Per Fiammetta. Il carmen saeculare

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  • Pazza_di_Acerra
    люблю беспокоиться
    • 09/12/09
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    #1

    Per Fiammetta. Il carmen saeculare

    Nel 17 a.C., in occasione del Ludi Saeculares, Augusto incaricò Orazio di comporre il Carmen saeculare, che doveva essere cantato l’ultimo giorno delle cerimonie da un coro composto da ventisette fanciulle e ventisette ragazzi. Inteso come la celebrazione della potenza di Roma sul mondo, esprimeva l'auspicio che essa fosse realmente la "città eterna".
    Il carmen presenta, ovviamente, i difetti propri delle composizioni eseguite su commissione, ma, se non è sorretto da altissima ispirazione, è tuttavia opera di altissima dignità artistica e, soprattutto, di profonda sincerità. Inoltre, in tutti quei luoghi in cui il poeta può liberarsi dagli obblighi impostigli dalle circostanze o dalla liturgia e dispiegare liberamente la sua fantasia, egli raggiunge, come scrive Turolla, "l'intensità poetica delle sue liriche più felici, interpretando con severità e serietà il mito storico di Roma e di Ilio, ma soprattutto esprimendo un ideale quasi ieratico di potenza e di predominio".
    semel in anno licet insanire, cotidie melius
  • Pazza_di_Acerra
    люблю беспокоиться
    • 09/12/09
    • 28840

    #2
    Durante il fascismo era in voga una traduzione abbastanza "libera" della terza strofa:

    Sole che sorgi libero e giocondo
    sui nostri colli, i tuoi cavalli doma:
    tu mai vedrai nessuna cosa al mondo
    maggior di Roma.
    semel in anno licet insanire, cotidie melius

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    • Fiammetta
      Opinionista
      • 25/05/21
      • 741

      #3
      Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
      Nel 17 a.C., in occasione del Ludi Saeculares, Augusto incaricò Orazio di comporre il Carmen saeculare, che doveva essere cantato l’ultimo giorno delle cerimonie da un coro composto da ventisette fanciulle e ventisette ragazzi. Inteso come la celebrazione della potenza di Roma sul mondo, esprimeva l'auspicio che essa fosse realmente la "città eterna".
      Il carmen presenta, ovviamente, i difetti propri delle composizioni eseguite su commissione, ma, se non è sorretto da altissima ispirazione, è tuttavia opera di altissima dignità artistica e, soprattutto, di profonda sincerità. Inoltre, in tutti quei luoghi in cui il poeta può liberarsi dagli obblighi impostigli dalle circostanze o dalla liturgia e dispiegare liberamente la sua fantasia, egli raggiunge, come scrive Turolla, "l'intensità poetica delle sue liriche più felici, interpretando con severità e serietà il mito storico di Roma e di Ilio, ma soprattutto esprimendo un ideale quasi ieratico di potenza e di predominio".
      Sì, Orazio compose su ordine del princeps Augusto il Carmen saeculare, nel 17 a C per i Ludi saeculares.

      Metrica originale: saffico minore endecasillabo.

      Voglio far notare come questo grande poeta così

      riflessivo ed equilibrato abbia prediletto i metri di poeti tanto più

      immediati ed impulsivi, come i grandi poeti di Lesbo, e Orazio pur

      disprezzando i neoteroi e l'eredita' alessandrina, ha riprodotto con

      eleganza la grande poesia melica dell'eta' classica.

      Il Carmen saeculare é un inno in 19 strofe saffiche che fu cantato::

      La notte del 31 marzo in Campo Marzio
      Il 1mo giugno in Campidoglio
      Il 2 giugno in Campidoglio
      Il 3 giugno sul Palatino e in Campidoglio.

      Fu cantato da un coro di 27 fanciulli e 27 fanciulle.

      L'inno ha uno stile solenne con invocazioni ad Apollo, a Diana, a Ilizia, alle Parche e alla Terra-
      Il componimento termina con l'encomio ad Augusto, considerato discendente di Venere.
      Si celebra la potenza di Roma sul mondo, si augura che essa non possa mai morire. E' una preghiera perfetta,
      apoteosi della cultura pagana e il culmine stilistico piu' alto della poesia d'Orazio.

      FINE I PARTE
      Last edited by Fiammetta; 19-07-2022, 13:56.

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      • Fiammetta
        Opinionista
        • 25/05/21
        • 741

        #4
        Carmen saeculare, II PARTE.

        Immagino i 27 fanciulli e le 27 fanciulle con tuniche bianche drappeggiate
        come pepli delle Kore, e chiedo all'esperto come fossero coronati questi fanciulli,
        consultando vari testi e codici vari non ho trovato nulla in materia. Forse erano
        coronati di viole perché l'inno é scritto in metro saffico , e l'ardente e nobile cava
        liere di Lesbo, Alceo, così ci descrive Saffo in un celebre frammento:


        " O coronata di viole, divina, dolce, ridente Saffo".

        Regalità: corona di viole
        Sacralità: divina
        Yenerezza : dolce
        Gioventù, vita, nostalgia:ridente.

        Presuppongo appunto che i fanciulli fossero coronati di viole,
        attendo il parere dell'esperto, ma essendo un inno dedicato
        a Venere, ed essendo il mirto la pianta sacra a Venere, forse
        i fanciulli avevano corone di mirto.

        FINE II PARTE

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        • Fiammetta
          Opinionista
          • 25/05/21
          • 741

          #5
          Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
          Durante il fascismo era in voga una traduzione abbastanza "libera" della terza strofa:

          Sole che sorgi libero e giocondo
          sui nostri colli, i tuoi cavalli doma:
          tu mai vedrai nessuna cosa al mondo
          maggior di Roma.
          Ma io venero Roma, e tu me la sfotti, cattiva, oh, addirittura il fascismo tiri fuori...

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          • Pazza_di_Acerra
            люблю беспокоиться
            • 09/12/09
            • 28840

            #6
            Originariamente Scritto da Fiammetta Visualizza Messaggio
            Ma io venero Roma, e tu me la sfotti, cattiva, oh, addirittura il fascismo tiri fuori...
            Ma no, cara, ben pochi amano Roma quanto me. Ho citato quella quartina perché è famosissima, per quanto non sia proprio il massimo come traduzione,,,
            semel in anno licet insanire, cotidie melius

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            • Fiammetta
              Opinionista
              • 25/05/21
              • 741

              #7
              -

              Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
              Ma no, cara, ben pochi amano Roma quanto me. Ho citato quella quartina perché è famosissima, per quanto non sia proprio il massimo come traduzione,,,
              Eh, sì, ora quelli pensavano alla traduzione, quella massa di asini,
              pero' dobbiamo fare un cataloghetto, di ogni utente quello che ama
              profondamente e che non si puo' toccare, io amo Roma e la Roma, oh

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              • Fiammetta
                Opinionista
                • 25/05/21
                • 741

                #8
                Originariamente Scritto da Fiammetta Visualizza Messaggio
                Eh, sì, ora quelli pensavano alla traduzione, quella massa di asini,
                pero' dobbiamo fare un cataloghetto, di ogni utente quello che ama
                profondamente e che non si puo' toccare, io amo Roma e la Roma, oh
                CARMEN SAECULARE III PARTE


                Metrica originale: saffico minore endecasillabo.

                3a strofa.

                Alme Sol, curru nitido diem qui
                Promis et celas aliusque et idem
                Nasceris possit nihil
                urbe Roma
                Visere maius!


                Traduzione:

                O Sole Divino che dai la vita, che col carro lucente
                Mostri e celi il giorno e che vecchio e
                Nuovo risorgi,
                Possa tu mai vedere nulla
                Più grande della citta' di Roma.

                Qui termina il mio commento al Carmen di Orazio.

                Essendo innamorata di Roma aggiungo questi famosi versi:

                Quanto sei bella Roma quann 'è sera
                Quando la luna se specchia dentro ar fontanone
                E le coppiette se ne vanno via
                Quanto sei bella Roma quando piove.


                Quanto sei bella Roma quann'è er tramonto,
                Quando l'arancia rosseggia ancora sui sette colli
                E le finestre so' tanti occhi
                Che te sembrano dì: quanto sei bella|


                FINE

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                • Pazza_di_Acerra
                  люблю беспокоиться
                  • 09/12/09
                  • 28840

                  #9
                  Per essere una poesia d'occasione, è strepitosa.
                  semel in anno licet insanire, cotidie melius

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