ops...
Indovina l'autore
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ma no...alla fine sono buono, alla fine...
e allora via con un brano snob (da un autore ben poco snob a dire il vero) ^_^
...Ma la donna ricordava Tom e il suo ricordo era sempre legato a qualche cosa che l'aveva attratta in modo quasi scandaloso, così pensava tra sè, ma purtroppo impossibile da capire tanto che spesso se lo chiedeva senza ottenere nessuna risposta. Le venne in aiuto alcuni anni dopo una intervistatrice, giornalista di un mensile femminile che, tra le altre, le pose la seguente domanda: "Senatrice, come definirebbe la libertà? Rosa Luxembourg...".
"Lo so...lo so..." interruppe la donna, sorrise "politicamente" e alzò leggermente la mano. Il sorriso scomparve, la sua voce tornò un pò maschile.
"La libertà è il sociali..." e qui si interruppe un istante. "La libertà è un pittore americano a Villa Borghese" avrebbe voluto dire. Finì la frase: "...il socialismo, il nostro socialismo".
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l'ho letto e l'ho trovato fantastico!
Si diresse quasi di corsa verso il bar latteria di piazza Novelli dove Giorgio e i suoi amici dissipavano la paghetta settimanale in merendine, Coca Cola e juke-box. Il telefono c'era e funzionava. G***** compose il numero del tecnico che conosceva a memoria. <Sono G***** D* B*****>, fece appena in tempo a dire all'addetto che aveva risposto all'altro capo del filo. Poi scoppiò in lacrime. Seminascosta fra cassette di birra, Coca Cola e uno scaffale pieno di pasta e biscotti, nell'odore dolciastro di segatura bagnata, stringendo la cornetta lercia di un telefono pubblico, G***** pianse senza ritegno. Pianse sulla sua vita sbagliata, sul suo matrimonio fallito, pianse perchè anche suo figlio l'aveva lasciata sola, perchè quel giorno doveva assistere all'esumazione delle reliquie del nonno Ubaldo. Pianse perchè aveva la casa gelida, perchè il telefono non funzionava, pianse perchè a 40 anni s'era innamorata come una ragazzina, ma soprattutto pianse perchè lei stessa era andata in tilt. Qualcosa nella mirabile costellazione del suo organismo si era inceppato. Le cellule di un nodulo al seno prelevato un mese prima non erano del tipo regolamentare. Erano di quelle che continuano a ripetersi senza fermarsi mai. Come un interruttore che si accende e non si spegne più. Quel giorno accidioso di dicembre G***** piangeva per molte cose, ma soprattutto perchè aveva un cancro.
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