La tomba di Gesu

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  • Picasso
    Opinionista
    • 11/07/06
    • 416

    #136
    Originariamente Scritto da Matthias
    L'inferno.E' un concetto pagano trapiantato nella Bibbia, che non ne parla.E che come giustamente dice nello, sarebbe contario all'idea di un Dio di amore.
    Ne sei certo?

    Sei sicuro che Gesù non parla mai dell'inferno?
    Rex tremendae maiestatis, qui salvandos salvas gratis, salva me, fons pietatis.

    Comment

    • Matthias

      #137
      Originariamente Scritto da Picasso
      Sei sicuro che Gesù non parla mai dell'inferno?
      Sei certo tu che Gesù parlasse di quello che tu chiami inferno, il luogo di tormento dei dannati?Guardate ciò che disse nella sua parabola del ricco e del mendico Lazzaro. Gesù disse: “Morì anche il ricco, e fu sepolto nell’inferno [latino, infernus]. E alzando gli occhi suoi, essendo ne’ tormenti, vide da lungi Abramo, e Lazzaro nel suo seno: E sclamò, e disse: . . . io son tormentato in questa fiamma”. (Luca 16:22-24, Martini) Questa parabola fu narrata dal cristiano discepolo Luca nella lingua greca, per cui egli non usò la parola ebraica Sceol. La traduzione cattolica romana della Bibbia di Gerusalemme mostra la parola greca usata da Luca, poiché dice: “Il ricco pure morì e fu sepolto. Nel suo tormento nell’Ades alzò gli occhi”. Ah, sì, la parola greca qui usata è Ades. E c’è fuoco nell’Ades per tormentare i morti, come The Jerusalem Bible vorrebbe far apparire?
      Prima di rispondere a questa domanda, chiediamo: Perché la parola greca Ades che qui è tradotta inferno (infernus) ha lo stesso significato della parola ebraica Sceol? Perché non ha l’idea dell’Ades che si insegna nella pagana mitologia greca? Perché, dopo il tempo del poeta greco Omero (o prima del 700 a.E.V.) il nome proprio Ades acquistò il significato non solo di “luogo degli spiriti dei dipartiti” ma anche di “tomba” e di “morte”. (Si veda il Greek-English Lexicon, di Liddell e Scott, prima edito nel 1843, Volume I, pagina 21, colonna 2, sotto Ades, sezione II).
      Quando certi Giudei alessandrini, che parlavano greco in Egitto, cominciarono perciò a tradurre le ispirate Scritture Ebraiche nel greco comune, verso il 280 a.E.V., e diedero inizio a quella che ora si chiama la versione greca dei Settanta, usarono la parola Ades per tradurre la parola ebraica Sceol. Traducendo quindi le parole del patriarca Giacobbe in Genesi 37:34; 42:38; 44:29, 31, misero in bocca a Giacobbe la parola Ades, per significare “la tomba”, e non la falsa idea dell’Ades di Omero. Allorché si mette in bocca a Gesù Cristo la parola Ades, non significa pertanto un luogo d’infuocato tormento eterno.
      Il luogo a cui Gesù Cristo associò il fuoco non fu l’Ades, ma la Geenna. Il nome in realtà significa “Valle di Innom”. Questo, nel suo significato letterale, significa la valle di Innom a sud e a sud-ovest di Gerusalemme. Nel giorno di Gesù essa era usata come luogo di scarico o deposito dei rifiuti della città, e fuoco misto a zolfo vi era usato per eliminare i rifiuti, perfino i corpi morti dei criminali che erano considerati troppo vili per essere seppelliti nell’Ades, la comune tomba del genere umano. In senso simbolico, il modo in cui l’usò Gesù, la Geenna fu un simbolo di totale distruzione eterna, la recisione dall’esistenza per sempre. L’annientamento...Il nome Geenna ricorre solo dodici volte nelle ispirate Scritture Greche Cristiane. Si riferisce che Gesù usasse la prima volta la parola in Matteo 5:22, 29, 30. Qui leggiamo (Nardoni):
      “Chiunque va in collera col suo fratello, sarà condannato in giudizio; e chi avrà detto al suo fratello ‘raca’, sarà condannato nel Sinedrio. E chi avrà detto ‘pazzo’, sarà condannato al fuoco della Geenna. Ora se il tuo occhio destro ti è occasione di caduta, cavalo e gettalo via da te: è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di caduta, tagliala e gettala via da te; perché è meglio per te che uno dei membri perisca, piuttosto che tutto il tuo corpo vada nella Geenna”. — Si veda Marco 9:43-47.
      Per illustrare che la Geenna raffigura la totale distruzione eterna, Gesù disse ai suoi dodici apostoli: “E non abbiate timore di quelli che uccidono il corpo ma non possono uccidere l’anima; abbiate timore piuttosto di colui che può distruggere sia l’anima che il corpo nella Geenna”. (Matt. 10:28) Se, ora, quella che si chiama “anima” viene distrutta, come potrebbe essere tormentata coscientemente in fuoco e zolfo per sempre? Nell’Epoca dell’Oscurantismo non ci vollero persecutori religiosi per sempre per bruciare il corpo di un cosiddetto “eretico” sul rogo. Il fuoco non preserva.
      Per altri casi in cui ricorre Geenna, si vedano Matteo 18:9; 23:15, 33; Luca 12:5 e Giacomo 3:6. In tutti questi casi la Vulgata Latina di Gerolamo usa la parola geenna, e non infernus. Quelli che Dio assegna alla distruzione eterna che è raffigurata dalla Geenna sono coloro i quali, come Satana il Diavolo e i suoi angeli demonici, sono incorreggibili, irrecuperabili alla giustizia. Per questo Gesù, nella sua parabola delle pecore e dei capri, dice a quelli simili a capri: “Andate lontano da Me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato al diavolo e ai suoi emissari”. — Matt. 25:41, Nardoni.
      Significa ciò che quelli che vanno all’“inferno”, vale a dire nell’“Ades” o “Sceol”, non vi siano spazzati via per sempre, non vi rimangano per ogni tempo avvenire? Dev’essere così se la Sacra Bibbia mostra che qualcuno uscì fuori dell’“inferno” (infernus, Ades, Sceol), per rimanerne fuori in eterno. Ricordiamo ciò che il salmista Davide scrisse: “Perché tu, o Signore, non abbandonerai l’anima mia negli Inferi [latino, infernus], né lascerai che il tuo pio veda la corruzione”. (Sal. 15:10, Versione di Ricciotti; 16:10, Authorized Version) Forse Davide parlava qui di se stesso? Il cristiano apostolo Pietro dice di no. Il giorno di Pentecoste dell’anno 33 E.V., Pietro citò questo salmo di Davide e lo applicò al giusto. Pietro disse:
      “Poiché tu non lascerai l’anima mia in inferno [latino, infernus] e non permetterai che il tuo santo vegga la corruzione! Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita; tu mi ricolmerai di gioia con la tua presenza. Uomini fratelli; si può ben dirvi liberamente, che il patriarca David morì e fu sepolto, tanto che la sua tomba è anche al di d’oggi presso di noi. Ma egli, essendo profeta e sapendo che Dio gli aveva promesso con giuramento che farebbe sedere uno della sua progenie sul suo trono; con tal previsione, annunziò la risurrezione di Cristo, dicendo ch’egli non sarebbe stato lasciato nella morte [latino, infernus], e che il suo corpo non avrebbe veduto la corruzione. Questo Gesù lo ha risuscitato Iddio, e noi tutti ne siamo testimoni”. — Atti 2:27-32, Ricciotti.
      Molti che sono stati frequentatori di chiesa ricorderanno d’aver recitato unitamente quello che viene chiamato il “Credo degli apostoli”, in cui dicevano: “Credo in Dio Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figliuolo, nostro Signore, il quale . . . fu crocifisso, morto e seppellito, discese all’inferno [latino, inferna], il terzo giorno risuscitò da morte, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente”. Così quelli che recitavano questo Credo hanno espresso la credenza che Gesù Cristo “discese all’inferno”. Volevano forse dire con quelle parole che egli discendesse sotto terra in fuoco e zolfo per esservi tormentato per sempre in luogo del genere umano? Non potevano voler dire questo, poiché nelle stesse parole seguenti dicevano: “il terzo giorno risuscitò da morte”. Così essi medesimi, come anche l’apostolo Pietro, confessano che, nel caso di Gesù Cristo, l’“inferno” (infernus) non è un luogo da cui gli uomini morti, una volta entrativi, non possano mai uscirne fuori. Gesù non vi subì nessun tormento.
      Gesù Cristo fu nell’“inferno” (Ades o Sceol) per parti di tre giorni (14-16 Nisan 33 E.V.). Come ci dice Ecclesiaste 9:5, 10, mentre stette lì non fu conscio di nulla. Non vi trovò lavoro, ragione, sapienza o conoscenza. Benché realmente morto, egli fu come addormentato, inattivo, inconsapevole di ogni cosa. Per questo il cristiano apostolo Paolo scrive riguardo alla risurrezione di Cristo dai morti: “Ma Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quei che son morti”. (1 Cor. 15:20, Nardoni) Davvero, dunque, la risurrezione recò beneficio a Gesù Cristo, che era morto nell’“inferno” (Ades o Sceol). E per questa ragione Dio Onnipotente si propone la risurrezione, per recare beneficio a tutto il resto dei morti che sono in tale “inferno”. Gesù Cristo fu semplicemente la “primizia” di quelli che erano addormentati nella morte. La piena messe dei morti umani sarà destata e ricondotta al tempo fissato da Dio. Questa è l’idea chiave delle ispirate parole dell’apostolo Paolo:
      “Poiché a causa di un uomo è venuta la morte, così anche in virtù di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. E come tutti muoiono in Adamo, così tutti rivivranno in Cristo”. — 1 Cor. 15:21, 22, Nardoni.
      Che l’“inferno” (Ades o Sceol) sia il luogo da cui tutti i morti dovranno essere liberati mediante la risurrezione ci è assicurato dalle parole del risuscitato Gesù Cristo. Verso l’anno 96 E.V., o trentadue anni dopo che Roma era stata incendiata dall’imperatore Nerone, il risuscitato Gesù Cristo apparve in una visione all’apostolo Giovanni. Questa visione è riportata nell’ultimo libro della Bibbia, chiamato Apocalisse o Rivelazione, e in esso dice all’apostolo Giovanni: “Io sono il primo e l’ultimo, e vivo, ma fui morto; ed ecco che sono vivente pei secoli de’ secoli, ed ho le chiavi della morte e dell’inferno [latino, infernus]”. — Apoc. 1:17, 18, Martini.
      Avendo le “chiavi della morte e dell’inferno”, si propone il risuscitato Gesù Cristo di tenere quelli che sono nella morte e nell’inferno lì chiusi per sempre? O deve prima farsi versare denaro dai parenti e dagli amici dei morti, perché usi le chiavi e faccia uscire quelli che sono nella morte e nell’inferno? Come sarebbe egoistico e commercialista se approfittasse in questo modo del fatto che ha le “chiavi della morte e dell’inferno”!
      Rigettando totalmente tale idea, Gesù disse ai suoi apostoli: “Il Figlio dell’uomo . . . non è venuto per essere servito, ma a servire e a dar la sua vita in redenzione dei molti”. (Matt. 20:28, Nardoni) Quando fu sulla terra come uomo, Gesù Cristo non fece mai pagare un solo denaro d’argento per destare dai morti alcuna delle persone morte che riportò in vita. Il risuscitato Gesù Cristo si propone di usare le “chiavi della morte e dell’inferno” non per tenere i morti chiusi per sempre, ma per liberarli amorevolmente e per affrancarli. Dio stesso, che risuscitò suo Figlio Gesù Cristo dall’“inferno”, gli affidò quelle “chiavi” proprio a tale scopo.
      Attendendo quel tempo per lui gioioso, Gesù Cristo disse ai Giudei: “Come il Padre ha in sé la vita, così pure ha dato al Figlio il potere di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non vi meravigliate di questo, perché vien l’ora in cui tutti quei che sono nei sepolcri udranno la sua voce, e ne usciranno: quelli che hanno operato il bene, risusciteranno alla vita; quelli invece che fecero il male, risusciteranno per la condanna”. (Giov. 5:26-29, Nardoni) È chiaro che tale risurrezione di tutti quei morti dall’“inferno” sarà per il loro beneficio. Solo dopo che i risuscitati dall’“inferno” saranno tornati volontariamente a fare il male la loro risurrezione finirà con un giudizio di condanna alla distruzione eterna. Lo scopo della risurrezione è dunque quello di recare beneficio, in vista del benessere eterno dei morti. Essa dà loro l’opportunità di godere per sempre la vita eterna nel nuovo ordine di Dio.
      In quella stessa Rivelazione o Apocalisse all’apostolo Giovanni, il risuscitato Gesù Cristo fece una raffigurazione del tempo in cui l’“inferno” non sarà più. Descrivendo la meravigliosa scena, Giovanni scrive:
      “E vidi un trono grande e candido, e uno che sopra di esso sedeva, dalla vista del quale fuggì la terra e il cielo, né più comparirono. E vidi i morti grandi e piccoli, stare davanti al trono, e si aprirono i libri: e un altro libro fu aperto, che è quello della vita: e furon giudicati i morti sopra di quello che era scritto ne’ libri, secondo le opere loro. E il mare rendette i morti che riteneva dentro di sé: e la morte e l’inferno [latino, infernus] rendettero i morti che avevano”. — Apoc. 20:11-13, Martini.
      Quando l’“inferno” (Ades o Sceol) avrà reso l’ultimo morto che contiene, mediante la risurrezione di tutti i morti per i quali Gesù Cristo diede la sua vita umana come redenzione, allora l’inferno non ci sarà più. In tutta la terra, gli abitanti non vedranno un solo cimitero o pietra tombale. La comune tomba del genere umano sarà stata distrutta per sempre. Perciò Apocalisse 20:14, 15, Martini, prosegue, dicendo: “E l’inferno [latino, infernus] e la morte furono gittati in uno stagno di fuoco. Questa è la seconda morte. E chi non si trovò scritto nel libro della vita, fu gittato nello stagno di fuoco”.L’“inferno”, la morte che tutto il genere umano ha ereditata da Adamo ed Eva sarà messa a morte, cesserà di esistere...
      Last edited by Ospite; 09-09-2006, 20:27.

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      • nello
        Opinionista
        • 29/05/06
        • 1162

        #138
        [QUOTE=GreenEyes]la chiesa
        [SIZE="3"]"Fare un altro round quando pensi di non farcela,

        Comment

        • Mr. D.
          الإمام محمد بن الحسن المهدى
          • 06/08/06
          • 4221

          #139
          Questo è molto molto opinabile. Socialismo, comunismo, anarchismo e liberalismo non hanno a che fare con l'attività di Gesù.
          Ero ironico...
          Guarda, Picasso, non ho detto che ti sbagli. Ho detto solo che non lo reputo così lapalissiano. In fondo, se esiste una cosa come la cristologia, un motivo ci sarà pure, no? Io non ho detto che "Figlio etc." sia un termine comune, ma ambiguo. Che tu dica sia palese il suo significato, non è vero ma una questione di interpretazione. In altro versetto, per esempio, viene detto che tutti gli uomini possono diventare figli di dio.
          I nestoriani affermavano che dio, in quanto onnipotente, non potesse morire sulla croce; ergo, morì solo la parte umana. Questo li portò all'accusa di eresia e alla divisione della chiesa assira da quella bizantina.
          E non è vero che si usasse un'unica formula per il battesimo. Quella da te citata è in Matteo, ma negli Atti si usa il nome di Gesù:
          "Acts 2:38 (New International Version)
          38Peter replied, "Repent and be baptized, every one of you, in the name of Jesus Christ for the forgiveness of your sins. And you will receive the gift of the Holy Spirit."

          "Acts 8:16 (New International Version)
          16because the Holy Spirit had not yet come upon any of them; they had simply been baptized into[a] the name of the Lord Jesus."

          "Acts 10:48 (New International Version)
          48So he ordered that they be baptized in the name of Jesus Christ. Then they asked Peter to stay with them for a few days."

          "Acts 19:5 (New International Version)
          5On hearing this, they were baptized into[a] the name of the Lord Jesus."

          Poi, ripeto, è anche questione di come uno li legge...

          (Speriamo che Matthias non decida di rispondere anche a me... Mi farà perdere una serata a digerire un altro post chilometrico come quello sopra!!!*)

          *Sò ironico anche qui, eh!
          Last edited by Mr. D.; 09-09-2006, 20:46.
          بناهاى آباد گردد خراب
          ز باران و از تابش آفتاب

          پى افكندم از نظم كاخي بلند
          كه از باد و باران نيابد گزند

          از آن پس نميرم كه من زنده*ام
          كه تخم سخن را پراكنده*ام

          هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
          پس از مرگ بر من كند آفرين

          Comment

          • Matthias

            #140
            Era necessario essere esauriente.

            Comment

            • Picasso
              Opinionista
              • 11/07/06
              • 416

              #141
              [QUOTE=Mr. D.]Ero ironico...
              Guarda, Picasso, non ho detto che ti sbagli. Ho detto solo che non lo reputo cos
              Rex tremendae maiestatis, qui salvandos salvas gratis, salva me, fons pietatis.

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              • Matthias

                #142
                Ma non puoi bsarti sull'inglese,per fare una simile affermazione.Devi andare a vedere il titolo greco che viene tradotto lord, e non penso sia [I]th

                Comment

                • Picasso
                  Opinionista
                  • 11/07/06
                  • 416

                  #143
                  Originariamente Scritto da Matthias
                  Ma non puoi bsarti sull'inglese,per fare una simile affermazione.Devi andare a vedere il titolo greco che viene tradotto lord, e non penso sia théos...purtroppo non posso esserne sicuro perché non ho l'originale greco della Settanta sotto mano...
                  Sono d'accordo. E' proprio così. Devi prendere l'originale. Ma soprattutto non devi fare l'errore che hanno commesso quelli che tu hai riportato nel messaggio sull'inferno. Cioè quello di cercare di estrapolare una dottrina da una singola frase o una singola parabola quando invece il resto della Bibbia, e soprattutto il resto dell'insegnamento di Gesù afferma chiaramente l'esistenza dell'inferno come condizione eterna. Cioè, sull'esistenza dell'inferno, la Bibbia è chiarissima. La Chiesa non ha inventato nulla.
                  Inoltre mi piacerebbe sapere l'opinione degli esegeti cristiani in merito a quella parabola. Mi piacerebbe altresì sapere la fonte dove tu hai preso quei commenti.

                  Poi, visto che stiamo parlando di Bibbia, e ci stiamo confrontando su ciò che è scritto in essa, ricordiamoci di ciò che è scritto nella seconda lettera di Pietro: Pt2 1,20

                  20 Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione
                  Last edited by Picasso; 10-09-2006, 12:41.
                  Rex tremendae maiestatis, qui salvandos salvas gratis, salva me, fons pietatis.

                  Comment

                  • Mr. D.
                    الإمام محمد بن الحسن المهدى
                    • 06/08/06
                    • 4221

                    #144
                    A Pica', semo de coccio, eh?
                    Non ti ho detto che sbagli. "Figlio di Dio" può benissimo significare quello che tu dici. Ma è così palese? Mi pare che tu abbia dovuto contestualizzarlo con la cultura ebraica, i titoli etc. per spiegarti. Senza tali argomenti a sua disposizione, una persona che legga per la prima volta i vangeli può arrivare a pensare la consustanzialità di Cristo con dio che è auspicata dai cristiani? Mentre nel quarto vangelo viene resa subito esplicita la corrispondenza verbo -> dio -> Gesù.
                    Tutto qui.

                    I capitoli e i versetti che hai riportato sono ancora una prova che Gesù era considerato Dio. Infatti è chiamato Lord! Signore. E questo era un titolo riservato a Dio nella cultura ebraica. In ogni caso, il battesimo veniva sempre amministrato, secondo il comando di Gesù (Mt 28,18-19) , nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
                    Può darsi, ma non c'entrano con quanto da me detto prima sul discorso esplicito-implicito. Parlavamo dei vangeli, non degli atti. Questa parte era riferita alle formule battesimali, sulla cui cui necessità nel cristianesimo non vado a sindacare.

                    I Nestoriani erano coloro che si rifiutavano di chiamare Maria Madre di Dio, pur riconoscendo che Gesù era vero Dio e vero uomo.
                    Sì, lo so chi furono i Nestoriani. E so che ti ho anche spiegato per quale motivo la chiesa romana li considerò degli eretici*, o non l'ho fatto?

                    *Ci terrei a richiamare la vostra attenzione sul significato della frase.
                    بناهاى آباد گردد خراب
                    ز باران و از تابش آفتاب

                    پى افكندم از نظم كاخي بلند
                    كه از باد و باران نيابد گزند

                    از آن پس نميرم كه من زنده*ام
                    كه تخم سخن را پراكنده*ام

                    هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
                    پس از مرگ بر من كند آفرين

                    Comment

                    • Matthias

                      #145
                      [QUOTE=Picasso]Cio

                      Comment

                      • Mr. D.
                        الإمام محمد بن الحسن المهدى
                        • 06/08/06
                        • 4221

                        #146
                        Se non sbaglio, il vecchio testamento parla di "Sheòl", ma non è l'inferno della cultura pop occidentale. E' più un qualcosa di simile all'aldilà ellenico e al Limbo dantesco.
                        بناهاى آباد گردد خراب
                        ز باران و از تابش آفتاب

                        پى افكندم از نظم كاخي بلند
                        كه از باد و باران نيابد گزند

                        از آن پس نميرم كه من زنده*ام
                        كه تخم سخن را پراكنده*ام

                        هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
                        پس از مرگ بر من كند آفرين

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                        • Matthias

                          #147
                          No, il senso del termine, come lo concepivano gli ebrei,

                          Comment

                          • Mr. D.
                            الإمام محمد بن الحسن المهدى
                            • 06/08/06
                            • 4221

                            #148
                            [QUOTE]Ma quando
                            بناهاى آباد گردد خراب
                            ز باران و از تابش آفتاب

                            پى افكندم از نظم كاخي بلند
                            كه از باد و باران نيابد گزند

                            از آن پس نميرم كه من زنده*ام
                            كه تخم سخن را پراكنده*ام

                            هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
                            پس از مرگ بر من كند آفرين

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                            • Matthias

                              #149
                              Infatti, non la tomba intesa come luogo specifico in cui è sepolto un cadavere, ma come tomba comune degli uomini intesi come genere umano...comunque si chiama filologia.Non è perfetta ma cerca di fare del suo meglio.
                              Last edited by Ospite; 10-09-2006, 20:55.

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                              • Mr. D.
                                الإمام محمد بن الحسن المهدى
                                • 06/08/06
                                • 4221

                                #150
                                E cosa mi vieta di intenderlo come Oltretomba?
                                بناهاى آباد گردد خراب
                                ز باران و از تابش آفتاب

                                پى افكندم از نظم كاخي بلند
                                كه از باد و باران نيابد گزند

                                از آن پس نميرم كه من زنده*ام
                                كه تخم سخن را پراكنده*ام

                                هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
                                پس از مرگ بر من كند آفرين

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