Agli inizi del 1945 si delineava ormai chiaramente la fine della Germania nazista, l’Armata Rossa avanzava nella Prussia Orientale compiendo massacri che terrorizzavano la popolazione civile; l’Ammiraglio Karl Doenitz organizzò l’Operazione Hannibal, cioè l’evacuazione di massa da quei territori, circa tre milioni di persone fuggirono allora verso ovest in cerca di salvezza.
Alle 12,30 del 30 gennaio 1945 la nave da crociera Wilhelm Gustloff lasciava il porto di Gotenhafen-Oxhoeft (oggi Gdynia), nei pressi di Danzica, stracolma di profughi, perlopiù donne, bambini e anziani: nel caos generale si erano imbarcate circa undicimila persone su una nave costruita per trasportare meno di duemila passeggeri.

Ormai quasi sicuri di essere vicini alla sperata salvezza, ignoravano che, fin dall’uscita dal porto, la Gustloff era stata intercettata e seguita dal sottomarino sovietico S-13 del Capitano Alexandr Marinesko. Alle 21,10 il primo di tre siluri colpiva sulla sinistra la prua della nave, dopo circa cinquanta minuti la nave si inabissava, con la quasi totalità del suo carico umano, nelle gelide acque del Mar Baltico, si salvarono solo 996 naufraghi. Finiva così tragicamente la nave che era stata l’ammiraglia e l’orgoglio della KdF (Kraft durch Freude), la compagnia di bandiera del Terzo Reich.
Alle 12,30 del 30 gennaio 1945 la nave da crociera Wilhelm Gustloff lasciava il porto di Gotenhafen-Oxhoeft (oggi Gdynia), nei pressi di Danzica, stracolma di profughi, perlopiù donne, bambini e anziani: nel caos generale si erano imbarcate circa undicimila persone su una nave costruita per trasportare meno di duemila passeggeri.

Ormai quasi sicuri di essere vicini alla sperata salvezza, ignoravano che, fin dall’uscita dal porto, la Gustloff era stata intercettata e seguita dal sottomarino sovietico S-13 del Capitano Alexandr Marinesko. Alle 21,10 il primo di tre siluri colpiva sulla sinistra la prua della nave, dopo circa cinquanta minuti la nave si inabissava, con la quasi totalità del suo carico umano, nelle gelide acque del Mar Baltico, si salvarono solo 996 naufraghi. Finiva così tragicamente la nave che era stata l’ammiraglia e l’orgoglio della KdF (Kraft durch Freude), la compagnia di bandiera del Terzo Reich.




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