Il libro che state leggendo

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  • BiO-dEiStA
    Eufonista
    • 22/02/10
    • 5403

    #4576
    Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
    Bio, credo che tu non legga davvero quello che scrivo.
    Abbi pazienza, io quello che hai scritto l'ho capito benissimo, non so tu.

    L'AUTORE DEL LIBRO (Douglas R. Hofstadter) ricorre ad una serie di riferimenti a Bach, Escher e Gödel "per poi spiegarci come funziona il nostro pensiero, metterci in guardia dai tranelli della logica, confrontarci con le incongruenze della matematica, spiegarci la differenza fra "veritá" e "prova"... questo ho scritto.
    Certo, e su questo nulla da eccepire, ma si dà il caso che tu abbia tagliato ciò che segue, ed era proprio quello che ti avevo quotato e che ripropongo:
    Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
    dove sostiene (secondo la matematica di Gödel) che di una cosa si puó dire che é vera senza poterla dimostrare.
    Dubito fortemente che Hofstadter sostenga che sia necessaria la "matematica di Gödel" per giustificare la presenza degli assiomi che, oltre a essere indimostrabili per definizione, sono noti fin dall'antichità e senza i quali nessun tipo di matematica sarebbe possibile. Non ho letto il libro e non conosco l'autore, ma sono pronto a scommettere quello che vuoi sul fatto che non abbia mai espresso un concetto del genere.
    Originariamente Scritto da Careful with that
    i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
    Originariamente Scritto da Ned Flanders
    Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

    Comment

    • King Kong
      رباني
      • 05/07/17
      • 2354

      #4577
      Questo era il riferimento.

      Once Godel had invented this coding scheme, he had to work out in detail a way of transporting the Epimenides paradox into a numbertheoretical formalism. His final transplant of Epimenides did not say, "This statement of number theory is false", but rather, "This statement of number theory does not have any proof". A great deal of confusion can be caused by this, because people generally understand the notion of "proof" rather vaguely. In fact, Godel's work was just part of a long attempt by mathematicians to explicate for themselves what proofs are. The important thing to keep in mind is that proofs are demonstrations within fixed systems of propositions. In the case of Godel's work, the fixed system of numbertheoretical reasoning to which the word "proof" refers is that of Principia Mathematica (P.M.), a giant opus by Bertrand Russell and Alfred North Whitehead, published between 1910 and 1913. Therefore, the Godel sentence G should more properly be written in English as:
      This statement of number theory does not have any proof in the system of Principia Mathematica.
      Incidentally, this Godel sentence G is not Godel's Theorem-no more than the Epimenides sentence is the observation that "The Epimenides sentence is a paradox." We can now state what the effect of discovering G is. Whereas the Epimenides statement creates a paradox since it is neither true nor false, the Godel sentence G is unprovable (inside P.M.) but true. The grand conclusion% That the system of Principia Mathematica is "incomplete"-there are true statements of number theory which its methods of proof are too weak to demonstrate.
      Aut hic aut nullubi

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      • BiO-dEiStA
        Eufonista
        • 22/02/10
        • 5403

        #4578
        Bene. Tutto ciò è la logica conseguenza delle formalizzazioni di Gödel, per cui l'affermazione G è vera in quanto essa stessa prevede l'indecidibilità di altre proposizioni. Ma c'entra poco con quello che hai scritto tu: Gödel non ha introdotto nessuna nuova matematica, e ciò che è vero senza poterlo dimostrare è una definizione che si applica tranquillamente agli assiomi, che erano ben noti da millenni prima di lui. Lo stesso Russell, da cui prende le mosse, aveva già dimostrato che le regole di un insieme non possono derivare dall'insieme stesso.
        Originariamente Scritto da Careful with that
        i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
        Originariamente Scritto da Ned Flanders
        Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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        • Escolzia
          Opinionista

          • 10/08/16
          • 7522

          #4579
          Ho appena iniziato "Le rose che non colsi" di Gianna Schelotto

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #4580
            "Se i pesci guardassero le stelle" di Ammirati
            amate i vostri nemici

            Comment

            • restodelcarlino
              giullare

              • 13/05/19
              • 12525

              #4581
              Sto leggendo un libro di racconti di Kipling: "La città della tremenda notte".
              ...vassapé...

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              • restodelcarlino
                giullare

                • 13/05/19
                • 12525

                #4582
                Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
                2) Gödel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante. Douglas Hofstadter
                ti servirà un sottofondo musicale durante la lettura
                ...vassapé...

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                • King Kong
                  رباني
                  • 05/07/17
                  • 2354

                  #4583
                  Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                  ti servirà un sottofondo musicale durante la lettura
                  https://www.youtube.com/watch?v=Y0_DeHSTLHU
                  Bella l'animazione, incredibile la struttura.
                  Aut hic aut nullubi

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                  • restodelcarlino
                    giullare

                    • 13/05/19
                    • 12525

                    #4584
                    ...vassapé...

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                    • LadyHawke
                      Osservatrice

                      • 29/04/19
                      • 9328

                      #4585
                      Oltre al libro del mese nel gruppo di lettura, sto leggendo:
                      Il fotografo di Auschwitz

                      Nel 1939, dopo l'invasione tedesca della Polonia, le SS propongono al giovane austro-polacco Wilhelm Brasse di giurare fedeltà a Hitler e di arruolarsi nella Wehrmacht. Il giovane rifiuta: si sente polacco e non vuole tradire la sua patria. Un anno dopo Wilhelm viene internato ad Auschwitz, con il numero di matricola 3444. I suoi compagni vengono inviati presto alla morte; lui invece si salva perché è un abile fotografo. Nei cinque anni successivi vive nel campo e documenta, suo malgrado, l'orrore. Oltre cinquantamila scatti - prigionieri, esecuzioni, e terrificanti esperimenti su cavie umane del dottor Josef Mengele - che Brasse farà in parte pervenire alla resistenza con molto ingegno e a rischio della vita. Sono le immagini di Auschwitz che noi tutti conosciamo. Ricostruita sulla base di resoconti e documenti, un'eccezionale testimonianza per non dimenticare.

                      La vita di Wilhelm Brasse, Il fotografo di Auschwitz, è narrata da Luca Crippa e Maurizio Onnis (Piemme, 336 pagine, 14,90 euro) nella formula del romanzo-verità ed è solo grazie al rischio che corse nascondendo i negativi nelle baracche,se oggi riusciamo a comprendere molto meglio l'orrore dell’olocausto, l’unica testimonianza visiva delle persone che furono assassinate al campo di Auschwitz.
                      La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                      Confucio

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                      • Breakthru
                        Opinionista

                        • 30/04/19
                        • 5131

                        #4586
                        Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
                        Oltre al libro del mese nel gruppo di lettura, sto leggendo:
                        Il fotografo di Auschwitz

                        Nel 1939, dopo l'invasione tedesca della Polonia, le SS propongono al giovane austro-polacco Wilhelm Brasse di giurare fedeltà a Hitler e di arruolarsi nella Wehrmacht. Il giovane rifiuta: si sente polacco e non vuole tradire la sua patria. Un anno dopo Wilhelm viene internato ad Auschwitz, con il numero di matricola 3444. I suoi compagni vengono inviati presto alla morte; lui invece si salva perché è un abile fotografo. Nei cinque anni successivi vive nel campo e documenta, suo malgrado, l'orrore. Oltre cinquantamila scatti - prigionieri, esecuzioni, e terrificanti esperimenti su cavie umane del dottor Josef Mengele - che Brasse farà in parte pervenire alla resistenza con molto ingegno e a rischio della vita. Sono le immagini di Auschwitz che noi tutti conosciamo. Ricostruita sulla base di resoconti e documenti, un'eccezionale testimonianza per non dimenticare.

                        La vita di Wilhelm Brasse, Il fotografo di Auschwitz, è narrata da Luca Crippa e Maurizio Onnis (Piemme, 336 pagine, 14,90 euro) nella formula del romanzo-verità ed è solo grazie al rischio che corse nascondendo i negativi nelle baracche,se oggi riusciamo a comprendere molto meglio l'orrore dell’olocausto, l’unica testimonianza visiva delle persone che furono assassinate al campo di Auschwitz.
                        Ho visto poco tempo fa il film " il fotografo di Mauthausen" che narra di un fotografo spagnolo, Francisco Boix, partigiano spagnolo. Anche lui riuscì a salvarsi grazie alla sua professione a fare uscire dal campo i negativi delle foto. Fu anche testimone al processo di Norimberga.

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                        • Kanyu
                          *

                          • 10/05/19
                          • 23112

                          #4587
                          L'ultimo dei Guardiani, il secondo di una trilogia fantasy di David Gemmel. Trilogia veramente bella se si pensa scritta in un solo anno.
                          Ma Gemmel insieme a Vance e George R.R. Martin sono i geni dell'high fantasy.
                          T'immergi in una dimensione spazio\temporale che rasenta l'onirico nella sua totale trasposizione.
                          "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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                          • LadyHawke
                            Osservatrice

                            • 29/04/19
                            • 9328

                            #4588
                            Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
                            Ho visto poco tempo fa il film " il fotografo di Mauthausen" che narra di un fotografo spagnolo, Francisco Boix, partigiano spagnolo. Anche lui riuscì a salvarsi grazie alla sua professione a fare uscire dal campo i negativi delle foto. Fu anche testimone al processo di Norimberga.
                            Non credo di averlo visto, ogni tanto guardo su Sky documentari storici che mostrano filmati d'epoca della guerra e girati all'interno dei campi, evidentemente i nazisti avevano la fissa di filmare e fotografare gli orrori che commettevano, se non ci fossero stati questi fotografi coraggiosi il mondo non avrebbe avuto la percezione reale di quanto è accaduto, per lo meno restano a testimonianza e a memoria per le generazioni future anche a distanza di tanti anni dopo la morte degli ultimi testimoni.
                            Mi domando se i nazisti avessero avuto a disposizione la tecnologia moderna sarebbe potuto accadere lo stesso? Avrebbero resistito a fare macabri selfie da postare nel web?
                            La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                            Confucio

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                            • Breakthru
                              Opinionista

                              • 30/04/19
                              • 5131

                              #4589
                              Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
                              Non credo di averlo visto, ogni tanto guardo su Sky documentari storici che mostrano filmati d'epoca della guerra e girati all'interno dei campi, evidentemente i nazisti avevano la fissa di filmare e fotografare gli orrori che commettevano, se non ci fossero stati questi fotografi coraggiosi il mondo non avrebbe avuto la percezione reale di quanto è accaduto, per lo meno restano a testimonianza e a memoria per le generazioni future anche a distanza di tanti anni dopo la morte degli ultimi testimoni.
                              Mi domando se i nazisti avessero avuto a disposizione la tecnologia moderna sarebbe potuto accadere lo stesso? Avrebbero resistito a fare macabri selfie da postare nel web?
                              E' su Netflix

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                              • LadyHawke
                                Osservatrice

                                • 29/04/19
                                • 9328

                                #4590
                                Grazie.
                                La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                                Confucio

                                Comment

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