Biblioteca di Celso e lingue parlate da Gesù

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  • Pazza_di_Acerra
    люблю беспокоиться
    • 09/12/09
    • 28840

    #16
    Originariamente Scritto da Kanyu Visualizza Messaggio
    OT

    Ma come???
    Gesù prima e la sua cerchia dopo, parlavano le loro lingue di falegnami e pescatori e tutti (ma proprio tutti) li capivano... che è una novità???

    Il primo caso del parlare in lingue si verificò nel giorno di Pentecoste in Atti 2:1-4. Gli apostoli uscirono a condividere il Vangelo con le folle, parlando loro nelle loro stesse lingue: “li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue" (Atti 2:11). Il termine greco tradotto "lingue" significa letteralmente "linguaggi". Pertanto, il dono delle lingue consiste nel parlare in una lingua che non si conosce per ministrare a qualcuno che la parla. In 1 Corinzi 12-14, dove Paolo tratta i doni miracolosi, fa questo commento: “Dunque, fratelli, se io venissi a voi parlando in altre lingue, che vi servirebbe se la mia parola non vi recasse qualche rivelazione, o qualche conoscenza, o qualche profezia, o qualche insegnamento?" (1 Corinzi 14:6). Secondo l’apostolo Paolo, e in armonia con le lingue descritte in Atti, parlare in lingue è di gran valore per chi ascolta il messaggio di Dio nella propria lingua, ma è inutile per chiunque altro, a meno che non sia interpretato o tradotto.

    Una persona con il dono dell’interpretazione del dono delle lingue (1 Corinzi 12:30) potrebbe comprendere che cosa sta dicendo chi parla in lingue, anche se non conoscesse la lingua che questi sta parlando. Chi interpreta le lingue potrebbe, quindi, comunicare il messaggio di chi parla in lingue a chiunque altro affinché tutti comprendano: “Perciò, chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare” (1 Corinzi 14:13).


    Miracolo! Miracolo!!!
    Sì, ma quello di cui tu parli è il dono che lo Spirito Santo fece agli apostoli quando Gesù se ne era ormai volato in cielo (spero di averci azzeccato altrimenti Cono mi bacchetta!). Qui si stava discutendo se Gesù conoscesse il greco o il latino.
    semel in anno licet insanire, cotidie melius

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    • Pazza_di_Acerra
      люблю беспокоиться
      • 09/12/09
      • 28840

      #17
      Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
      Non si può sapere se Gesù parlasse latino ma per Mel Gibson sì
      Non conosco il film e quindi non ti so dire. Però in genere i polpettoni holliwoodiani non sono molto attendibili in materia di bibbia e antichi romani.
      semel in anno licet insanire, cotidie melius

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      • ReginaD'Autunno
        Sovrana di Bellezza

        • 01/05/19
        • 12117

        #18
        Secondo me Pilato un pò di aramaico lo conosceva, altrimenti come avrebbe potuto parlare sia con il Cristo che con i Giudei?
        Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa CLAUDIO ACHILLINI
        La regina del sud sorgerà nel giudizio. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.(MT12:42)

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        • Kanyu
          *

          • 10/05/19
          • 23123

          #19
          Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
          Sì, ma quello di cui tu parli è il dono che lo Spirito Santo fece agli apostoli quando Gesù se ne era ormai volato in cielo (spero di averci azzeccato altrimenti Cono mi bacchetta!). Qui si stava discutendo se Gesù conoscesse il greco o il latino.
          Ma certo Pazza, hai assolutamente ragione, ma io con il mio OT, stavo solo scherzando. Era per fare una battuta su come le credenze religiose, anche se supportate da sacri testi, dove non arrivano… la fanno arrivare...

          Parlando più seriamente e per quanto ne so io, va detto innanzitutto che al tempo in cui si svolsero gli eventi descritti nei vangeli, quattro erano le lingue parlate in Palestina. Quella ufficiale (ma anche la meno diffusa: usata solo da un ristretto numero di funzionari pubblici e probabilmente dall’esercito) era il latino. Quella religiosa era l’ebraico, parlata nelle sinagoghe, dove si leggevano i testi della Torah, e dai farisei che erano gli ebrei più osservanti. Quella della vita quotidiana ossia l’aramaico, che il popolo aveva adottato dopo il ritorno dall’esilio babilonese, e infine il greco, che era un po’ come l’inglese di oggi, parlata credo più che altro nel commercio con gli altri popoli. Ebraico e aramaico erano lingue semitiche, imparentate tra loro tipo l’italiano e il napoletano, dato che l’aramaico (lingua delle comunicazioni internazionali nella Mesopotamia) era diventata una sorta di dialetto.
          Detto questo, che lingua parlasse Gesù ( intendo quel Gesù uomo, forse esistito veramente) non mi è dato sapere, molto probabilmente l’aramaico, sempre figlio di un falegname era.
          "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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          • Breakthru
            Opinionista

            • 30/04/19
            • 5135

            #20
            Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
            Non conosco il film e quindi non ti so dire. Però in genere i polpettoni holliwoodiani non sono molto attendibili in materia di bibbia e antichi romani.


            Certo che non è attendibile, era un'osservazione sulla scelta del regista

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            • Breakthru
              Opinionista

              • 30/04/19
              • 5135

              #21
              I pescatori avranno venduto ilmpesce alla servitù dei romani? E la servitù sarà stata solo palestinese? Qualcuno avrà pur parlato entrambe le lingue.

              Idem per i carpentieri, avranno costruito solo per i palestinesi? Romani trasferitisi nella provincia avranno pur avuto necessità di qualche lavoro, il tetto da sistemare, la cassapanca..

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #22
                Ma certo, l'Israele del tempo di Gesù era un coacervo di culture e lingue diverse. Un paese cosmopolita, una sorta di Londra dei giorni nostri.
                amate i vostri nemici

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #23
                  Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                  Sì, ma quello di cui tu parli è il dono che lo Spirito Santo fece agli apostoli quando Gesù se ne era ormai volato in cielo (spero di averci azzeccato altrimenti Cono mi bacchetta!). Qui si stava discutendo se Gesù conoscesse il greco o il latino.
                  È corretto, tranquilla. Nessuna bacchettata sulle mani
                  amate i vostri nemici

                  Comment

                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #24
                    Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
                    Miracolo si, Kanyu.

                    Non mi aspettavo da te la conoscenza di passi del Nuovo Testamento. Stasera hai sicuramente fatto felice fratel Cono.
                    Sicuramente! Una Persona straordinaria, Gesù di Nazareth. Al netto di essere poi credenti in Lui o non credenti.
                    amate i vostri nemici

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                    • doxa
                      Opinionista
                      • 30/04/19
                      • 2659

                      #25
                      Nel post n. 5 ho fra l’altro scritto

                      Secondo l’evangelista Giovanni il “titolo” (INRI) sulla croce della condanna di Cristo era scritto in ebraico, in latino e in greco.

                      “Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: ‘Gesù il Nazareno, il re dei Giudei’. Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco” (Gv 19, 19 – 20).
                      Nel terzo capoverso del post n. 6 il cardinale Ravasi dice [… come maestro che parlava alla massa dei contadini, dei pescatori e degli artigiani giudei comuni, Gesù ricorreva alla loro lingua quotidiana che era l’aramaico.[/quote]

                      Lady Acerra ha scritto

                      Gesù e la sua cerchia parlavano l'aramaico. Non vi sono evidenze che parlasse il greco o il latino mentre è ovvio che conoscesse l'ebraico.
                      Allora perché Pilato fece comporre il “titolo” (INRI), da collocare sulla croce soltanto “in ebraico, in latino e in greco” e non in aramaico, che era la lingua parlata dalla popolazione e che Jesus frequentava e ammaestrava ?

                      Quel messaggio era rivolto soltanto a chi lo voleva morto ? Perché ?

                      Cosa dice Gesù sulla croce in lingua aramaica ?

                      Dal Vangelo di Matteo: "Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: 'Elì, Elì, lemà sabactàni?' " (27, 46), che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato ?

                      Dal Vangelo di Marco (15, 34): “Alle tre Gesù gridò con voce forte: 'Eloì, Eloì, lama sabactàni ?' " (= Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?)

                      Questa frase, detta da Gesù sulla croce, è in due versioni, entrambe in lingua aramaica e non in ebraico.
                      Last edited by doxa; 12-10-2023, 16:25.

                      Comment

                      • Pazza_di_Acerra
                        люблю беспокоиться
                        • 09/12/09
                        • 28840

                        #26
                        Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio



                        Allora perché Pilato fece comporre il “titolo” (INRI), da collocare sulla croce soltanto “in ebraico, in latino e in greco” e non in aramaico, che era la lingua parlata dalla popolazione e che Jesus frequentava e ammaestrava ?

                        Quel messaggio era rivolto soltanto a chi lo voleva morto ? Perché ?

                        Cosa dice Gesù sulla croce in lingua aramaica ?


                        Alle tre del pomeriggio Gesù gridò con voce forte e in aramaico: "Eloì, Eloì, lama sabactàni", che significa: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".
                        Anche qui si può solo ipotizzare. La scritta è in latino perché è la lingua degli occupanti, in ebraico perché è la lingua del sinedrio, in greco perché è la lingua "internazionale" dell'Oriente, un po' come l'inglese oggi. Manca l'aramaico, forse per dispregio a Gesù, ma come scrivi tu stesso, la lingua con cui si rivolge al padre è proprio quella. C'è anche da dire che tale frase è in Marco e Matteo, mentre secondo Luca le ultime parole furono "Padre nelle tue mani consegno il mio spirito" e per Giovanni, presunto testimone oculare, "Tutto è compiuto", ma non è precisato in che lingua. Giusto per aumentare la confusione.
                        Last edited by Pazza_di_Acerra; 12-10-2023, 16:56.
                        semel in anno licet insanire, cotidie melius

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                        • restodelcarlino
                          giullare

                          • 13/05/19
                          • 12557

                          #27
                          Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                          Anche qui si può solo ipotizzare. La scritta è in latino perché è la lingua degli occupanti, in ebraico perché è la lingua del sinedrio, in greco perché è la lingua "internazionale" dell'Oriente, un po' come l'inglese oggi. Manca l'aramaico, forse per dispregio a Gesù
                          La mia (dilettantesca ) ipotesi: La crocefissione era un "atto ufficiale". Quindi, sottoposto alle regole (sicuramente esistenti) in materia. L'aramaico, lingua del basso popolo, non era (ipotizzo) la lingua prescritta/prevista per i documenti giuridici "ufficiali".
                          ...vassapé...

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                          • doxa
                            Opinionista
                            • 30/04/19
                            • 2659

                            #28

                            Diego Velàzquez, Cristo crocifisso, olio su tela, 1632 circa, Museo del Prado, Madrid.

                            Notare in cima alla croce il “titulus crucis” in tre lingue: ebraico, greco e latino, secondo il Vangelo di Giovanni.

                            In realtà l'esatta composizione delle parole è dubbia, in quanto la condanna è riportata in modo differente dai quattro Vangeli canonici.

                            Ciao Carlino. Il titulus sarebbe stato apposto sopra la croce per indicare la motivazione della condanna, prescritta dal diritto romano, ma non in tre lingue.

                            Inoltre, la colpevolezza di un condannato veniva proclamata mediante una targa appesa al collo o portata davanti a lui per umiliarlo pubblicamente prima della sua morte.

                            L’apposizione del titulus in cima al crocifisso è menzionata solo nel Nuovo Testamento e solo nel Vangelo di Giovanni.

                            Il teologo cristiano Raymond Brown evidenzia che storicamente quel titulus non è vero. L’aggiunta giovannea ha finalità teologica, non è un fatto storico, infatti gli altri tre vangeli non lo citano.

                            Per quanto riguarda il dipinto, da notare l’essenzialità con cui il pittore è riuscito a evidenziare la sofferenza di Cristo in croce, senza aggiungere altri segni della Passione e senza il paesaggio circostante, ma solo lo sfondo scuro. Sulla croce Gesù è sorretto da quattro chiodi, uno per ogni arto.

                            Sottili rivoli di sangue scendono dalle ferite nelle mani e nei piedi poggiati sulla mensola, macchiando di rosso il legno della croce. Altro sangue scende dal fianco destro della ferita sul costato inferta da Longino con la lancia.

                            La testa, cinta dalla corona di spine, è reclinata in avanti , il volto appare in ombra. Quasi impercettibili sono le gocce di sangue sul capo.

                            La luce che illumina il corpo di Gesù crea un’atmosfera di religioso silenzio e di meditazione.

                            Chi era Longino ? Secondo la tradizione cristiana è il nome del soldato romano che trafisse con la propria lancia il costato di Gesù crocifisso per accertare che fosse morto: “… ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua” (Gv 19, 34).

                            Il nome di quel soldato non c’è nei quattro vangeli canonici, invece è presente negli “Atti di Pilato”, testo allegato al Vangelo apocrifo di Nicodemo.
                            Last edited by doxa; 12-10-2023, 22:07.

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #29
                              Un quadro davvero stupendo, davanti al quale, irrefrenabile, avvertiamo l'impulso di inginocchiarci.

                              Grazie Doxa!
                              Grazie amici ed amiche per le belle riflessioni.
                              amate i vostri nemici

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                              • Kanyu
                                *

                                • 10/05/19
                                • 23123

                                #30
                                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                                Un quadro davvero stupendo, davanti al quale, irrefrenabile, avvertiamo l'impulso di inginocchiarci.
                                Non voglio sembrare il solito rompicoglioni, ma in tutta sincerità, ci si può inginocchiare davanti alla morte?
                                Capisco la bellezza del quadro... ma arrivare a questo...
                                Si può restare impressionati, ci si può commuovere ... mah...
                                la religione piega le menti. Questa è la verità.
                                "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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