Visto ieri "Perfect days", Barrett. Voto 9. Non aggiungo altro, non voglio sciupare niente di questo splendido film.
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Visto, tutti ne parlano e mi è venuta la curiosità di vederlo, mi è piaciuto, certo tanti richiami e rimandi ad altri film oltre che alla tragedia, comunque la scena finale, che tanti criticano e giudicano banale, l'ho trovata molto azzeccataOriginariamente Scritto da Bauxite Visualizza MessaggioSaltbrun
Va bene tutto in questo mondo in cui c'è troppo di tutto, però se hai letto Shakespeare e un po' di tragedie greche lo puoi saltare a pie' pari.
Per le due o tre scene che hanno scandalizzato, penso molto dipenda dalla sensibilità personale, l'unica che un poco mi ha disgustato è quella della vasca da bagnoLast edited by Breakthru; 15-01-2024, 13:20.
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Originariamente Scritto da Barrett Visualizza Messaggio“Perfect days” (2023) di Wim Wenders
Vengono raccontate le giornate sempre uguali di Hirayama, operatore ecologico dei bagni pubblici di Tokyo. La routine per l’uomo è un valore, e ogni fase della giornata viene svolta con profitto e mai vissuta come un peso. E’ un uomo per certi versi fuori dal tempo: legge continuamente libri (assolutamente cartacei), scatta foto con una vecchia macchina automatica (con il rullino), ascolta rock anni 60/70 (con le vecchie cassette), crede che Spotify sia un negozio. Neppure l’arrivo improvviso della giovane nipote scappata di casa lo smuove dalla sua quotidianità, anzi è la ragazza che piacevolmente si adegua ai ritmi e alle consuetudini dello zio. Il film a Cannes si è portato via il premio per la miglior interpretazione maschile e rappresenta un progetto quasi didascalico che nelle mani di un maestro quale è Wenders diventa un bel film.
Perfect days ***La quintessenza della dignità umana.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioVisto ieri "Perfect days", Barrett. Voto 9. Non aggiungo altro, non voglio sciupare niente di questo splendido film.
Un bel film (splendido mi sembra eccessivo), con un’interpretazione eccezionale, soprattutto nell’ultima lunga scena.
P.S. Ma voi avete capito il ruolo di quell’uomo che danza nel parco e poi ricompare in varie scene con uno zaino di legna?
Cinema pieno, soprattutto di giovani.Last edited by follemente; 17-01-2024, 13:23.
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Anche da noi, buon segno!
Per me il legno rappresenta la Natura...le cose semplici della Natura. Anche le immagini ricorrenti di rami che si stagliano sul cielo alla ricerca di una Pace che non è rinuncia né moderazione, ma piuttosto silenziosa forma di empatia universale....
amate i vostri nemici
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No, nessuno ci ha avvisati, infatti non le ho viste.Originariamente Scritto da Barrett Visualizza MessaggioAnche voi siete stati avvisati che dopo i titoli di coda c'erano ulteriori immagini relative alle ombre scaturite dal movimento delle foglie degli alberi e del loro significato?
Subodoro fossero simili alle immagini da lui scattate al parco o no? O erano in movimento? A colori?
M'incuriosisce questo, perché allora anche il gioco tra lui e l'uomo malato acquisisce maggior significato.
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Ho recuperato la parola da google. Viene spiegato nelle ultime immagini in b/n del film, con le foglie mosse dal vento e le ombre che ne scaturiscono, che la parola Komorebi indica quell'effetto di luce che filtra tra gli alberi, che il protagonista del film coglie ogni giorno
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Grazie!Originariamente Scritto da Barrett Visualizza MessaggioHo recuperato la parola da google. Viene spiegato nelle ultime immagini in b/n del film, con le foglie mosse dal vento e le ombre che ne scaturiscono, che la parola Komorebi indica quell'effetto di luce che filtra tra gli alberi, che il protagonista del film coglie ogni giorno
Ma scusa se insisto: le immagini finali erano uguali a quelle che lui vedeva ogni giorno o c'era, in più, l'effetto delle ombre?
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Esatto. La differenza che erano in b/n accentuando le ombre.Originariamente Scritto da follemente Visualizza MessaggioGrazie!
Ma scusa se insisto: le immagini finali erano uguali a quelle che lui vedeva ogni giorno o c'era, in più, l'effetto delle ombre?
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“The holdovers” (2023) di Alexander Payne
Un pittoresco insegnante è costretto a rimanere a scuola con alcuni studenti durante il periodo precedente alle vacanze di Natale. In questo contesto, con i comportamenti goliardici post 68 dei ragazzi, in netto contrasto con il fare granitico dell’insegnante, il film appare banale e simile a tanti altri già visti. Quando però quattro dei cinque studenti lasciano l’istituto per le vacanze e il professore rimane con un solo ragazzo e la cuoca il film acquisisce spessore cambiandone la prospettiva. I tre, nella solitudine di un arco temporale solitamente dedicato ai festeggiamenti in famiglia, costruiscono un rapporto amichevole che va oltre quello che i loro ruoli all’interno dell’istituto solitamente permette, con atteggiamenti confidenziali relativi alla loro vita privata, discussioni sui più svariati argomenti, anche se poi ognuno di loro fa valere il proprio punto di vista, partecipando a feste e a cene come vecchi amici. La fine ricorda per certi aspetti “L’attimo fuggente” ma il quadretto che Payne riesce a tirar fuori è sicuramente convincente.
The holdovers ***
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Proprio come pensavo, grazie!Originariamente Scritto da Barrett Visualizza MessaggioEsatto. La differenza che erano in b/n accentuando le ombre.
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Nei giorni scorsi sono uscite le nominations agli Oscar. Queste quelle relative al miglior film, sezione generale e internazionale.
American Fiction, regia di Cord Jefferson
Anatomia di una caduta (Anatomie d'une chute), regia di Justine Triet
Barbie, regia di Greta Gerwig
The Holdovers - Lezioni di vita (The Holdovers), regia di Alexander Payne
Killers of the Flower Moon, regia di Martin Scorsese
Maestro, regia di Bradley Cooper
Oppenheimer, regia di Christopher Nolan
Past Lives, regia di Celine Song
Povere creature! (Poor Things), regia di Yorgos Lanthimos
La zona d'interesse (The zone of interest), regia di Jonathan Glazer
Mi mancano tre film uno in sala da oggi, un altro in uscita. Di Barbie ho visto 5 minuti. C'è anche Anatomia di una caduta vincitore della Palma d'oro a Cannes che io non avevo recensito bene per una seconda parte un po' trascinata.
Io capitano, regia di Matteo Garrone (Italia)
Perfect Days, regia di Wim Wenders (Giappone)
La società della neve (La sociedad de la nieve), regia di Juan Antonio Bayona (Spagna)
The Teachers' Lounge, regia di İlker Çatak (Germania)
La zona d'interesse (The zone of interest), regia di Jonathan Glazer (Regno Unito)
C'è anche il film di Garrone, cosa non scontata. Sarà difficile portare a casa la statuetta.
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