sì...nata a Londra...ha cominciato come modella
Indovina l'autore
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In questi giorni ho riletto questo libro e devo dire che non scrive male, ma scrive come molte. Questo può bastare ad annoiarsi, anche se non è sufficiente per arrendersi o per non spronarla ad esplorare territori differenti, ad osare raccontare, affabulare e non semplicemente descrivere, stupire o provocare emozioni.
Insomma: ennesima lettura consigliata per viaggi più o meno lunghi in treno, per pomeriggi vacanzieri e interminabili, o per un regalo all'amica borderline.
Beh, avevo appena 14 anni quando l'ho letto. Allora mi piaceva. Adesso...beh...ho cambiato idea!
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Originariamente Scritto da Matthias Visualizza MessaggioLa prossima volta posto un estratto dall' autobiografia di Guderian...
Ci ha fregati...
quindi che faccio?continuo io o voi?
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ti diamo una possibilitOriginariamente Scritto da Ape Regina Visualizza Messaggio
quindi che faccio?continuo io o voi?
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questo è facile
Ecco il sogno: eravamo in tre, Augusta, Ada ed io che ci eravamo affacciati ad una finestra e precisamente alla più piccola che ci fosse stata nelle nostre tre abitazioni, cioè la mia, quella di mia suocera e quella di Ada. Eravamo cioè alla finestra della cucina della casa di mia suocera che veramente si apre sopra un piccolo cortile mentre nel sogno dava proprio sul Corso. Al piccolo davanzale c'era tanto poco spazio che Ada, che stava in mezzo a noi tenendosi alle nostre braccia, aderiva proprio a me. Io la guardai e vidi che il suo occhio era ridivenuto freddo e preciso e le linee della sua faccia purissime fino alla nuca ch'io vedevo coperta dei suoi riccioli lievi, quei riccioli ch'io avevo visti tanto spesso quando Ada mi volgeva le spalle. Ad onta di tanta freddezza (tale mi pareva la sua salute) essa rimaneva aderente a me come avevo creduto lo fosse quella sera del mio fidanzamento intorno al tavolino parlante: Io, giocondamente, dissi ad Augusta (certo facendo uno sforzo per occuparmi anche di lei): "Vedi com'è risanata? Ma dov'è Basedow?" "Non vedi?" domandò Augusta ch'era la sola fra noi che arrivasse a guardare sulla via. Con uno sforzo ci sporgemmo anche noi e scorgemmo una grande folla che s'avanzava minacciosa urlando. "Ma dov'è Basedow?" domandai ancora una volta. Poi lo vidi. Era lui che s'avanzava inseguito da quella folla: un vecchio pezzente coperto di un grande mantello stracciato, ma di broccato rigido, la grande testa coperta di una chioma bianca disordinata, svolazzante all'aria, gli occhi sporgenti dall'orbita che guardavano ansiosi con uno sguardo ch'io avevo notato in bestie inseguite, di paura e di minaccia. E la folla urlava: "Ammazzate l'untore!"
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