.1148-1152). Ben si capisce dunque perché negli anni del femminismo le cause della violenza assassina di Clitennestra non sono state individuate nella sua «mostruosità», ma nelle ingiustizie, le violenze e l’infelicità delle donne nelle società patriarcali. La storia di Clitennestra consente dunque non solo di riflettere sulle discriminazioni di genere, ma anche di pensare una nuova giustizia, all’interno di nuovi rapporti politici e sociali.
            Cara dott.ssa Pazza,
            in effetti narrare le vicende di Clitemestra, come preferiscono chiamarla i moderni filologi non é
            semplice. Io aprirei il discorso con l'Agamennone di Eschilo, col prologo.
            Abbiamo li' uno schiavo , detto Scolta, che è sulla soffitta della reggia
            degli Atridi da mesi, perché allora si comunicava una notizia con fiaccole
            accese sulle cime dei monti.

            Ecco Scolta che parla, agli dei chiedo la liberazione da questa fatica, la fine
            chiedo di questa vigilia che da un anno dura: qui sul tetto degli Atridi, ac-
            covacciato per terra e con la testa sollevata tra i gomiti a guisa di cane,ho
            imparato a conoscere le adunate notturne degli astri che brillano padroni lu.
            minosi del cielo, e quelli che portano l'inverno e quelli che portano l'estate,
            e quando nascono e quando tramontano.
            E anche ora aspetto il segnale della fiaccola, il raggio di fuoco che rechi la notizia,
            che gridi la presa della città.

            Appare finalmente una fiamma sul Monte Aracneo, evviva, evviva, dà alle donne l'annuncio
            e la donna di Agamennone si levi subito dal letto, la citta' di Ilio é caduta, Agamennone sta tornando.

            Sappiamo come si comportò Clitemestra, assieme al suo amante, ma le voci di condanna si spensero
            nei secoli perché così' ella volle vendicare l'uccisione della figlia Ifigenia , da parte del padre Agamennone,
            per chiedere agli dei un viaggio privo di procelle e la vittoria finale.

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