No...diciamo che era un irlandese viaggiatore...Cmq mi sembra fossero i contatto i due...però non ne sono al 100% sicura...
Indovina l'autore
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..un indescrivibile caos di soluzioni di continuità..
...da un'intervista a Pino C., romanziere italiano:
- Perchè il mio personaggio vomita sempre? Perchè credo che vomitare sia l'unico atteggiamento etico possibile nei confronti degli anni Ottanta . . .
Istantanee dal catalogo dell'Esposizione permanente:
Migliaia di ragazzi inerpicati su un muro sbrecciato.
Un piccolo uomo fermo al centro della strada blocca quattro carri armati.
Un calciatore con la maglietta azzurra le braccia aperte la faccia felice e un sorriso da bambino.
Un uomo soffoca sommerso da una valanga di corpi ammassati con colori e sciarpe della propria squadra.
La Bastiglia invasa da bandiere rosse in un giorno di vittoria.
Roma invasa da bandiere rosse in un giorno di lutto.
Una navicella spaziale esplose traccia una biforcazione di fumo bianco nel cielo.
Autobus urbani drappeggiati con lenzuola pieni di corpi straziati via della stazione di Bologna . . .
. . . e ancora presidenti e first-lady, attori e atleti, uomini comuni e non, bambini sazi e affamati, vecchi. . . Il Lance Haffner’s TKO Professional Boxino Game (“The Ring”, nov. 1991, $ 2.50, pp. 48-49) ha stabilito che Muhammad Ali è stato il più grande pugile di tutti i tempi, ai punti su Joe Louis il bombardiere nero – che sino all’ultima ripresa era in vantaggio, ma l’ultima ripresa di Cassius, quel destro-gancio-destro . . .
KNOCKDOWN!
Ali dances and shouts and smiles to the fans, Louis takes command in the championship rounds, pinning Ali against the ropes and punching strongly to the mid-section. Ali recovers in the 14th, and, at the strated of the 15th, waves Louis toward him. Ali then hammers Louis with a right-hook-right combo and scores the bout’s only knockdown. It is enough to secure him the decision.
Scoring: 144-142, 144-141, and 144-142.Last edited by beat; 08-06-2007, 18:49.[SIZE="1"]Non pi
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"Le montagne, anche se apparentemente infinite, si dovrebbero scalare con il minor sforzo possibile e senza alcuna fretta. [..] nel momento in cui smetti di pensare alla meta, ogni singolo passo non e' soltanto un mezzo, ma un evento fine a se stesso. [..] Concepire la propria vita soltanto in funzione di una meta futura e' sciocco. E' sui fianchi di quelle montagne, e non sulla vetta che si sviluppa la vita. Ma, naturalmente, senza la vetta non si possono avere i fianchi. E' la vetta che determina i fianchi. E cos
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Cosa gli importava di fare l'amore con lei? Ma questo pensiero gli suggerì l'immagine di lei a letto e di se stesso, in piedi, che si chinava a baciarla. Ebbe un attimo di dolcezza davanti a questa sequenza, ma non lo stimolo a riprendere l'attacco. Cercò invece un compenso: a Pesaro avrebbe camminato, avrebbe preso un bel caffè con la panna, avrebbe comprato i giornali, anche quelli che a Urbino sarebbero arrivati solo nel pomeriggio, e poi sarebbe andato a mangiare un gelato. Avrebbe mangiato una cassata e un tartufo con panna e poi avrebbe preso la corriera dove c'era sempre qualcuno interessante. Anche l'essere riconosciuto avrebbe destato simpatia.
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