[I]E' attesissimo al Festival di Cannes, dove
Gomorra: il film
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Nota: recensione senza foto per omaggiare la locandina e lo spirito del film. Non ci sono emblemi nel mondo di questo film, ma una sofferenza generalizzata
Gomorra

Gomorra
Un film di Matteo Garrone. Con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Salvatore Abruzzese, Marco Macor, Ciro Petrone, Carmine Paternoster. Genere Drammatico, colore 135 minuti. - Produzione Italia 2008. - Distribuzione 01 Distribution - [Uscita nelle sale venerdì 16 maggio
Trama: Napoli, quartiere Scampia e zona del porto. La camorra affonda profondamente i suoi denti in ogni attività possibile, da quella edile, tessile, ma soprattutto nello smaltimento dei rifiuti tossici. Diversi personaggi di varia estrazione cercano di sopravvivere nel calderone pericoloso e movimentato, ma in un mondo dominato dai boss i nuovi padrini emergenti oppure i picciotti appena reclutati faranno fatica a sopravvivere tanto quanto gli abitanti del luogo che si ingegnano per sopravvivere alla meglio senza recare danni od offese a nessuno.
Commento: Film sottotitolato in quanto parlato in dialetto campano. E' tempo di denuncia nel panorama cinematografico italiano, sembra di essere tornati ai fasti dei film anni settanta di Petri con il grandissimo Gian Maria Volontè protagonista, ovviamente nel dovuto rispetto di queste grandi opere. L'operazione coraggiosa e determinata non poteva essere eseguita che da due autori che non hanno paura di parlare per immagini come Matteo Garrone (regista di questo ma anche degli ottimi Primo Amore e L'imbalsamatore) e Paolo Sorrentino (che arriverà a fine mese a parlare dell'argomento mafia con Il divo, il biopic su Giulio Andreotti). E tutti e due si affidano a uno dei migliori attori italiani in circolazione, il quarantanovenne Toni Servillo che è balzato all'onore delle attenzioni con la splendida interpretazione offerta ne Le conseguenze dell'amore.
In questa pellicola di Garrone (tratta dal romanzo/inchiesta omonimo di Roberto Saviano) Servillo (praticamente unico vero attore professionista in un cast di non professionisti), è un affarista intrallazzato che si occupa di smaltire illegalmente i rifiuti tossici (affidandoli a dei ragazzini visto che i camionisti non lo vogliono fare). In mezzo a questa storia tanto degrado con il quartiere Scampia ripreso nella sua connotazione senza nessuna edulcorazione, con giovani con il culto di Toni “Scarface” Montana (viene citata una scena del film di De Palma in un cantiere in costruzione, sporco e malandato, con annessa mega vasca da bagno) che con una pistola in mano pensano di avere la possibilità di comandare rispetto ai boss del luogo ritenuti deboli ed incapaci, giovani picciotti pericolosamente messi allo sbaraglio nel giro di droga e madri che devono vivere con i soldi che la camorra gli passa per i favori e il silenzio che compiono, sarti che devono affidarsi ai clan cinesi in clandestinità per sopravvivere.
Da Camorra a Gomorra (è citata anche Sodoma con una veloce scena nei privè, d'altronde anche lo sfruttamento della prostituzione rientra nelle attività illegali del giro) il passo descrittivo della parola è breve, e di fatto è terribile la lucidità descrittiva con cui viene mostrata la vicenda alla quale non solo si deve guardare indietro senza aver paura di diventare una statua di sale dopo averla lasciata (iconizzando il fatto di essere spettatori), ma bisogna intervenire direttamente denunciando il marcio. Garrone non eccede in nulla, lascia che a parlare siano la gente e le loro case, il cemento bianco sporco e gli sguardi che indicano cosa si deve fare senza necessità di dare ordini vocali.
Non c'è musica ridondante a sottolineare la schiavitù del posto, oppure le gesta di (non) eroi ma di comuni mortali che per sopravvivere devono lottare con forza contro il potere costituito da cui lo stato è lontanissimo (polizia e carabinieri si vedono solo in una fugace scena), racconto estremo ma reale che ci fa sentire impotenti nella bellissima scena dell'iniziazione dei picciotti a colpi di pistola sul giubbotto antiproiettile (marchiati da un livido) oppure in quella degli spari degli aspiranti illusi padrini che sparano all'impazzata dopo aver trovato l'arsenale. Non conta quante armi hai, ma quanto sei nella paura della gente e nel loro credito di terrore, quanto pietrifichi l'avversario nei comportamenti che ne impediscono ogni reazione.
Niente è peggiore dell'angoscia di vedere uno stato che non c'è, contratti puliti di facciata che si aggirano con facilità e bambini che non hanno altra aspirazione che diventare mebri di un clan, oltretutto divisi se aderiscono a uno diverso e costretti alla falcidazione contemporanea e opposta dell'amico fratello che improvvisamente diventa avversario.
La scelta dei sottotitoli è perfetta per calarci nell'ambiente che si deve raccontare, sarebbe stato uno scempio vederlo in lingua italiana senza dialetto. Non dimenticherete per molto tempo la denuncia che ne viene fuori, supportata da una fotografia sporca a dovere e una ambientazione sempre scura e mai totalmente solare. Tra l'altro il racconto è fruibilissimo, non si disperde in meandri paludosi fiacchi e si permea di fascino senza nessuno orpello particolare.
Questo è cinema di denuncia, di pura constatazione amara senza cavalleggeri che arrivano a salvare da chissà dove la truppa in difficoltà. Per uscire dai guai e liberarsi dalla piovra bisognerà essere decisi e determinati, e contare solo sulle proprie forze, ma prima bisogna far credere ai cittadini che veramente che possa esistere un mondo senza camorra perchè altrimenti non c'è nessuna possibilità.
Ci chiediamo come mai questo film vergognosamente non abbia la dicitura di film di interesse culturale, mentre invece lo danno a prodotti beceri e inutili (per dirla tutta l'ultimo insignito fu un filmaccio come L'anno mille)
In definitiva un potente film di denuncia sociale asciutto e sconsolante, ma per questo ancora più prezioso, che ci presenta la situazione nuda e cruda senza romanzare in occulto nulla, esempio di cinema italiano radicato nel passato come concezione che un bravo autore sa far vivere di vita propria. Uscendo dal cinema non ci sentiamo davvero bene, siamo a disagio nella nostra vita solo apparentemente tranquilla, la camorra non è una lontana gomorra che non potrà mai toccarci, questo indica che l'obbiettivo è stato centrato in pieno.
Il meraviglioso manifesto sottolinea nel modo migliore lo spirito del film.
ovviamente, è anche nel topic ufficiale delle critiche degli utentinon solo quentin ma nel nome di quentin...
quentin tarantino project
http://quentintarantino.forumcommunity.net/
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Visto.
Sebbene affronti solo una parte di tutto quello di cui parla il film, lo affronta in maniera davvero efficace, d'impatto, con una forza che lascia a volte senza parole.
Il fatto che gli attori siano per lo più gente di quei quartieri, o comunque di origine napoletana, e senza esperienze cinematografiche, rende tutto di una realtà impressionante.
Un film a tratti feroce, violento, disilluso, crudo.
Merita ampiamente di essere visto.
Edit:
Tra l'altro ha vinto il Grand Prix a Cannes.
Con merito, a mio parere.Last edited by Xilinx23; 25-05-2008, 23:05.Membro del Consiglio degli Admin
[RIGHT][I]L'ironia
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L'ho visto anch'io e ribadisco una cosa sola.Non c'è nulla da fare(ahimè
,siamo un popolo profondamente ignorante. La camorra si radica dove l'alfabetizzazione è proprio ai minimi termini e trova terreno fertile.
Mi sono,da napoletano, profondamente vergognato e indignato.
Ad ogni modo, film articolato perfettamente.L'uomo non giudica la vita degna di essere vissuta se non c'
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Gomorra
Visto qualche giorno fa.
Film veramente importante, sia dal punto di vista delle tematiche sia per la regia. Personalmente io ne sono uscito provato anche fisicamente, sul momento mi sentivo stordito e non riuscivo a trovare commenti adatti per la solita mini discussione post film con amici, il che mi ha lasciato particolarmente sorpreso visto che non sono solito a queste scene.
Concludo dicendo che questo film dovrebbe essere proiettato in ogni liceo d'Italia, perch
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O.T.
GOMORRA, DUE ATTORI SPACCIATORI
CAPITA che un boss pentito veda Gomorra al cinema e riconosca due comparse: "In passato quei due vendevano la droga per me a Scampia". Il boss è Antonio Prestieri che, alla visione della scena iniziale del duplice omicidio nel centro abbronzante, è balzato sulla sedia.
Uno dei due attori-spacciatori è finito sotto inchiesta, l'altro non è stato ancora identificato. Sarebbero legati alle famiglie del clan Di Lauro. La pellicola, tratta dal romanzo di Roberto Saviano, ha già incassato 9.591.000 euro.L'uomo non giudica la vita degna di essere vissuta se non c'
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Hanno bocciato Gomorra
di Roberto Saviano
Dodici ragazzi che hanno recitato nel film hanno perso l'anno a scuola. E lo scrittore napoletano racconta quanto questi adolescenti fossero invece bravi, saggi e capaci di discernere tra il bene e il male Hanno bocciato Totò e Simone e altri dieci ragazzini che hanno recitato in 'Arrevuoto'. E hanno recitato nel film 'Gomorra'. Sono stati attori nei teatri più famosi d'Italia. Hanno avuto i complimenti del presidente Napolitano che era andato a vederli alla prima al Teatro Mercadante e poi li aveva salutati uno per uno. Il presidente si era pure lasciato dipingere la faccia di nero da un pulcinella nervoso inserito nello spettacolo. Al Festival di Cannes, il più importante festival del cinema internazionale, hanno ottenuto uno dei tre premi maggiori: il Premio speciale della giuria. Eppure alla scuola media Carlo Levi di Scampia li hanno bocciati.
Per Cannes parto insieme a loro e tutta la troupe, tranne Matteo Garrone che è venuto da Roma con un furgone. L'aereo si riempie delle voci e delle grida di Totò e Simone, Marco e Ciro, e tutti gli altri ragazzi del film. Ma c'è un po' di ansia per il volo e di emozione per i giorni che ci attendono. Dopo l'atterraggio le nostre strade si dividono. Mi aspettano all'uscita dell'aereo gli uomini della scorta francese, due auto blindate e tre motociclisti: una cosa mai vista prima. Sono i corpi speciali, ansiosi di rimarcare subito che loro non accompagnano divi del cinema, stelle e stelline. "Questo lo fanno i poliziotti privati, noi no", mi dice il caposcorta tradotto da un altro poliziotto in uno strano napoletano, un napoletano con l'accento francese. "L'ho imparato ascoltando Pino Daniele", spiega e aggiunge che l'ha perfezionato facendo da interprete a Vincenzo Mazzarella, camorrista di San Giovanni a Teduccio, arrestato proprio a Cannes qualche tempo fa. Colgono l'occasione per ricordarmi che la città è amatissima dai mafiosi di mezzo mondo. Infatti non sembrano proprio tranquilli.
Pure Luigi Facchineri, un boss della 'ndrangheta, era stato qui dal 1987 sino al suo arresto nel 2002. Le mafie investono negli hotel, nei lidi, nei ristoranti, e rimpinzano di coca i nasi di villeggianti, turisti e gente del Festival di cui il Lido ora è gremito.
Questa è un'altra fonte presa dall'Espresso.L'uomo non giudica la vita degna di essere vissuta se non c'
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Sul film, le perle del buon Gasparri.
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[I]"Credo sia opportuno interrogarsi su quale sia la ricaduta sulle masse di alcuni messaggi veicolati da certe narrazioni come Romanzo Criminale, Gomorra e Il Padrino". A sostenerloMembro del Consiglio degli Admin
[RIGHT][I]L'ironia
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