Paesaggi

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2659

    #31
    Paesaggi Italia

    Paesaggi italiani: noti o sconosciuti, naturali o artificiali, rurali o urbani, artistici, ecc., comunque da proteggere, come detta l’articolo 9 della Costituzione, modificato l’11 febbraio 2022 per estendere la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della nazione all’ambiente, alla biodiversità e agli ecosistemi.

    Paesaggio è ciò che si vede, ma ha anche un valore culturale, sociale e identitario.

    Il paesaggio culturale è un insieme di cose belle che suscitano ammirazione: opere d’arte, chiese, abbazie, castelli, le rovine dell’antichità, ecc..

    Alcuni siti eccezionali sono nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco.

    In Italia sono numerosi i patrimoni culturali tutelati da quell'ente. Uno è Aquileia, per la sua architettura proto-romana è considerato “patrimonio mondiale dell’umanità”.


    Aquileia, basilica di Santa Maria Assunta

    Il paesaggio è anche importante per la qualità della vita quotidiana delle popolazioni.

    Il paesaggio amato da Giacomo Leopardi (1798 – 1837) è descritto nella sua famosa poesia titolata “L’infinito”.

    E’ un paesaggio ispirato dalla concezione panteistica della natura: la realtà scompare, non c’è lo scorrere del tempo, tutto è immobile, l’infinito irrompe nella finitudine, la quale trascende sé stessa nella visione dell’assoluto.

    Il poeta guarda e immagina quello che non si vede, perché è nascosto dietro “la siepe che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”. In questo idillio il paesaggio evoca l’infinito, il superamento della realtà rappresentata dalla siepe.

    L’infinito

    “Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe,
    che da tanta parte
    dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminati
    spazi di là da quella, e sovrumani
    silenzi, e profondissima quiete
    io nel pensier mi fingo, ove per poco
    il cor non si spaura. E come il vento
    odo stormir tra queste piante, io quello
    infinito silenzio a questa voce
    vo comparando: e mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente
    e viva,
    e il suon di lei. Così tra questa
    immensità s'annega il pensier mio:
    e il naufragar m'è dolce in questo mare”.

    (Giacomo Leopardi)
    Last edited by doxa; 12-06-2023, 20:29.

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66024

      #32
      Lectio magistralis! Grazieeeeeeee!!!
      amate i vostri nemici

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      • restodelcarlino
        giullare

        • 13/05/19
        • 12523

        #33
        Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio



        sembra il paesaggio del Montefeltro, dai giardini pubblici di Urbino, intorno alla rocca albornoz
        ...vassapé...

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        • doxa
          Opinionista
          • 30/04/19
          • 2659

          #34
          Ciao Carlino,
          con base a Pesaro sono stato ad Urbino per vedere il palazzo ducale che ospita anche l’interessante Galleria Nazionale delle Marche, ma non sono andato nel museo archeologico nell'ex fortezza Albornoz, perciò non so dirti se da quel luogo, il monte Sergio, si vede il panorama nella foto.

          Non sono riuscito a rintracciare la località, perciò non l’ho scritta come didascalia.

          Quei cipressi intorno al casolare mi evocano la Toscana.
          Last edited by doxa; 13-06-2023, 11:00.

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          • restodelcarlino
            giullare

            • 13/05/19
            • 12523

            #35
            no, non é. Mi sbaglio
            aviaggio 111.jpg
            ...vassapé...

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66024

              #36


              Noi ci abitiamo, in mezzo ai cipressi.
              amate i vostri nemici

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              • doxa
                Opinionista
                • 30/04/19
                • 2659

                #37
                Cono ma sei tu nella foto ?

                Finalmente ti conosco !

                Bello il viale nel locus amoenus.

                Un bel saluto

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66024

                  #38
                  Yes, I am
                  La foto è di un paio d'anni fa.
                  Te invece abiti in città?
                  amate i vostri nemici

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                  • follemente
                    Opinionista

                    • 22/12/09
                    • 11727

                    #39
                    Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
                    Paesaggi Italia

                    Paesaggi italiani: noti o sconosciuti, naturali o artificiali, rurali o urbani, artistici, ecc., comunque da proteggere, come detta l’articolo 9 della Costituzione, modificato l’11 febbraio 2022 per estendere la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della nazione all’ambiente, alla biodiversità e agli ecosistemi.

                    Paesaggio è ciò che si vede, ma ha anche un valore culturale, sociale e identitario.

                    Il paesaggio culturale è un insieme di cose belle che suscitano ammirazione: opere d’arte, chiese, abbazie, castelli, le rovine dell’antichità, ecc..

                    Alcuni siti eccezionali sono nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco.

                    In Italia sono numerosi i patrimoni culturali tutelati da quell'ente. Uno è Aquileia, per la sua architettura proto-romana è considerato “patrimonio mondiale dell’umanità”.


                    Aquileia, basilica di Santa Maria Assunta
                    Uno dei luoghi a me vicini più amati.

                    Tra gli splendidi mosaici, vogliamo ricordare almeno la lotta tra il bene ed il male?

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                    • doxa
                      Opinionista
                      • 30/04/19
                      • 2659

                      #40
                      Grazie Folle per il tuo contributo.



                      Alla simbolica foto che hai inserito voglio aggiungere che diversi studiosi hanno dato diverse interpretazioni a questa immagine dedicata al Bene e al Male.

                      La tartaruga, animale mite e silenzioso, veniva considerato simbolo del male a causa del suo nome: deriva dal greco “tartarouchos”, da cui il latino “tartaruchum”: “abitante del Tartaro”, abitatore degli Inferi, delle tenebre, perciò è un essere demoniaco che si nasconde. Infatti l’animale vive in letargo durante i mesi freddi e, quando ha paura, si ritrae nel suo carapace.

                      Invece il gallo, pur essendo un animale dalla vivacità aggressiva, canta al sorgere del sole per annunciare il nuovo giorno e la “luce del mondo”: Gesù Cristo. Quindi il gallo è portatore della buona novella e simbolo del bene.

                      Hai ragione, nella basilica ci sono anche gli interessanti mosaici pavimentali del IV secolo con simboli cristiani.
                      Altri resti musivi di epoca romana e paleocristiana di quel sito sono conservati nei musei in quel luogo, che mi piacerebbe visitare.



                      Un’altra delle numerose immagini nel pavimento musivo della basilica è quella del “Buon pastore”, che allegoricamente rappresenta Gesù. Indossa una corta tunica. Nella mano destra sorregge uno strumento musicale, il flauto di Pan (o siringa), costituito da più canne di lunghezza differente e legate fra loro.

                      Il pastore ha sulle spalle la pecora smarrita e ritrovata: l’immagine evoca il concetto cristiano della filantropia; un’altra pecora è dietro la sua gamba sinistra.

                      La raffigurazione è interessante per la mancanza di sfondo prospettico e priva della dimensione spaziale: i piedi del pastore non sono poggiati in terra.
                      Last edited by doxa; 15-06-2023, 17:51.

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66024

                        #41
                        ....e ciò rimanda all'Eternità, dove non esiste né spazio né tempo: bello!
                        amate i vostri nemici

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                        • doxa
                          Opinionista
                          • 30/04/19
                          • 2659

                          #42
                          Paesaggio e pittura.

                          Nell’arte occidentale la “pittura di paesaggio”, dedicata esclusivamente o prevalentemente alla rappresentazione dello scenario naturale, iniziò nel XVII secolo come genere artistico autonomo, con le sue specificazioni di paesaggio ideale, di locus amoenus o di veduta.

                          In precedenza, il paesaggio aveva sempre avuto un ruolo secondario, collocato come sfondo di ambientazione in dipinti di carattere laico o sacro.

                          Alla fine del XV secolo il fondo dorato delle pale d’altare cominciò ad essere sostituito dal paesaggio.

                          Nel XVI secolo nella pittura fiamminga il paesaggio diventa preminente nei dipinti religiosi e laici. Lo si può vedere, ad esempio, nel dipinto realizzato dal fiammingo Joachim Patinir: il riposo durante la fuga in Egitto.


                          Joachim Patinir, Riposo durante la fuga in Egitto, 1520 circa, olio su tavola, Museo del Prado, Madrid
                          In primo piano la Vergine e il Bambino, circondati dal paesaggio variegato.

                          segue

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                          • Durante
                            Opinionista
                            • 16/11/08
                            • 2103

                            #43
                            Joachim nella sua pittura secondo il mio punto di vista ha la caratteristica di un dualismo, tra il sacro e il diabolico. I personaggi gli identifica nella loro sacralità, invece i paesaggi soprattutto notando il costone che sovrasta il quadro ha un volto demoniaco che guarda verso sinistra, davanti ad esso ci sono due figure sedute che sembrano angeliche a difesa del personaggio che rappresenta la Madonna con il Bambino. Questa peculiarità del pittore le ho riscontrate in quasi tutte le sue pitture. Doxa esiste una spiegazione a questa caratteristica di Patinir? Che sia una conformazione caratteriale influenzata dal nascente movimento religioso difforme dal cattolicesimo?

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                            • doxa
                              Opinionista
                              • 30/04/19
                              • 2659

                              #44
                              Ciao Durante,
                              bravo ! Sei un buon osservatore di particolari. Non avevo notato la sinistra del picco roccioso somigliante ad una maschera.

                              La riforma luterana iniziò nell’ottobre del 1517 e Patinir dipinse “La fuga in Egitto” in quel periodo. Fu influenzato dalla nuova dottrina ? Non lo so.

                              Da tener presente che Patinir conosceva le opere di Hieronymus Bosch, dal quale riprese la capacità di evocare scenari fantastici.

                              La tendenza al paesaggio come ‘tema autonomo’ e non sfondo di una scena con figure fu facilitata dalla soluzione dei problemi della prospettiva. Come non pensare a Brunelleschi, Masaccio, a Piero della Francesca e al suo trattato titolato “De prospectiva pingendi”.



                              Nella pittura rinascimentale fu importante l’uso di colori più luminosi.

                              Leon Battista Alberti, nel suo trattato “De Pictura” del 1435-36, evidenziò come il colore non fosse una caratteristica propria del soggetto, ma dipendesse completamente dalla quantità di luce che investe il soggetto stesso.

                              E mi sovvengono alla mente i vedutisti veneziani del ‘700 (Canaletto, Bellotto ed altri); per l’arte olandese la pittura di paesaggio significò realismo ma anche la creazione di un mondo immaginario, da cui nacque, nella pittura francese, l’impressionismo: Monet, Manet, Renoir, Sisley, Pissarro. Furono questi a insegnare a guardare in modo nuovo il mondo circostante: per loro, il paesaggio, studiato nei suoi aspetti più labili di luce e di colore, fu una delle massime prove della pittura. Dopo di loro anche il paesaggio si configura secondo le esigenze delle nuove correnti artistiche (Seurat, Cézanne, Van Gogh).

                              segue

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66024

                                #45
                                Colori ad olio e grande attenzione alla resa degli oggetti e dei particolari: adoro i pittori fiamminghi!
                                amate i vostri nemici

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