uomo francese ma scritto nel terzo millennio
Indovina l'autore
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Ooh, scusa apostolo..Originariamente Scritto da apostolozeno Visualizza Messaggionel tremilamenonovecentonovantanove
stiamo degenarando
io sono sempre stata convinta noi fossimo nel secondo millenio!
( :goccia: )
Comunque.. ehm..[SIZE="1"]Non pi
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zi zi! leggere è una delle mie tante passioni! in media, leggo un libro al mese...poi dipende dai periodi.
questo brano è un po' lungo e forse anche un po' strano...ma il libro è eccezionale!
La incontrai per caso, un giorno.
Non ero andato al lavoro quel giorno. Decisi quindi di partire, di allontanarmi, per ventiquattro ore, dalla mia vita. Sono andato nella sua città e appena l'ho vista ho capito che i miei occhi si erano già posati sul suo volto molto prima di quel giorno.
Ho deciso di rifarlo e la mia vita non è più stata la stessa.
Lei era venuta nella mia città e passò in libreria. Il caso.
Entrò e si guardò intorno. Si diresse verso lo scaffale delle novità e guardò i libri a uno a uno. Le sue mani non si mossero e neanche tentarono di farlo. Si allontanò di scatto, con la stessa velocità e decisione con cui era entrata.
La ritrovai ai libri di letteratura contemporanea.
Generalmente riesco a capire subito il tipo di libro che una persona comprerà.
Se supero la notte in pace, sono abbastanza forte per riuscire a parlare anche tutto il giorno con i miei compagni di lavoro.
Faccio dei sogni strani. Quasi tutte le notti.
Mi sveglio di soprassalto e ho paura, è difficile da ammettere ma è così. Mi sveglio e ho paura di quello che penso di aver toccato e non ho più il letto di mia madre in cui abbandonarmi.
Se dormo bene, il giorno dopo vado in libreria e appena entra un cliente parte la scommessa. Vinco quasi sempre io. Non so assolutamente come riesco a capirlo, non ho delle premonizioni, non sento voci, nessuna cazzata di questo tipo, ma ho delle intuizioni. Dico la prima cosa che mi viene in mente e ho sempre ragione.
Quella volta lanciai la sfida ai miei compagni ma non riuscii a indovinare il tipo di lettura cui le sue mani e i suoi occhi si sarebbero abbandonati.
Fu Giovanni a intuirlo. Giovanni è il nuovo arrivato, è il più giovane e non ama i libri come gli altri. Ha semplicemente bisogno di soldi, ma presto anche lui si farà risucchiare da questa droga.
Lei rimase nella libreria per un'ora e mezza, sfiorando, accarezzando, sorridendo a piccoli passaggi. Si fermò in pochi settori: letteratura contemporanea, psicologia e fotografia.
Dopo un'ora e mezza se ne andò. Senza acquistare niente, senza alzare gli occhi.
Per novanta minuti non sono riuscito a fare nient'altro che guardarla. Volevo che mi parlasse, volevo guardarla negli occhi per vedere se anche lei era una persona curiosa, volevo sentire la sua voce, diventare suo amico. Impossibile.
Quindici minuti prima di chiudere il negozio è successo qualcosa di incredibile, ho alzato gli occhi senza motivo e l'ho guardata afferrare la maniglia della porta e spingerla in avanti per entrare. Come nei film, una dea con un alone dorato, il passo rallentato e in sottofondo la voce di qualche poeta.
Decisa si avvicinò verso un settore, prese in mano un libro, lo guardò, sfiorò la copertina, lo aprì e annusò le pagine.
"è perfetto..." la sentii mormorare.
"Lei è perfetta per te..." sentii mormorare.
Giovanni aveva ragione.
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