Originariamente Scritto da King Kong
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Orlando, con il suo fitto susseguirsi di avventure lungo quattro secoli di storia inglese sul filo sottile che sospende ed unisce la dimensione reale e quella fantasiosa, mantiene ancora oggi inalterato il suo fascino ipnotizzante, anche , come dicevo, per lo stile linguistico lussureggiante, e il velato e poetico femminismo.Originariamente Scritto da follemente Visualizza MessaggioOrlando, di Virginia Woolf, favoloso: lo stile e la prosa fantastici, ricchissimi!
Sull'onda dell'Orlando ho iniziato La signora Dalloway, della stessa autrice, ma non m'intriga molto.
Contemporaneamente un giallo di Cristina Cassar Scalia, Mandorla amara.
Per la signora Dalloway il discorso è molto diverso, prosa splendida a parte: nel libro l’omonima signora altoborghese si appresta a dare una festa e non succede nulla di particolare, tranne un suicidio di cui veniamo a sapere i particolari. Il libro è costituito dai minimi pensieri e dalle emozioni che attraversano la mente dei personaggi, anche da chi compie il suicidio.
Quindi la trama perde importanza per fare spazio al mondo interiore, come accade agli scrittori inglesi “modernisti” (Joyce, Eliot, Beckett, la stessa Woolf ecc.) dopo la Grande Guerra.
Quest’ultimo libro l’ho letto lentamente, mentre il primo l’ho divorato. Meglio sapere a cosa si va incontro per non rimanere delusi o per non giudicare superficialmente (mi piace/ non mi piace) l’opera che si è letta.
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Sto leggendo "La cura", di Concita De Gregorio. Parla di malattia, di reparti oncologici, di incontri, ma soprattutto di persone, di chi si prende cura degli altri, di chi fa la differenza... sempre nello stile inconfondibile che la contraddistingue, caratterizzato dalla chiarezza e dalla lucidità anche nel descrivere il dolore, ma sempre con una grande umanità e una sensibilità rara.“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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Apprezzo molto Concita De Gregorio come giornalista, ma come scrittrice lascia molto a desiderare. Avevo preso il suo "Di madre in figlia", che dopo una cinquantina di pagine mi ha stancata: senza stile, con un linguaggio sciatto e quotidiano, non riuscivo proprio a leggerla e regalai il libro ad un'amica.Originariamente Scritto da dark lady Visualizza MessaggioSto leggendo "La cura", di Concita De Gregorio. Parla di malattia, di reparti oncologici, di incontri, ma soprattutto di persone, di chi si prende cura degli altri, di chi fa la differenza... sempre nello stile inconfondibile che la contraddistingue, caratterizzato dalla chiarezza e dalla lucidità anche nel descrivere il dolore, ma sempre con una grande umanità e una sensibilità rara.
Non dico che non sia penetrante e metta a fuoco i problemi, ma a una scrittrice si chiede di più.
Faccio eccezione per i gialli, dove lo stile è l'ultima preoccupazione.
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🎼Voglio una vita spericolata....🎵🎶🎵Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
Sempre letture impegnative, KingK!Aut hic aut nullubi
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A me invece piace molto il suo stile, proprio perché è asciutto e diretto, senza troppi fronzoli. Lo trovo accattivante. Forse perché invece io ho uno stile di scrittura fin troppo ricercato, da cui non sono mai riuscita a liberarmi, nonostante preferisca approcci più diretti. Proprio alla De Gregorio, o alla De Carlo.Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
Apprezzo molto Concita De Gregorio come giornalista, ma come scrittrice lascia molto a desiderare. Avevo preso il suo "Di madre in figlia", che dopo una cinquantina di pagine mi ha stancata: senza stile, con un linguaggio sciatto e quotidiano, non riuscivo proprio a leggerla e regalai il libro ad un'amica.
Non dico che non sia penetrante e metta a fuoco i problemi, ma a una scrittrice si chiede di più.
Faccio eccezione per i gialli, dove lo stile è l'ultima preoccupazione.“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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Invece io voglio essere sorpresa anche dal linguaggio e dallo stile: prediligo chi sceglie termini rari o desueti, metafore e similitudini inconsuete che destano e smuovono qualcosa di sorprendente.Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
A me invece piace molto il suo stile, proprio perché è asciutto e diretto, senza troppi fronzoli. Lo trovo accattivante. Forse perché invece io ho uno stile di scrittura fin troppo ricercato, da cui non sono mai riuscita a liberarmi, nonostante preferisca approcci più diretti. Proprio alla De Gregorio, o alla De Carlo.
Ti faccio un esempio tra centomila che potrei scegliere di Virginia Woolf: la signora Dalloway torna a casa in giugno e la trova "fresca come una cripta".
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A me Virginia Woolf piace tantissimoOriginariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
Invece io voglio essere sorpresa anche dal linguaggio e dallo stile: prediligo chi sceglie termini rari o desueti, metafore e similitudini inconsuete che destano e smuovono qualcosa di sorprendente.
Ti faccio un esempio tra centomila che potrei scegliere di Virginia Woolf: la signora Dalloway torna a casa in giugno e la trova "fresca come una cripta".
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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Orlando l'ho letto qualche hanno fa, e mi è piaciuto molto; la Woolf con la sua scrittura ha la capacità di evocare immagini così chiare da farti sembrare d'essere all'interno della storia.Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
Orlando, con il suo fitto susseguirsi di avventure lungo quattro secoli di storia inglese sul filo sottile che sospende ed unisce la dimensione reale e quella fantasiosa, mantiene ancora oggi inalterato il suo fascino ipnotizzante, anche , come dicevo, per lo stile linguistico lussureggiante, e il velato e poetico femminismo.
Per la signora Dalloway il discorso è molto diverso, prosa splendida a parte: nel libro l’omonima signora altoborghese si appresta a dare una festa e non succede nulla di particolare, tranne un suicidio di cui veniamo a sapere i particolari. Il libro è costituito dai minimi pensieri e dalle emozioni che attraversano la mente dei personaggi, anche da chi compie il suicidio.
Quindi la trama perde importanza per fare spazio al mondo interiore, come accade agli scrittori inglesi “modernisti” (Joyce, Eliot, Beckett, la stessa Woolf ecc.) dopo la Grande Guerra.
Quest’ultimo libro l’ho letto lentamente, mentre il primo l’ho divorato. Meglio sapere a cosa si va incontro per non rimanere delusi o per non giudicare superficialmente (mi piace/ non mi piace) l’opera che si è letta.
La Signora Dalloway mi aspetta da un po' di tempo, nella pila di libri da leggere, però penso di affrontarne la lettura quanto prima mi hai incuriosita. La Woollf è bravissima a scrivere di emozioni, paure e del male del vivere.
Attualmente ho in lettura "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Calvino.
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