Ratio e Intellectus

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • marco68
    Sentinella del mattino
    • 29/07/05
    • 2828

    #1

    Ratio e Intellectus

    Credo che la nostra generazione sia "vittima" di un errore di metodo che purtroppo diventa pure un errore di merito.

    Ovvero si
    [COLOR=Green]"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer
  • Piotr Aleksejevic
    Zar autocrate di tutte le Russie
    • 24/11/05
    • 7926

    #2
    La realt
    CONIGLIO MANNARO

    "Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
    Gianni-Emilio Simonetti

    La calma

    Comment

    • marco68
      Sentinella del mattino
      • 29/07/05
      • 2828

      #3
      [QUOTE=Piotr Aleksejevic]La realt
      [COLOR=Green]"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer

      Comment

      • Piotr Aleksejevic
        Zar autocrate di tutte le Russie
        • 24/11/05
        • 7926

        #4
        Originariamente Scritto da marco68
        Assolutamente no!
        Il mio approccio scientifico lo rivendico! Io non nego l'utilità del metodo scientifico... anzi... lo esigo!
        Solo che il metodo sperimentabile è il miglior metodo che conosciamo per ciò che attiene le scienze empiriche... e non è estendibile ad altre realtà per le quali esistono altri strumenti di indagine conoscitiva quali la filosofia e la metafisica.
        Con tutto il rispetto, questa è una cazzata !
        I metodi scientifici sono applicabili a tutte le realtà e restano gli unici
        sicuramente validi allo stato attuale delle nostre conoscienze.
        Ne sono dimostrazione le nuove branchie scientifiche della genetica e lo
        studio delle connessioni neurali del cervello ( scienze molto difficili ma
        in rapida crescita ).
        In paragone a questa ricerca, la metafisica è solo aria fritta indimostra-
        bile e non può essere messa sullo stesso piano.

        La filosofia è utile, ma non dimostra niente ... è solo uno strumento per
        capire vagamente e regolare parzialmente i fenomeni sociali.
        CONIGLIO MANNARO

        "Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
        Gianni-Emilio Simonetti

        La calma

        Comment

        • Vega
          Opinionista

          • 04/05/05
          • 17951

          #5
          branchie scientifiche
          Anche un paio di pinne ci stanno bene!!! Naturalmente scherzo

          Che nello studio di ci
          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

          Comment

          • karina

            #6
            Originariamente Scritto da marco68
            Credo che la nostra generazione sia "vittima" di un errore di metodo che purtroppo diventa pure un errore di merito.

            Ovvero si è finito per credere che "razionalità" sia soltanto "ratio", cioè "calcolo" mentre ci dimentichiamo che essere razionali non può non significare l'uso congiunto di "ratio" (calcolo) e "intellectus" (leggere dentro, nell'accezione di San Tommaso).
            Il calcolo non è altro che un'applicazione simbolica (cioè che si esprime attraverso simboli) degli strumenti sintattici della logica. Non vederlo con accezione così negativa.
            Questo errore di metodo ci porta ad un inevitabile riduzionismo della realtà in cui viviamo per cui tutto è "vero" se è calcolabile, misurabile... è una vera e propria riduzione della realtà alla sola "quantità".

            Ogni cosa che osserviamo diventa conoscibile solo nella quantità che possiamo calcolare, misurare...
            questo vale per la costruzione del sapere, cioè la scienza, ma non per la percezione umana, non confondere i piani. La scienza non afferma -inoltre- l'inesistenza di ciò che non sia misurabile, ma la sua non esistenza "scientifica": in quell'aggettivo c'è tutto una sfumatura di significato che forse trascuri. Scientificamente esistente vuol dire conoscibile e manipolabile con criteri scientifici, oggettivi, certi... trascrivibile e predicibile in un'equazione da riportare in letteratura. Non ha niente a che fare con l'esistenza propriamente detta. L'amore non è una grandezza scientificamente riconosciuta, non ha unità di misura, né dimensione: non troverai però alcun scienziato che ti dirà che non esiste. Riesci a distinguere i piani?

            Questa riduzione diventa addirittura devastante quando la estendiamo all'essere umano... anche qui l'uomo diventa solo una ipotesi, una quantità calcolabile... ma questo significa che abbiamo smesso di conoscerlo.

            Oggi quando conosciamo qualcuno non lo andiamo a scoprire nella sua qualità di essere che esiste al di là delle nostre ipotesi... non andiamo a scoprire l'essere umano... andiamo solo a verificare l'ipotesi che di lui ci siamo fatti... così accade pure nell'amore... non ci innamoriamo della persona reale, che non siamo andati a scoprire nella sua interezza, ma ci innamoriamo della ipotesi che di quella persona ci siamo fatti... quando poi questa ipotesi non regge la verifica ecco che ci diciamo che l'amore è finito...
            Credo sia sempre stato così... pensa all'amore cortese o platonico, non c'era proprio il vaglio dell'esperienza, eppure si diceva di amare... cosa? Del resto come puoi percepire qualità che a tua detta non potresti neanche ipotizzare?

            La Ratio è solo uno degli aspetti della razionalità, non l'unico... è IRRAZIONALE cercare la verità, la realtà, la conoscibilità dell'essere attraverso la sola "quantità" calcolabile, misurabile e sperimentabile.
            Perche'?

            Comment

            • Piotr Aleksejevic
              Zar autocrate di tutte le Russie
              • 24/11/05
              • 7926

              #7
              Originariamente Scritto da Vega
              Anche un paio di pinne ci stanno bene!!! Naturalmente scherzo
              Vabb
              CONIGLIO MANNARO

              "Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
              Gianni-Emilio Simonetti

              La calma

              Comment

              • karina

                #8
                Originariamente Scritto da marco68
                Assolutamente no!

                Il mio approccio scientifico lo rivendico! Io non nego l'utilità del metodo scientifico... anzi... lo esigo!
                Solo che il metodo sperimentabile è il miglior metodo che conosciamo per ciò che attiene le scienze empiriche...
                Marco, non esistono scienze non empiriche. E' una contraddizione in termini.

                Comment

                • marco68
                  Sentinella del mattino
                  • 29/07/05
                  • 2828

                  #9
                  Originariamente Scritto da karina
                  Marco, non esistono scienze non empiriche. E' una contraddizione in termini.
                  "scienza"
                  [COLOR=Green]"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer

                  Comment

                  • Vega
                    Opinionista

                    • 04/05/05
                    • 17951

                    #10
                    [QUOTE]ma non ci ha detto cosa
                    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                    Comment

                    • karina

                      #11
                      Originariamente Scritto da marco68
                      "scienza" è un termine che significa "sapere", "conoscere"... il metodo sperimentale è un metodo di fare scienza come ne esistono altri.

                      Ci sono dunque le scienze naturali dove il metodo sperimentale è indubbiamente il migliore; nelle scienze umaniste invece non risulta adeguato!
                      la moderna concezione di scienze umane si basa sull'applicazione di strumenti matematici, tipo la statistica, e sulla riprova delle teorie (con sperimentazioni o indagini), oltre che ad una sistematizzazione rigorosa del sapere, catalogazioni, riferimenti incrociati...
                      Esistono poi le discipline puramente speculative, che comunque usano gli strumenti della logica. Un esempio su tutti: la filosofia.

                      Cosa sia un vulcano? Vuoi parlare della sua essenza? Di certo ti ci avvicinerai di più se lo studi, misuri, valuti, calcoli che se stai lì a considerarlo una sorta di idea archetipa, perché senza l'esperienza sensibile c'è il rischio di farsi tante belle pippe che neanche sotto effetto degli acidi.

                      Inoltre la conoscenza si basa sulla possibilità di diffusione, riproducibilità e sulla predizione del risultato. Affermare di conoscere un vulcano non ha valore se non riesci a trasmettere ciò che hai conosciuto ad altri in modo esauriente (con la sicurezza che ciò che dici non venga equivocato), e se non riesci ad andare oltre quel singolo vulcano e quella singola eruzione. La conoscenza presuppone meccanismi induttivi e deduttivi, particolarizzazione e generalizzazione, possibilità di predirre il comportamento, strumenti per diffondere le conclusioni: linguaggio, cioè logica. Senza questi vagli, ogni valutazione sarebbe conoscenza. Tutti avrebbero la propria idea, vera per definizione per tutti, quindi nessuno saprebbe niente. Se come dici tu un vulcano ha un'essenza in sé, che dobbiamo cogliere, non è possibile che tutti ci vedano qualcosa di diverso e tutti abbiano ragione. Arriviamo al punto: la conoscenza (almeno quella che si studia, non le personali idee della vita, natura...) deve essere oggettiva. Il raziocinio è il solo strumento umano in grado di perseguire l'oggettività.

                      Comment

                      • marco68
                        Sentinella del mattino
                        • 29/07/05
                        • 2828

                        #12
                        [QUOTE=karina]la moderna concezione di scienze umane si basa sull'applicazione di strumenti matematici, tipo la statistica, e sulla riprova delle teorie (con sperimentazioni o indagini), oltre che ad una sistematizzazione rigorosa del sapere, catalogazioni, riferimenti incrociati...
                        Esistono poi le discipline puramente speculative, che comunque usano gli strumenti della logica. Un esempio su tutti: la filosofia.

                        Cosa sia un vulcano? Vuoi parlare della sua essenza? Di certo ti ci avvicinerai di pi
                        [COLOR=Green]"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer

                        Comment

                        • karina

                          #13
                          Originariamente Scritto da marco68
                          Non sono mica tanto d'accordo sai?

                          Analizziamo il problema: ci troviamo davanti una realtà... questa realtà, che sia un albero o un monte o un uomo è davanti a noi; essa è una realtà già determinata... da noi osservabile.

                          Ogni volta che costruisco una ipotesi e la vado a verificare "altero" quella realtà. NON la colgo nel suo essere-soggetto!
                          Quando l'essere umano studia, interagisce con qualcosa che sia altro da sé può solo interpretarlo. Oggettivarlo, cioè trattarlo da estraneo e analizzarlo, decostruirlo e ricostruirlo in modo soggettivo, produrre un'immagine di esso non necessariamente verosimile, ma vissuta come tale. Non esiste modo di cogliere la sua essenza, con nessuno strumento del pensiero. C'è una bella poesia di T.S. Eliot sul nome del gatto che ha a che fare con questo concetto. Lui dice, se non ricordo male, che puoi scegliere il nome che vuoi per il gatto, anzi gliene serve più di uno, a seconda delle occasioni. Ma il suo vero nome lo saprà solo lui ed è a quello a cui starà pensando quando lo vedi assorto. Perché il nome che tu scegli servirà solo per chiamarlo, "nominarlo" cioè dargli un nome, definirlo, ma non è la sua essenza.

                          L'unica essenza che l'uomo può cogliere è in ciò che non gli è estraneo, cioè ciò che produce, ciò che crea. L'attività di produzione umana, almeno a livello dialogico, è affidata (dicono) ad un emisfero cerebrale che non ragiona con le regole sintattiche della logica, del raziocinio, dei collegamenti causa-effetto, della temporalità, dei significanti....ma con associazioni di idee, pensiero emotivo... e non trova espressione in grammatiche ma in accostamenti di immagini.
                          Resta quindi difficile comprendere come tu possa solo pensare di poter percepire l'essenza di ciò che ti circonda: rischi di fare un processo proiettivo, confondendo la tua impressione (che è un tuo parto, una tua produzione, e come tale la conosci) con la realtà dell'oggetto.
                          Last edited by Ospite; 01-02-2006, 16:32.

                          Comment

                          • cippylappy
                            Opinionista
                            • 21/11/05
                            • 269

                            #14
                            [QUOTE=marco68]Credo che la nostra generazione sia "vittima" di un errore di metodo che purtroppo diventa pure un errore di merito.

                            Ovvero si

                            Comment

                            • marco68
                              Sentinella del mattino
                              • 29/07/05
                              • 2828

                              #15
                              Originariamente Scritto da cippylappy
                              Marco,Marco, quanto e' vero cio'che affermi.
                              La corsa alla supremazia di un individuo sull'altro, per motivi di affermazione propria, sociale e nel mondo del lavoro, ci porta a schiacciare il ns.prossimo nella sua individualita' . Spesso non ci interessa approfondire il pensiero di persone di grandi capacita' comunicative ed interiori per paura di sentirci sminuiti o provare un coinvolgimento affettivo che pone il soggetto in una situazione di inferiorita' psicologica.Non parlo di amore tra due persone, attenzione , ma di rapporti interpersonali,che, di questi tempi, sono sempre piu' scadenti e approssimativi.
                              Stavo riflettendo su queste cose, Cippy, durante una meditazione sulla "libert
                              [COLOR=Green]"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer

                              Comment

                              Working...