Secondo me Bukowski è sì il precursore del pulp ma allo stesso tempo una delle stelle più luminose del firmamento della beat generation.
Leggedno john Fante, che è invece considerato il precursore della beat, ho trovato tanti spunti che si sono poi affermati con Bukowski. Non a caso il vecchio Buko era un grande ammiratore di Fante.
Io ti consiglio le poesie, finora ho letto quelle della raccolta 1955 -1973
alcune mi hanno lasciato senza fiato.
Per dire un paio di titoli: Una poesia è una città, sollevando pesi alle 2 di notte, il topo.
I suoi racconti, soprattutto, mi hanno impressionato: lucidi, spesso esilaranti, a tratti "visionari" verso il futuro, o su una descrizione molto lucida di se stesso e del mondo che lo circondava.
There is no pain you are receding
A distant ship, smoke on the horizon.
You are only coming through in waves.
Your lips move but I can't hear
what you're saying.
When I was a child I had a fever
My hands felt just like two balloons.
Now I've got that feeling once again
I can't explain you would not understand
This is not how I am. I have become comfortably numb.
ottimi i racconti, la maggior parte delle poesie invece mi ha deluso... 2 o 3 sono molto belle... ma le altre, penso che se le avesse scritte qualcun'altro non sarebbero mai state pubblicate.
Non ricordo quale raccolta di racconti mi sia piaciuta di pi
[QUOTE=Jericho]ottimi i racconti, la maggior parte delle poesie invece mi ha deluso... 2 o 3 sono molto belle... ma le altre, penso che se le avesse scritte qualcun'altro non sarebbero mai state pubblicate.
Non ricordo quale raccolta di racconti mi sia piaciuta di pi
Oggi pomeriggio ho letto "musica per organi caldi", mi ha fatto cadere dal letto per le risate. Fra le tante cose ho trovato una bellissima frase: "Forse l genio
Secondo me Bukowski è sì il precursore del pulp ma allo stesso tempo una delle stelle più luminose del firmamento della beat generation.
Assolutamente d'accordo.. anche se lui non si è mai identificato come un "beat". Questo pomeriggio ero lì che sfogliavo i suoi libri.. almeno, quelli che ho a casa.. li sistemavo.
Postal office, Si prega di allegare 10 dollari per ogni poesia inviata, Storie di ordinaria follia, Evita lo specchio e non guardare quando tiri la catena, I Cavalli non scommettono sugli uomini (e neanche io), Factotum, Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle, Pulp, Compagno di sbronze.
(Poi due di Paolo Roversi: "Bukowski. Scrivo racconti poi ci metto il sesso per vendere" e "Il mio nome è Bukowsky")
Oggi mi sento molto bukowskiana.. in realtà mi sento molto bukowskiana molti giorni all'anno. Ho qui una serie di sue citazioni.. che mi hanno colpita in modi diversi.
-La mia anima gonfia di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo
-Quando la morte verrà a pigliarci, [...], ci sputerà via come un osso spolpato e pulito da un pezzo, indurito e secco e...
che cosa? E niente.
-Tutti abbiamo udito la donnetta che dice: "Oh, è terribile quello che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga è una cosa tremenda". Poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo: è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz'anima, senza culo, né bocca, né calore umano, né spirito, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avran fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa.
-Ospedali, galere e puttane: sono queste le università della vita. Io ho preso parecchie lauree. Chiamatemi dottore.
-Qual è la differenza fra un tizio che sta in galera e il tizio qualunque che incontri per strada? Il tizio che sta in galera è un perdente che ci ha provato.
-Perché bevo? Perché non riesco ad affrontare la vita quando sono sobrio.
-Come m'immagino Dio? Capelli bianchi, barba lunga e niente uccello.
-Come mai la cravatta? La lampo dei calzoni è difettosa. Le mutande, troppo strette. L'estremità della cravatta mi copre il pelo sopra l'uccello.
-La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.
-Vuoi sentirti sicuro? La sicurezza si può avere in galera. Tre metri quadrati tutti per te senza affitto da pagare, senza conti della luce e del telefono, senza tasse, senza alimenti. Senza multe. Senza fermi per guida in stato di ubriachezza. Cure mediche gratuite. La compagnia di persone con gli stessi interessi. Chiesa. Inculate. Funerali gratuiti. (da Post Office)
-Il matrimonio, Dio, i figli, i parenti e il lavoro. Non ti rendi conto che qualsiasi idiota può vivere così e che la maggior parte lo fa?
-Passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano.
-Seppellitemi vicino all'ippodromo così che possa sentire l'ebbrezza delle volata finale
-Le feci tener su le scarpe coi tacchi alti. Sono un freak. Il corpo al naturale non lo reggo, ho bisogno di farmi ingannare. Gli psichiatri hanno un termine specifico per questo, ed io ho un termine specifico per gli psichiatri.
-Pensate a tutti i milioni di persone che vivono insieme anche se non gli piace, odiano il lavoro ma hanno paura di perderlo, non c'è da meravigliarsi se hanno la faccia che hanno.
-Secoli di poesia e siamo sempre al punto di partenza.
-Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.
-Ti aspetti di trovare poesia in una rivista di poesia? Le cose non sono così semplici.
-Umanità, mi stai sul cazzo da sempre. Ecco il mio motto.
-Ero dotato, sono dotato. A volte mi guardo le mani e mi rendo conto che sarei potuto diventare un grande pianista o qualcosa del genere. Ma che cos' hanno fatto, le mie mani? Mi hanno grattato le palle, hanno scritto assegni, hanno allacciato le scarpe, hanno tirato la catena del water ecc. Ho sprecato le mani. E la testa.
-La morte non conta un cazzo quando ti serve un posto per dormire.
-Se mai dovessi parlare di amore e di stelle... uccidetemi.
-Come diavolo fai a dire che ami una persona sola, quando al mondo ce ne sono milioni che potresti amare molto di più, e la sola stronzata che ti fa parlare è il fatto che non le conoscerai mai nella tua vita... L'amore è una forma di pregiudizio, si ama ciò di cui si ha bisogno.
-Se non vi è rimasta molta anima e lo sapete, vi resta ancora dell'anima
-Quel bar non lo aveva mai visto così pieno. Sulla via per l'inferno c'è sempre un sacco di gente. Ma è comunque una via che si percorre in solitudine (da Postal Office)
A me Bukovski fa semplicemente schifo. Non trovo nulla di geniale in lui, ne nel suo modo di scrivere.
Questa sua fantomatica lucidità io in tutta onesta faccio fatica più che a coglierla a immaginarla, non scorgo ne acume ne niente di vagamaente simile in quello che ho letto ne nelle sue "riflessioni"/"provocazioni".
Questo dal mio punto di vista non fa di lui un grande scrittore, benchè meno un genio: solo un individuo originale senza peli sulla lingua.
Lo stile lo trovo fastidioso, i suoi libri li considero tutto tranne che stimolanti, leggibili e soprattutto interessanti. Arrivato alla fine del libro mi sento tutto tranne che arricchito o "illuminato".
Probabilmente qualcuno si ribellerà veementemente a questa piccola analisi personale ma in tutta franchezza non ci posso fare niente, mi fa venire l'orticaria punto e basta
Ammetto di non aver una conoscenza globale dell'argomento, ma quello che ho letto ("musica per organi caldi"), nel mio piccolo mi ha davvero scoraggiato a proseguire. Se poi a voi piace così tanto pace all'anima vostra. De gustibus...Forse non è il mio genere.
di Charles colpisce il fatto del dipingere nella maniera più cruda la nuda verita senza cercare di piacere o di migliorarsi rimanendo ciò che è, la sua tesi era quella di non assomigliare agli altri e alla folla. strordinario nel vivere, la povertà come la ricchezza, il nulla che diventa il tutto, il nessuno che raggiunge l'IO, sbattendosene di tutti, di se stesso in primis.
Esatto, è un pò questo che me lo fa apprezzare tantissimo.. al di là della sua vita dissoluta, al di là del poco amore per se stesso e per il genere umano, al di là delle sue mancanze, delle sue nevrosi, dei metodi opinabilissimi con cui compensava, al di là di tutto ciò.. come lui NESSUNO ha saputo descrivere quella sensazione.. la sensazione di amaro in bocca che ti lascia una scopata fatta tanto per fare o una vita votata all'eccesso, con la quinta sempre ingranata.. la sensazione che provi quando ti perdi, non ti capisci e ti stordisci.. e poi ti ritrovi lì davanti allo specchio e non ti piace quello che vedi.
Nella vita può capitare di sentirsi così.. lui lo ha raccontato.
che uomo...piace perchè nelle sue opere mette tanta vita e riesce a comunicare quello che sente usando un linguaggio molto comprensibile, cosa volete di più da uno scrittore?
Io sostanzialmente concordo con Anemos.
Quel pochissimo che ho letto di lui, tra cui alcune delle citazione che beat ha postato, mi ha impedito di conoscerlo meglio.
Sinceramente, franchezza a parte, non ci trovo nulla di speciale, nulla che mi incuriosisca a tal punto da spingermi ad approfondirne la conoscenza; anzi, a tratti lo trovo anche banale...
Passi che possiedo un concetto totalmente divergente del significato di "scrittura"...
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