Discutere: Il Film

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  • cerealkiller
    curioso
    • 08/03/05
    • 1214

    #16
    intedevo che potremmo organizzare le storie secondo una simil cronologia

    racconto a
    racconto b
    racconto c
    etc

    i racconti possono essere di vari tenori (gialli, avventura, fantascienza, ...)
    e scritti ognuno da 1-2 persone con protagonisti 1-2-3 etc personaggi del forum.

    ora tra i vari racconti ci potrebbero essere un mini raccordo fatto in questo modo:
    uno dei personaggi principali del racconto a potrebbe finire nello sfondo all'inizio del racconto b
    oppure un personaggio comparso in fondo al racconto a diventerebbe il o uno dei protagonisti del racconto b e così via.

    Comment

    • nAn
      non ho pi
      • 16/02/07
      • 2996

      #17
      Si può fare, ma in modo discrezionale.
      Cioè se si vuole continuare un racconto si quota l'oggetto e si prosegue, altrimenti libertà creativa.
      Cmq dimo, famo, vedemo, però non ho letto ancora nulla :S
      AHAHAHAHA
      AhahahahA
      AHAHAHAHA
      AHAHA
      AHA
      H
      A
      VIAVIA
      dietro il passo,
      tump tump,
      dietro il tasso,
      tump tump,
      per il cartiglio segreto
      dell'
      AHAHAHAHA

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      • nAn
        non ho pi
        • 16/02/07
        • 2996

        #18
        Ok, sverginiamo questo topic.

        Con che genere iniziamo? Commedia? Drammatico? Thriller? Psicologico? Boh.
        Facciamo qualcosa di semi-serio? Bah.

        Anzi dai, Horror-fantascienza-Thriller. Thriller psicologico? Ahah, , deciso.


        Film - Thriller.
        Titolo: 2084

        ------

        Periferia nord di Decreutis, cittadina malfamata, cittadina sporca, 6000 e rotti abitanti, 60 bar, 30 puttane, qualche medico, molti cazzi, poche fighe.
        Ad Evokar questo non va bene. Non gli va giù.
        Per la strada che collega DebateSquare ad Apocaliciu una maserati rosso sangue morde la superficie dell’asfalto.
        Si va a ragazze.
        Si va a vedere i night di Apocaliciu, si va a caccia di divertimenti e del morbido umido di qualche chiappa ondeggiante.
        Sul sedile del viaggiatore un pensieroso IronMaiden89 osserva le luci squagliarsi per la velocità dell’auto, fondersi con gli alberi che cingono d’assedio la strada, è stanco, ha vicino un porco, lui è un timido, ha vicino un violento, lui è un cacasotto.
        La strada sembra sbandare per la violenza della corsa, non tiene la ferocia della guida, ne è succube, il conto alla rovescia per il quartiere nero sgocciola gli ultimi secondi, 7-6-5-4-3-2…arrivati, nella bocca di Apocaliciu, dove troneggia il locale della mafia MaldojeSte, il più fetido, squallido, dell’aspro rione sud.
        Il parcheggio è veloce, il parcheggio è rapido, il parcheggio è una liberazione.
        Evo cammina a passo rapido, seguito ad una manciata di passi dal roscio accompagnatore, passeggia guardando i suoi indumenti, l’alternarsi delle sue Nike sul movimento dei passi, le sbavature e gli strappi dei suoi Jeans, accuratamente spezzati in punti chiave.
        Iron guarda diagonalmente a due metri da lui, con vertice direzionale verso il basso, ogni 3 piedi si aggiusta i capelli, che con la patina di sudore delle sue mani, sembrano leccati da una colata di Gel.
        ”Come cazzo ho fatto a farmi convincere ad uscire con EVO? Ho voglia di figa forse? Si e lui ci sa fare, non è un timido, sa come conoscere, ed io, oggi, finalmente, conoscerò.”
        Ad aspettarli all’entrata del Muro (nome del locale di Apocaliciu) c’è una truccatissima signora, non giovane, eccitante per un maiale, orrenda per una qualsiasi persona normale; il suo gusto è pessimo, un pantalone attillato zebrato fa da altare per un pizzo nero come corpetto, che tiene, a fatica, la ciccia del suo torace. Il viso è una maschera di cipria, incorniciata da un pesantissimo rimmel ed ingenti pennellate di fard.
        EVOkar: “Quanto costa oggi l’entrata?”
        MadChen “15 Euro carino”
        EVOkar: “Te ne do 25 per noi due, Iron paga ridotto, non vedi che è un bambino?”
        Iron cerca di guardare altrove, ma il suo sguardo incrocia quello di un Trans, che, a quel punto, si lecca le labbra.
        MadChen: “O ma che carino? Quanti anni hai piccolino?”
        Iron è distratto, sta ancora cercando di capire se il Trans è una donna o meno, i peli che affiorano dalle calze a rete gli danno, velocemente, la sentenza.
        MadChen: “Sei sordo Carino? Non mi senti? Dai vanno bene 25 entrate.”
        I due scolano velocemente un Drink e si dirigono verso l’urlo della musica.
        La sala da ballo è abbastanza piccola, un cerchio con diametro di 25 metri, ci sono una quarantina di ragazze, ad una occhiata a ventaglio una decina sembrano carine: una sessantina di piselli, si strusciano ai loro sederi, provocando l’effetto orgia desiderato.
        Una cosa però non può lasciare indifferenti, neanche l’occhio più allupato ed idiota riesce a rimuoverla; a destra dell’entrata dei bagni, una figura esile, austera, elegante, diversa, sconnessa, barbuta, scarna, sorridente, siede su una seggiola di un metro; ha un Loden nero, una camicia color notte, due occhi di una spaventosa intelligenza, un naso da mimo: nonostante il suo aspetto non sia per nulla convenzionale e non suggerisca nulla di comunemente apprezzabile dalle donne, l’epicentro dello sguardo femminile verte su di lui.
        Evo ed Iron iniziano a ballare con due ragazze.
        Le due però tradiscono la loro attenzione fissando quella strana figura.
        Evo non può accettarlo e si dirige, prima compassato, poi deciso, verso il signore.
        EVOkar: “la vuoi smettere di fissare quella tipa? L’ho vista prima io.”
        MR.D “Esiste una mela sopra il posacenere, non per questo devi mangiarla”
        EVOkar “Cosa cazzo dici sfigato? Perdonami non ti ho capito, perché hai quel truccaccio sugli occhi, sei una specie di mezzo darkettone?”
        MR.D “Fortunatamente, secondo la moderna astronomia, l'universo è finito: un pensiero consolante per chi, come me, non si ricorda mai dove ha lasciato le cose.”
        EVOkar “Hai lasciato cosa?”
        MR D “Quel ballerino aveva una calzamaglia così stretta che non solo si distingueva il sesso, ma anche la religione.”

        La sala muta d’aspetto, le luci rimbalzano disordinatamente sul soffitto, creando delle verticalizzazioni innaturali, il mosto dell’aria si fa sempre più denso, lasciando il respiro nella congiura di una tachicardia. Piano piano ogni singolo volto modifica espressione, emozioni, volando in modo simmetrico e regolare, verso la pazzia.
        La ragazza di Iron inizia a snodarsi in un ballo violento, sincopato, aggressivo, i ragazzi si disperdono dalle loro coppie, gli uomini si spostano ai margini della sala e cominciano ad urlare frasi, schiette, brevi, primitive.
        Lo sguardo di EVO smarrisce nell’apatia, le sue braccia impugnano la base della seggiola di MR. D e la sollevano di un metro, con una forza impossibile.
        Folla: “Augh!”
        Folla: “Augh!”
        L’entrata si chiude con un rumore metallico, le luci convergono nel centro della sala, le ragazze si siedono disegnando una stella con i loro corpi, le casse intonano Wagner, mentre EVO acquista un aspetto sempre più possente, enorme, erculeo.
        Un ragazzo di apparenza tranquilla, con rassicuranti ed ariani tratti somatici, entra nell’alveare, calpesta disordinatamente qualche gamba, qualche sedere e prende il posto del signor D sull’altare improvvisato.
        Matthias: “Abbiamo aspettato migliaia di anni questo momento, questa rivoluzione spontanea, questo moto eversivo. E’ avvenuto qui, sotto la spirale casuale del tempo, propiziato dalle nostre preghiere, dai nostri avvertimenti. Siamo citati da Matteo in una parte bruciata del Vangelo, siamo stati pronosticati da Nostradamus, in un brano rimosso dal tempo. Oggi, qui, in questo squallido atrio di mondo, tra le vostre abitudini borghesi di divertimento e perdizione, fondo, la spada che con il suo ferro, renderà divelto il potere. Fondo, il movimento per la libertà di Decreutis.
        Ora vi do una pasticca nera, dovete ingoiarla, domani vi sveglierete sparpagliati in questa città, ma coverete, singolarmente, il germe della rivoluzione. Questa capsula, contiene una serie di messaggi endocrini, capaci di costringervi a partecipare al nostro prossimo incontro, che sarà l’inizio programmatico e strategico, per la rivolta che porterà alla caduta di Cornolio. Quel mascherato oppressore delle nostre libertà, delle vostre individualità.”

        E’ difficile svegliarsi, soprattutto dopo una pesantissima dose di oppio.
        Evo ed Iron, siedono su dei sacchi della spazzatura, presi a ceffoni da una figura appannata dall’occhio della veglia.

        MadChen: “Hai voluto risparmiare Evo? Ti sei preso una dose di merda nel tuo Drink, non provare più a risparmiare, tu e quello sfigato di barboncino rosso che ti porti dietro, impara la lezione.”

        Era stato tutto un sogno, un po’ di merda nel bicchiere e aveva immaginato tutto.

        Evo: “Come stai Iron? Cosa è successo sta notte, ricordi qualcosa?”
        Iron: “Mannaggia a te terrone di merda, l’ultima volta che ti seguo in un locale, non ho mai vomitato tanto, pezzo di merda, torno a casa a piedi, muori.”

        Evo accende la macchina, il sogno lo rende turbato, la schiena sembra un puzzle appena comprato, il collo un’esasperazione di Modigliani. Domani chiamerà Okno, con lui andrà meglio, non si porterà più bambini al guinzaglio.
        EVOkar: “Pochi chilometri e sono a casa, una bella doccia, per pulire i ricordi di questo incubo del cazzo, una doccia, perché sono stanco, cazzo. Che merda di mondo. Domani si va a figa, anzi, domani si va a firu. Cosa ho detto? Cosa mi succede? Sono felice. Felice? Sono Evo. Evo? Sono il braccio. Di cosa? Della rivoluzione, domani sarà il giorno, per la libertà. Domani? Io sono? Evo?
        Sono la libertà, la libertà di uno schiavo, di seguire il proprio padrone.
        NO.
        Sono Evo, ho la mia individualità, non ci sarà nessuna conquista nel mio cervello.
        Sono, sono, sono, sono.
        Sono il braccio, di Matthias, contro quel mostro del nostro dittatore, il Sindaco? No, in realtà è un dittatore.
        Amo il mio padrone.
        Amo la sua parola.
        Distruggeremo, le gerarchie esistenti.
        Vinceremo.”

        ------

        Scusate eventuali errori di ortografia sintassi, non l'ho riletto, l'ho scritto di getto.
        Last edited by nAn; 20-04-2007, 13:36.
        AHAHAHAHA
        AhahahahA
        AHAHAHAHA
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        AHA
        H
        A
        VIAVIA
        dietro il passo,
        tump tump,
        dietro il tasso,
        tump tump,
        per il cartiglio segreto
        dell'
        AHAHAHAHA

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        • Matthias

          #19
          "amo il mio padrone" mi piace...

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          • beat
            My
            • 12/05/06
            • 5815

            #20
            Il solito sadico
            [SIZE="1"]Non pi

            Comment

            • Mr. D.
              الإمام محمد بن الحسن المهدى
              • 06/08/06
              • 4221

              #21
              A NAN, ma proprio me dovevi far parlare come Il Manu?
              بناهاى آباد گردد خراب
              ز باران و از تابش آفتاب

              پى افكندم از نظم كاخي بلند
              كه از باد و باران نيابد گزند

              از آن پس نميرم كه من زنده*ام
              كه تخم سخن را پراكنده*ام

              هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
              پس از مرگ بر من كند آفرين

              Comment

              • nAn
                non ho pi
                • 16/02/07
                • 2996

                #22
                chicazzè il manu? Cmq aspetto il tuo film, misterdi.
                AHAHAHAHA
                AhahahahA
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                H
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                VIAVIA
                dietro il passo,
                tump tump,
                dietro il tasso,
                tump tump,
                per il cartiglio segreto
                dell'
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                • okno
                  Party Crasher
                  • 30/03/06
                  • 15292

                  #23
                  Originariamente Scritto da Mr. D. Visualizza Messaggio
                  A NAN, ma proprio me dovevi far parlare come Il Manu?
                  O come Woody Allen..
                  "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


                  -=1313=-

                  Comment

                  • Mr. D.
                    الإمام محمد بن الحسن المهدى
                    • 06/08/06
                    • 4221

                    #24
                    [QUOTE=NewblAckclowN;616496]chicazz
                    بناهاى آباد گردد خراب
                    ز باران و از تابش آفتاب

                    پى افكندم از نظم كاخي بلند
                    كه از باد و باران نيابد گزند

                    از آن پس نميرم كه من زنده*ام
                    كه تخم سخن را پراكنده*ام

                    هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
                    پس از مرگ بر من كند آفرين

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                    • Anemos
                      Narciso...
                      • 16/10/04
                      • 10243

                      #25
                      Figa sta cosa... sisisi adesso mi scervello
                      [COLOR="DarkOrange"][SIZE="3"][FONT="Palatino Linotype"][B][CENTER]La pi

                      Comment

                      • nAn
                        non ho pi
                        • 16/02/07
                        • 2996

                        #26
                        Originariamente Scritto da Anemos Visualizza Messaggio
                        Figa sta cosa... sisisi adesso mi scervello

                        Ancora li?
                        AHAHAHAHA
                        AhahahahA
                        AHAHAHAHA
                        AHAHA
                        AHA
                        H
                        A
                        VIAVIA
                        dietro il passo,
                        tump tump,
                        dietro il tasso,
                        tump tump,
                        per il cartiglio segreto
                        dell'
                        AHAHAHAHA

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                        • okno
                          Party Crasher
                          • 30/03/06
                          • 15292

                          #27
                          Fatti, non pugnette!
                          "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


                          -=1313=-

                          Comment

                          • errezerotre
                            shake your mind!
                            • 18/01/07
                            • 3679

                            #28
                            Periferia nord di Decreutis, cittadina malfamata, cittadina sporca, 6000 e rotti abitanti, 60 bar, 30 puttane, qualche medico, molti cazzi, poche fighe.
                            Ad Evokar questo non va bene. Non gli va giù.
                            Per la strada che collega DebateSquare ad Apocaliciu una maserati rosso sangue morde la superficie dell’asfalto.
                            Si va a ragazze.
                            Si va a vedere i night di Apocaliciu, si va a caccia di divertimenti e del morbido umido di qualche chiappa ondeggiante.
                            Sul sedile del viaggiatore un pensieroso IronMaiden89 osserva le luci squagliarsi per la velocità dell’auto, fondersi con gli alberi che cingono d’assedio la strada, è stanco, ha vicino un porco, lui è un timido, ha vicino un violento, lui è un cacasotto.
                            La strada sembra sbandare per la violenza della corsa, non tiene la ferocia della guida, ne è succube, il conto alla rovescia per il quartiere nero sgocciola gli ultimi secondi, 7-6-5-4-3-2…arrivati, nella bocca di Apocaliciu, dove troneggia il locale della mafia MaldojeSte, il più fetido, squallido, dell’aspro rione sud.
                            Il parcheggio è veloce, il parcheggio è rapido, il parcheggio è una liberazione.
                            Evo cammina a passo rapido, seguito ad una manciata di passi dal roscio accompagnatore, passeggia guardando i suoi indumenti, l’alternarsi delle sue Nike sul movimento dei passi, le sbavature e gli strappi dei suoi Jeans, accuratamente spezzati in punti chiave.
                            Iron guarda diagonalmente a due metri da lui, con vertice direzionale verso il basso, ogni 3 piedi si aggiusta i capelli, che con la patina di sudore delle sue mani, sembrano leccati da una colata di Gel.
                            ”Come cazzo ho fatto a farmi convincere ad uscire con EVO? Ho voglia di figa forse? Si e lui ci sa fare, non è un timido, sa come conoscere, ed io, oggi, finalmente, conoscerò.”
                            Ad aspettarli all’entrata del Muro (nome del locale di Apocaliciu) c’è una truccatissima signora, non giovane, eccitante per un maiale, orrenda per una qualsiasi persona normale; il suo gusto è pessimo, un pantalone attillato zebrato fa da altare per un pizzo nero come corpetto, che tiene, a fatica, la ciccia del suo torace. Il viso è una maschera di cipria, incorniciata da un pesantissimo rimmel ed ingenti pennellate di fard.
                            EVOkar: “Quanto costa oggi l’entrata?”
                            MadChen “15 Euro carino”
                            EVOkar: “Te ne do 25 per noi due, Iron paga ridotto, non vedi che è un bambino?”
                            Iron cerca di guardare altrove, ma il suo sguardo incrocia quello di un Trans, che, a quel punto, si lecca le labbra.
                            MadChen: “O ma che carino? Quanti anni hai piccolino?”
                            Iron è distratto, sta ancora cercando di capire se il Trans è una donna o meno, i peli che affiorano dalle calze a rete gli danno, velocemente, la sentenza.
                            MadChen: “Sei sordo Carino? Non mi senti? Dai vanno bene 25 entrate.”
                            I due scolano velocemente un Drink e si dirigono verso l’urlo della musica.
                            La sala da ballo è abbastanza piccola, un cerchio con diametro di 25 metri, ci sono una quarantina di ragazze, ad una occhiata a ventaglio una decina sembrano carine: una sessantina di piselli, si strusciano ai loro sederi, provocando l’effetto orgia desiderato.
                            Una cosa però non può lasciare indifferenti, neanche l’occhio più allupato ed idiota riesce a rimuoverla; a destra dell’entrata dei bagni, una figura esile, austera, elegante, diversa, sconnessa, barbuta, scarna, sorridente, siede su una seggiola di un metro; ha un Loden nero, una camicia color notte, due occhi di una spaventosa intelligenza, un naso da mimo: nonostante il suo aspetto non sia per nulla convenzionale e non suggerisca nulla di comunemente apprezzabile dalle donne, l’epicentro dello sguardo femminile verte su di lui.
                            Evo ed Iron iniziano a ballare con due ragazze.
                            Le due però tradiscono la loro attenzione fissando quella strana figura.
                            Evo non può accettarlo e si dirige, prima compassato, poi deciso, verso il signore.
                            EVOkar: “la vuoi smettere di fissare quella tipa? L’ho vista prima io.”
                            MR.D “Esiste una mela sopra il posacenere, non per questo devi mangiarla”
                            EVOkar “Cosa cazzo dici sfigato? Perdonami non ti ho capito, perché hai quel truccaccio sugli occhi, sei una specie di mezzo darkettone?”
                            MR.D “Fortunatamente, secondo la moderna astronomia, l'universo è finito: un pensiero consolante per chi, come me, non si ricorda mai dove ha lasciato le cose.”
                            EVOkar “Hai lasciato cosa?”
                            MR D “Quel ballerino aveva una calzamaglia così stretta che non solo si distingueva il sesso, ma anche la religione.”

                            La sala muta d’aspetto, le luci rimbalzano disordinatamente sul soffitto, creando delle verticalizzazioni innaturali, il mosto dell’aria si fa sempre più denso, lasciando il respiro nella congiura di una tachicardia. Piano piano ogni singolo volto modifica espressione, emozioni, volando in modo simmetrico e regolare, verso la pazzia.
                            La ragazza di Iron inizia a snodarsi in un ballo violento, sincopato, aggressivo, i ragazzi si disperdono dalle loro coppie, gli uomini si spostano ai margini della sala e cominciano ad urlare frasi, schiette, brevi, primitive.
                            Lo sguardo di EVO smarrisce nell’apatia, le sue braccia impugnano la base della seggiola di MR. D e la sollevano di un metro, con una forza impossibile.
                            Folla: “Augh!”
                            Folla: “Augh!”
                            L’entrata si chiude con un rumore metallico, le luci convergono nel centro della sala, le ragazze si siedono disegnando una stella con i loro corpi, le casse intonano Wagner, mentre EVO acquista un aspetto sempre più possente, enorme, erculeo.
                            Un ragazzo di apparenza tranquilla, con rassicuranti ed ariani tratti somatici, entra nell’alveare, calpesta disordinatamente qualche gamba, qualche sedere e prende il posto del signor D sull’altare improvvisato.
                            Matthias: “Abbiamo aspettato migliaia di anni questo momento, questa rivoluzione spontanea, questo moto eversivo. E’ avvenuto qui, sotto la spirale casuale del tempo, propiziato dalle nostre preghiere, dai nostri avvertimenti. Siamo citati da Matteo in una parte bruciata del Vangelo, siamo stati pronosticati da Nostradamus, in un brano rimosso dal tempo. Oggi, qui, in questo squallido atrio di mondo, tra le vostre abitudini borghesi di divertimento e perdizione, fondo, la spada che con il suo ferro, renderà divelto il potere. Fondo, il movimento per la libertà di Decreutis.
                            Ora vi do una pasticca nera, dovete ingoiarla, domani vi sveglierete sparpagliati in questa città, ma coverete, singolarmente, il germe della rivoluzione. Questa capsula, contiene una serie di messaggi endocrini, capaci di costringervi a partecipare al nostro prossimo incontro, che sarà l’inizio programmatico e strategico, per la rivolta che porterà alla caduta di Cornolio. Quel mascherato oppressore delle nostre libertà, delle vostre individualità.”

                            E’ difficile svegliarsi, soprattutto dopo una pesantissima dose di oppio.
                            Evo ed Iron, siedono su dei sacchi della spazzatura, presi a ceffoni da una figura appannata dall’occhio della veglia.

                            MadChen: “Hai voluto risparmiare Evo? Ti sei preso una dose di merda nel tuo Drink, non provare più a risparmiare, tu e quello sfigato di barboncino rosso che ti porti dietro, impara la lezione.”

                            Era stato tutto un sogno, un po’ di merda nel bicchiere e aveva immaginato tutto.

                            Evo: “Come stai Iron? Cosa è successo sta notte, ricordi qualcosa?”
                            Iron: “Mannaggia a te terrone di merda, l’ultima volta che ti seguo in un locale, non ho mai vomitato tanto, pezzo di merda, torno a casa a piedi, muori.”

                            Evo accende la macchina, il sogno lo rende turbato, la schiena sembra un puzzle appena comprato, il collo un’esasperazione di Modigliani. Domani chiamerà Okno, con lui andrà meglio, non si porterà più bambini al guinzaglio.
                            EVOkar: “Pochi chilometri e sono a casa, una bella doccia, per pulire i ricordi di questo incubo del cazzo, una doccia, perché sono stanco, cazzo. Che merda di mondo. Domani si va a figa, anzi, domani si va a firu. Cosa ho detto? Cosa mi succede? Sono felice. Felice? Sono Evo. Evo? Sono il braccio. Di cosa? Della rivoluzione, domani sarà il giorno, per la libertà. Domani? Io sono? Evo?
                            Sono la libertà, la libertà di uno schiavo, di seguire il proprio padrone.
                            NO.
                            Sono Evo, ho la mia individualità, non ci sarà nessuna conquista nel mio cervello.
                            Sono, sono, sono, sono.
                            Sono il braccio, di Matthias, contro quel mostro del nostro dittatore, il Sindaco? No, in realtà è un dittatore.
                            Amo il mio padrone.
                            Amo la sua parola.
                            Distruggeremo, le gerarchie esistenti.
                            Vinceremo.”

                            Ignaro di questo e di altri avvenimenti, Il Manu sedeva soddisfatto sul suo trono nella torre d'avorio.
                            Appena un piano sotto a quello dove risiedeva il despota Cornolio, Il Manu reggeva le redini del suo burattino da una stanza spartanamente arredata con un letto, poche suppellettili ed infinite pile di polverosissimi libri.

                            Era un uomo di pochi ma ben precisi desideri: detenere il potere, mantenere il potere, aumentare il potere.

                            Un piano ancora più sotto sai nella torre che nelle gerarchie del potere, troviamo invece il discepolo prediletto del Manu, l'unico oltre al Manu stesso a conoscere gli intricati giochi del dominio di Discuteria: Matthias.

                            Matthias è soddisfatto: dopo tanti anni è finalmente arrivato il suo momento. Il giorno precedente centinaia di suoi sosia hanno innescato diverse scenette nei peggiori postriboli di tutti i sottoforum, somministrando la SOSTANZA agli incauti avventori.
                            Unita ai messaggi subliminali che ha inserito in tutti i principali programmi la SOSTANZA gli garantirà il completo controllo di diverse migliaia di sudditi nei punti chiave del Dominio. Il suo padrone ormai è vecchio, e Cornolio è solo un burattino tronfio di se stesso, utile al più per raccontare le barzellette ed ubriacarsi con i rappresentanti-burattini degli altri Domini.

                            Solo 24 ore, ed il potere sarà suo.

                            Contemporaneamente, in un loculo male illumiato in un thread poco frequentato, si riuniscono insieme ai topi le ultime speranze per gli uomini liberi di Discuteria...

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                            • Boyakki
                              *
                              • 01/05/06
                              • 1740

                              #29
                              questo sembra pù un trailer..
                              [I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit

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                              • errezerotre
                                shake your mind!
                                • 18/01/07
                                • 3679

                                #30
                                "questo sembra più un trailer" tuonò boyakki da un lato del tavolaccio

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