Conosci Maria Valtorta?

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  • massimomaria
    Opinionista
    • 30/04/06
    • 5

    #1

    Conosci Maria Valtorta?

    :Flower:
    Salve a tutti.
    Da pi
  • marco68
    Sentinella del mattino
    • 29/07/05
    • 2828

    #2
    E' un'opera monumentale il suo "vamgelo come mi
    [COLOR=Green]"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer

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    • Heltir
      Halber Mensch
      • 24/02/06
      • 2130

      #3
      E tu conosci il mondo di Geova?
      For Kunsten Maa Vi Evig Vike
      -
      For Art We Must Forever Yeld

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      • massimomaria
        Opinionista
        • 30/04/06
        • 5

        #4
        Certo che conosco i geovisti... ne abbiamo fatte di discussioni. Ma chi incontra il Dio della Bibbia non pu

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        • marco68
          Sentinella del mattino
          • 29/07/05
          • 2828

          #5
          [QUOTE=massimomaria] Certo che conosco i geovisti... ne abbiamo fatte di discussioni. Ma chi incontra il Dio della Bibbia non pu
          [COLOR=Green]"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer

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          • Heltir
            Halber Mensch
            • 24/02/06
            • 2130

            #6
            Qualcuno ci salvi.













            []
            For Kunsten Maa Vi Evig Vike
            -
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            • massimomaria
              Opinionista
              • 30/04/06
              • 5

              #7
              Grazie amico Marco... riguardo l'Opera Valtortiana

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              • marco68
                Sentinella del mattino
                • 29/07/05
                • 2828

                #8
                [QUOTE=massimomaria] Grazie amico Marco... riguardo l'Opera Valtortiana
                [COLOR=Green]"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer

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                • massimomaria
                  Opinionista
                  • 30/04/06
                  • 5

                  #9
                  [QUOTE=Heltir]Qualcuno ci salvi.

                  Difronte alla testardaggine solo Dio pu

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                  • Heltir
                    Halber Mensch
                    • 24/02/06
                    • 2130

                    #10
                    [QUOTE=massimomaria]Difronte alla testardaggine solo Dio pu
                    For Kunsten Maa Vi Evig Vike
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                    • Misterikx
                      whatever..
                      • 24/03/05
                      • 15327

                      #11
                      ..scusa ..non riesco quasi a pigiare i tasti dal ridere
                      ...quando ho letto Valtorta ho pensato ke era uscito
                      un nuono pandoro o colomba.. ...mea culpa
                      " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                      • Xilinx23
                        The Count
                        • 01/06/05
                        • 41139

                        #12
                        Tutte belle parole che mi ricordano il proselitismo...
                        Ma, in soldoni, ci spieghi chi era Maria Valtorta? Cosa ha fatto nella sua vita, oltre a scrivere il suddetto Vangelo?
                        E in cosa differisce questo suo Vangelo da quello, diciamo, canonico..?
                        Membro del Consiglio degli Admin


                        [RIGHT][I]L'ironia

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                        • massimomaria
                          Opinionista
                          • 30/04/06
                          • 5

                          #13
                          Da più di mezzo secolo sulla vicenda di Maria Valtorta si vanno interrogando studiosi laici, uomini di chiesa, teologi ed esegeti. Ma chi è Maria Valtorta? Una donna semplice e nascosta, una donna di fede, scelta da Dio per rivelare all'umanità cose straordinarie. Oggi ci si interroga tanto sulla fede, ed è cosa buona, ma non sempre possiamo trovare risposte esaurienti. Chi è Dio? Chi siamo noi? Cosa lega Dio e l'uomo? La storia di questa donna umile e straordinaria, immobilizzata a letto per la maggior parte della sua esistenza, e che con serenità ha saputo corrispondere nonostante la sofferenza al disegno di Dio, è una risposta ai nostri interrogativi.
                          L'Opera della Valtorta, ammirata e contrastata, è una risposta all'uomo d'oggi, confuso, distratto dal materialismo e dall'indifferenza, lontano dalla ricerca del bene, lontano da Dio e dall'Amore vero. La stessa Chiesa, mentre la contrasta la propone, trovandosi difronte ad una manifestazione inspiegabile del mistero di Dio... più quest'opera è perseguitata, tanto più si evolve e raggiunge i più sconosciuti posti della terra, come il Vangelo di Cristo. Oggi l'Opera Valtortiana ha raggiunto i cinque continenti, tradotta in tante lingue, letta da migliaia di uomini e donne, e produce conversioni, ricerca del bene, miracoli. Ma il miracolo più grande che compie quest’Opera, è di riportare l’uomo a Dio, ricondurre i lontani alla Santa Chiesa Cattolica e alla fede in Gesù Cristo, Uomo-Dio.
                          L'esperienza terrena di Maria Valtorta si può dividere in due tappe: la prima comprende i suoi primi 37 anni di vita, vissuti nel nascondimento della famiglia, in silenziosa, obbediente e proficua formazione; la seconda riguarda gli ultimi anni (1934-1861), i quali sono da considerarsi quelli in cui la Valtorta, segnata dalla sofferenza continua e da esperienze mistiche, risponde con fedeltà e generosità al disegno di Dio per lei.
                          Nei suoi Cantici Spirituali il santo dottore mistico Giovanni della Croce afferma che “la croce è la via della vita”, perché essa è la porta “per entrare dentro alle ricchezze della sapienza divina”; mi sembra di cogliere in Maria Valtorta questa particolare predilezione del Signore, che sin dalla nascita aveva segnato questa sorella con il carisma della croce.
                          Nacque a Caserta in Campania il 14 marzo 1897 da genitori lombardi. Il padre Giuseppe era un ufficiale dell'esercito dal carattere mite e conciliante; la madre Iside, insegnante di francese, donna dura e dispotica, poco incline all'amorevolezza. Poiché i medici avevano decretato che la piccola sarebbe nata morta per sopraggiunte difficoltà respiratorie, tutti, genitori compresi, erano preparati al peggio. La Provvidenza invece aveva altri disegni ed ecco che nonostante l'incuria dei sanitari e l'indifferenza del mondo che la circondava la piccola Maria riprese da sola “lena e respiro”, lanciando il suo primo gemito di vita nell'assoluta noncuranza.
                          La sua infanzia risentì di questa indifferenza alla quale la sua stessa mamma l'aveva segnata, lasciandola ancora in fasce alle cure di una mercenaria, una certa Teresa, che più della bambina si occupava di accontentare le proprie passioni.
                          Uniche carezze la piccola Maria le ricevette dal papà, uomo buono e dal temperamento dolce, e dalla nonna, mentre il comportamento freddo e autoritario della madre la fecero soffrire più delle pene fisiche.
                          Il primo periodo della sua vita svolse a Faenza e poi a Milano, dove piccolissima fu affidata per l'educazione e l'istruzione alle suore Orsoline, presso di loro avvenne il suo primo incontro con Gesù. La scoperta di questo immenso amore la conquistò talmente che desiderava sempre più conoscerlo, amarlo e servirlo. Sentiva forte il desiderio di somigliargli e cercava , anche se piccola, di farlo felice con continui atti d'amore.
                          Uscita dall'istituto delle Orsoline a causa di un malanno, fu affidata alle suore Martelline, dove continuò con grande successo gli studi. In questo periodo ella ricevette la cresima per le mani del beato Cardinale Ferrari e veramente lo Spirito Santo la prese completamente, arricchendola di doni straordinari.
                          Amava la natura e gli animali e contemplava continuamente le bellezze e le meraviglie che il Signore aveva donato all'umanità.
                          Da Milano si trasferì a Voghera dove frequentò le scuole comunali con ottimo profitto e qui il 5 ottobre 1908 ricevette la sua prima comunione. Dodicenne entrò nel collegio delle suore di santa Bartolomea Capitanio di Monza e vi rimase per quattro anni, additata ad esempio alle sue compagne. In quel periodo si iscrisse all'associazione delle “Figlie di Maria”.
                          Nel 1913 si trasferì con i suoi a Firenze, dove continuò a vivere come in collegio. Qui si dedicò al volontariato ospedaliero tra le “Infermiere Samaritane” e fu destinata agli Ospedali di guerra. Ma a Firenze si maturò anche la sua futura vocazione alla carità e alla riparazione.
                          Sfiorata in tenera età dalle ali nere della morte, già piccolissima Maria aveva maturato la percezione che il colloquio con Dio sarebbe stato indissolubilmente al centro della sua esistenza. Ma a Firenze due fatti sconvolsero la sua giovane esistenza: un sincero sogno d'amore inesorabilmente infranto dalla madre e la terribile bastonata sui reni ricevuta da un sovversivo, fatto che la predispose alla futura infermità.
                          Nella primavera del 1923 la Valtorta, ad esempio di Santa Teresa di Lisieux, della quale aveva letto la biografia e che divenne la sua maestra spirituale, si offrì totalmente a Dio sentendosi sempre più attratta verso la Divina Misericordia e volle essere vittima d'amore all'Amore Misericordioso.
                          Dal 1924 viveva ormai a Viareggio, la città del Santo Curatino Antonio M. Pucci, dei Servi di Maria, e qui si offrì vittima di amore alla Divina Giustizia, cosciente del bisogno di riparazione e redenzione in un mondo invaso dall'egoismo, dal peccato, dal materialismo e dall'ingiustizia sociale.
                          Sempre più attratta dalle cose di Dio, ella sentì profondo il desiderio di lavorare per la vigna del Signore e nel dicembre 1929 entrò nelle file dell'Azione Cattolica, fucina ed esempio di santità laicale. Per la formazione e matura responsabilità per circa tre anni lavorò tra le giovani di Azione Cattolica come delegata di Cultura e ad esse profuse tutta la sua dottrina spirituale con molte lezioni e conferenze, ma maggiormente attraverso uno stile di vita coerentemente segnato dalla scelta di Dio, dalla preghiera, dall'assidua direzione spirituale, dalla pratica delle virtù umane e cristiane e da un'azione concreta di carità.
                          Alla sete ardente di lavorare per le anime, si accompagnava un desiderio sempre più forte di farsi vittima innocente, come l'unico ed eterno Sposo della sua anima, Gesù crocifisso e Abbandonato, e questa sua offerta fu accolta dalla Divina Maestà, che attraverso l'obbedienza, il sacrificio, le tante prove e sofferenze, e una grande pazienza, preparava questa sua serva ad essere la sua più diletta ed amata confidente. Infatti, dopo un periodo alternato, le sue sofferenze andarono intensificandosi sempre più, al punto che dal 1934 la donna non si levò più dal letto, rimanendo inchiodata alla sua sofferenza per 27 anni. Le fu accanto una giovane orfana, Marta Diciotti, assistente e confidente fedele fino alla fine. Seguiranno la morte del padre e quella della madre che, fino ad allora, non smetterà di tormentarla. In questo cammino di sofferenza Dio le pose accanto come guida e cireneo il Padre Romualdo M. Migliorini dei Servi di Maria.
                          Egli comprese e penetrò talmente in quell'anima e la condusse a realizzare il disegno d'amore che il signore aveva preparato per questa creatura privilegiata.
                          Sotto la guida del Padre Migliorini iniziò l'opera poetica e mistica della Valtorta e proprio per obbedienza a questo suo direttore spirituale ella, in piena guerra, scrisse l'autobiografia e da questa sua prima esperienza prese il via la sua attività di scrittrice mistica, frutto della sua ascesi e dei suoi colloqui celesti.
                          In questo periodo intenso della sua esistenza la Valtorta, attraverso la direzione di Padre Migliorini, conobbe la spiritualità dei Servi di Maria e, da sempre devota della Madonna, si sentì chiamata a partecipare alla vita di quest'antico e glorioso Ordine fondato e voluto dalla Vergine Santa. Il 25 marzo 1944 entrò a far parte del Terz'Ordine dei Servi di Maria, attualmente chiamato Ordine Secolare, e da quel momento esso divenne la sua casa, la sua famiglia, la sua vita.
                          L'Opera Valtortiana andò realizzandosi in solo otto anni, tra sofferenze e pene, accolte con serenità nell'immobilità del suo letto, cattedra di grande spiritualità, e crebbe sotto lo sguardo attento del Padre Migliorini e di Padre Corrado M. Berti, altro Servo di Maria, che si impegnò affinché gli scritti fossero stampati. Questi scritti non ebbero vita facile, ma furono messi all'indice dal Sant'Uffizio nel 1959. Questa ulteriore prova fu accolta con serenità e pace da Maria Valtorta, cosciente di essere solo un mite strumento di Dio. L’Opera stessa ebbe numerosi e santi estimatori, tra cui il Santo Frate San Pio da Pietrelcina, che, pur in clima di divieto, ad una figlia spirituale disse: ti ordino di leggere l’Opera di Maria Valtorta. Oggi questa censura non ha più effetto, e l’Opera è andata espandendosi in tutto il mondo.
                          Maria Valtorta offrì negli ultimi tempi persino il dono della sua intelligenza a Dio, che la prese in parola, perché andò chiudendosi gradualmente in un isolamento psichico, preoccupandosi solo di restare intimamente unita al suo Gesù.
                          Ormai deperita fisicamente e psicologicamente, consumata e bruciata da quell'Amore ardente che l'aveva chiamata al suo servizio, Maria Valtorta si spense nella sua casa di Viareggio (oggi meta di continui pellegrinaggi) la mattina del 12 ottobre 1961. Negli ultimi istanti insieme alla fedele Marta Diciotto rest&#242; accanto a lei il Padre Innocenzo M. Rovetti, assistente del Terz'Ordine dei Servi di Maria, che accompagn&#242; il trapasso della Valtorta con preghiere. Lei, obbedientissima in vita , lo fu anche soprattutto in quel momento estremo, e alle parole pronunciate da Padre Innocenzo “Parti, o anima cristiana, da questo mondo” spir&#242; serenamente ricordando le meravigliose parole che Ges&#249; le aveva pronunciate in vita: “<< Come sarai felice quando ti accorgerai di essere nel mio mondo per sempre, senza neppure essertene accorta, passando da una visione alla realt&#224;, come un piccolo che sogna la mamma e che si sveglia con la mamma che lo stringe al cuore. Cos&#236; Io far&#242; con te>>. Il suo testamento spirituale: <<Ho finito di soffrire, ma continuer&#242; ad amare>>. &#200; l'esempio che questa sorella lascia a tutti noi: fare sempre la Volont&#224; di Dio, abbracciando con Amore la croce, vivendo in pienezza il Comandamento dell'Amore, perch&#233; solo l'Amore salva. Il suo sepolcro si trova in una cappella del chiostro nella Basilica della SS. Annunziata di Firenze dei Servi di Maria.


                          Massimo OSSM

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