Un altro importante personaggio del mondo del cinema se ne è andato.
E' morto questa notte al Policlinico Gemelli a Roma Gillo Pontecorvo, uno tra i più grandi registi ed autori del cinema italiano, che avrebbe compiuto a novembre 85 anni.
Pontecorvo, che era malato da tempo, è riconosciuto a livello internazionale come uno degli autori più importanti del cinema del dopoguerra. Da regista aveva vinto il Leone d'Oro alla Mostra di Venezia 40 anni fa, nel 1966, con il film ''La Battaglia d'Algeri'', era stato inoltre candidato due volte all'Oscar.
Tra i suoi film più importanti, oltre a 'La battaglia di Algeri', ci sono 'Kapò' e 'Queimada' con Malrlon Brando. Dal 1992 al 1996 aveva diretto anche la Mostra del Cinema di Venezia, dove era tornato nel 1997 con il suo cortometraggio 'Nostalgia di protezione'. Poi era stato presidente di Cinecittà Holding e negli anni si era dedicato alla realizzazione di una assise mondiale degli autori di cinema.
Pontecorvo era nato a Pisa il 19 novembre 1919.
Del 1957 e' "La grande strada azzurra", il suo primo lungometraggio, tratto dal racconto di Franco Solinas "Squarcio'".
L'opera, di grande impegno sociale, delinea quelle che saranno le caratteristiche del suo stile: vigoroso e romanzesco al tempo stesso. Il film viene premiato al festival di Karlovy Vary e segna l'inizio di un lungo sodalizio con Solinas, sceneggiatore dei suoi film successivi: "Kapo'" (1960), ambientato in un lager nazista, con un cast di attori eccellenti come Susan Strasberg, Emanuelle Riva e Laurent Terzieff.
A dispetto delle polemiche suscitate, nel 1966 Gillo Pontecorvo vince il Leone d'Oro a Venezia con "La battaglia di Algeri", dove, con stile quasi documentaristico e carico di tensione ricostruisce i sanguinosi scontri tra i para' francesi del colonnello Mathieu e i ribelli del Fronte di Liberazione Nazionale, avvenuti ad Algeri nel 1957.
Il film, vietato in Francia per alcuni anni, si guadagna due nominations all'Oscar, per la regia e per la sceneggiatura. Se ne "La battaglia di Algeri" Pontecorvo non utilizza attori di richiamo, per il film successivo "Queimada" (1969) fa ricorso ad un divo come Marlon Brando per rivisitare il periodo del colonialismo.
Dopo una sosta di dieci anni dirige "Ogro" (1979), con Gian Maria Volonte' nel ruolo di un terrorista basco e in seguito realizza vari spot pubblicitari.
Dal 1992 al 1996 diventa direttore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove tornera' nel 1997 per presentare il cortometraggio "Nostalgia di protezione".
Avete visto qualche suo film?
Cosa ne pensate del cinema impegnato?
Esiete ancora?
E' morto questa notte al Policlinico Gemelli a Roma Gillo Pontecorvo, uno tra i più grandi registi ed autori del cinema italiano, che avrebbe compiuto a novembre 85 anni.
Pontecorvo, che era malato da tempo, è riconosciuto a livello internazionale come uno degli autori più importanti del cinema del dopoguerra. Da regista aveva vinto il Leone d'Oro alla Mostra di Venezia 40 anni fa, nel 1966, con il film ''La Battaglia d'Algeri'', era stato inoltre candidato due volte all'Oscar.
Tra i suoi film più importanti, oltre a 'La battaglia di Algeri', ci sono 'Kapò' e 'Queimada' con Malrlon Brando. Dal 1992 al 1996 aveva diretto anche la Mostra del Cinema di Venezia, dove era tornato nel 1997 con il suo cortometraggio 'Nostalgia di protezione'. Poi era stato presidente di Cinecittà Holding e negli anni si era dedicato alla realizzazione di una assise mondiale degli autori di cinema.
Pontecorvo era nato a Pisa il 19 novembre 1919.
Del 1957 e' "La grande strada azzurra", il suo primo lungometraggio, tratto dal racconto di Franco Solinas "Squarcio'".
L'opera, di grande impegno sociale, delinea quelle che saranno le caratteristiche del suo stile: vigoroso e romanzesco al tempo stesso. Il film viene premiato al festival di Karlovy Vary e segna l'inizio di un lungo sodalizio con Solinas, sceneggiatore dei suoi film successivi: "Kapo'" (1960), ambientato in un lager nazista, con un cast di attori eccellenti come Susan Strasberg, Emanuelle Riva e Laurent Terzieff.
A dispetto delle polemiche suscitate, nel 1966 Gillo Pontecorvo vince il Leone d'Oro a Venezia con "La battaglia di Algeri", dove, con stile quasi documentaristico e carico di tensione ricostruisce i sanguinosi scontri tra i para' francesi del colonnello Mathieu e i ribelli del Fronte di Liberazione Nazionale, avvenuti ad Algeri nel 1957.
Il film, vietato in Francia per alcuni anni, si guadagna due nominations all'Oscar, per la regia e per la sceneggiatura. Se ne "La battaglia di Algeri" Pontecorvo non utilizza attori di richiamo, per il film successivo "Queimada" (1969) fa ricorso ad un divo come Marlon Brando per rivisitare il periodo del colonialismo.
Dopo una sosta di dieci anni dirige "Ogro" (1979), con Gian Maria Volonte' nel ruolo di un terrorista basco e in seguito realizza vari spot pubblicitari.
Dal 1992 al 1996 diventa direttore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove tornera' nel 1997 per presentare il cortometraggio "Nostalgia di protezione".
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