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  • Barrett
    Opinionista
    • 07/10/07
    • 2593

    #8266
    Due film provenienti dal concorso di Cannes dell’anno passato.

    “Two prosecutors” (2025) di Sergei Loznitsa
    Un giovane avvocato si reca in una prigione sovietica per incontrare un vecchio bolscevico esponente del partito comunista perseguitato da Stalin e torturato dalla polizia segreta. L’uomo consegna all’avvocato una lettera scritta con il suo sangue da portare a Mosca al Procuratore Generale. L’avvocato oltre a consegnare la lettera racconta quello che ha visto ricevendo dal Procuratore il consiglio di ritornare nella prigione per ottenere le prove del suo racconto. Film con pochi fronzoli, primi piani insistiti, luoghi cupi, prigione che si sviluppa in un numero interminabile di passaggi di porte per essere certi che un uomo vecchio e malato non possa fuggire, il tutto per rendere evidente l’ossessione presente nella mente dei dittatori e della loro corte. Conclusione efficace e inaspettata.

    Two prosecutors ***

    “Resurrection” (2025) di Bi Gan
    La narrazione di un intero secolo durante il quale l’uomo ha ormai perso la capacità di sognare, tranne una sorta di replicante che grazie a un proiettore racconta la sua vita attraverso i suoi sogni, rappresentati come sintesi della storia del cinema. Si parte dal cinema muto in b/n, per passare a immagini che fanno pensare a Orson Welles, Sergio Leone, Truffaut, Kieslowski, Cronenberg e chissà a quanti altri. Il film, che a Cannes l’anno passato ha vinto il Gran premio della giuria, è un ambizioso tentativo di cinema del ricordo, con un dispendio tecnico che ha avuto la necessità di avvalersi di un budget importante, non credo interamente coperto dagli incassi, con il difetto di non aver messo completamente a fuoco la sceneggiatura; questo probabilmente ha reso difficile il significato dell’opera a molti, ma è innegabile la presenza di alcune sequenze notevoli, una musica accattivante, vari piani sequenza e una storia che quando arriva alla fine dopo due ore e mezza ci si chiede da dove fosse partita.

    Resurrection ***

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    • Escolzia
      Opinionista

      • 10/08/16
      • 7530

      #8267
      Trench (2024, Serge Turgeon)
      Ambientato a Venezia, una storica d'arte si ritrova ad indagare sulla scomparsa di una donna, ad affiancarla in questa ricerca ci sono alcuni personaggi provenienti dalla comunità in cui vive.

      Voto 3 stelline
      (Da vedere solo per l'ambientazione, qualora non vi piacessero i noir).

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      • Escolzia
        Opinionista

        • 10/08/16
        • 7530

        #8268
        Arcano Veneziano (2022, Serge Turgeon)
        E' un corto ambientato a Venezia , definito dalla critica un thriller poetico, e della durata di 11 minuti. Una strana presenza si aggira tra calli e canali una volta ogni secolo, una donna tenterà di venire a capo di questo mistero.
        Da vedere!
        Voto tre stelline.

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        • Barrett
          Opinionista
          • 07/10/07
          • 2593

          #8269
          Brava Escolzia

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          • Barrett
            Opinionista
            • 07/10/07
            • 2593

            #8270
            “The Wizard of the Kremlin” (2025) di Olivier Assayas
            Si narra dell’arrivo di Putin al potere. A seguito del disfacimento dell’Unione Sovietica c’è prima l’illusione Gorbaciov, con il tentativo di portare la democrazia e l’economia di mercato con la vendita agli oligarchi dei gioielli di famiglia per ridurre i debiti, successivamente Yeltsin riesce a salvare una parvenza di democrazia consegnando il potere nelle mani di un ex agente del Kgb, che ha come punto di riferimento Stalin e che trasforma in breve tempo il Paese in una democratura. Putin capisce ben presto che per salvare quel che resta del vecchio Paese deve evitare che l’Occidente si appropri delle risorse naturali e lo porti nel proprio alveo; altro punto della sua politica, l’Ucraina e gli stati baltici non devono passare dall’altra parte. Il mago a cui fa riferimento il titolo non è Putin ma il suo primo consigliere, la sua guida, colui che intrattiene i rapporti con le altre persone che hanno influenza nello Stato. Il film, in concorso a Venezia l’anno passato, sfrutta la fama che lo Zar ha acquisito con la guerra in Ucraina ed è interpretato da un irriconoscibile Jude Law, che più che tentare di imitare Putin a me pare imiti Crozza che imita Putin... La lingua parlata sulle strade di Mosca è l’inglese e la storia un po’ troppo romanzata, in effetti c’è Carrere a collaborare alla sceneggiatura.

            The Wizard of the Kremlin **

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