Beh, facendo parte della categoria, anche se a livello amatoriale, non posso che confermare la tua analisi. Ho notato spesso colleghi fare scenate da primadonna che avrebbero fatto invidia al più capriccioso dei bambini.
Ma come dici tu, da attori ci è anche capitato di sopperire a certe mancanze del regista, che magari in certi periodi era un po' distratto. Ricordo di un mio vecchio regista che aveva un figlio in arrivo, e non era minimamente interessato allo spettacolo che stavamo preparando. In sostanza abbiamo fatto tutto da soli, ed è stato anche divertente.
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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