Venezia 2010

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  • Albert.
    Opinionista
    • 24/01/10
    • 3359

    #1

    Venezia 2010

    Al via dal 1° settembre.

    Arte, Architettura, Cinema, Danza, Musica, Teatro, Archivio Storico delle Arti Contemporanee, College, etc etc... La Biennale di Venezia nasce nel 1895 ed è considerata tra le istituzioni culturali più note e prestigiose al mondo.


    Terrò in considerazione questi film.

    DARREN ARONOFSKY - BLACK SWAN

    TAKASHI MIIKE - JÛSAN-NIN NO SHIKAKU (13 ASSASSINS)

    TAKASHI MIIKE - ZEBRAMAN

    TAKASHI MIIKE - ZEBRAMAN: ZEBRA CITY NO GYAKUSHU (ZEBRAMAN 2: ATTACK ON ZEBRA CITY)

    ROBERT RODRIGUEZ, ETHAN MANIQUIS - MACHETE

    Su questi vado abbastanza sul sicuro.
    Non so nulla sui film di Sofia Coppola e John Woo, ma mi informerò.
    Su La solitudine dei numeri primi nemmeno mi esprimo.
    Peccato che non partecipi anche Carpenter.

    Altri consigliati?
    [SIZE="3"][FONT="Palatino Linotype"][COLOR="RoyalBlue"][I]Capt. Jack Aubrey: Well, Stephen
  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #2
    Attendo con curiosita' LA PECORA NERA di Celestini.
    amate i vostri nemici

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    • terra
      distratta
      • 07/12/09
      • 12689

      #3
      ho letto qualcosa sul film di sofia coppola che mi ha fatto pensare che dovrei vederlo. peccato non ricordare proprio cosa.

      Moderatore Arte e letteratura


      terra

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      • erin
        like me, like me
        • 22/05/06
        • 13145

        #4
        Originariamente Scritto da terra Visualizza Messaggio
        ho letto qualcosa sul film di sofia coppola che mi ha fatto pensare che dovrei vederlo. peccato non ricordare proprio cosa.
        L'ho pensato pure io, il trailer mi aveva incuriosita.
        I film precedenti (Il giardino delle vergini suicide e Lost in translation) per

        Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

        Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66024

          #5
          IN CONCORSO
          Una ragazzina nell'inferno mediorientale
          "Miral", inno alla pace di Rula e Julian
          L'ebreo-americano Schnabel e la sua compagna arabo-israeliana Jebreal presentano il loro film più personale, tratto dal libro autobiografico scritto da lei. E la questione palestinese è al centro anche di un altro film: "Incendies"
          dal nostro inviato CLAUDIA MORGOGLIONE

          VENEZIA - L'interesse di "Miral" è già nelle origini di chi l'ha fortemente voluto e realizzato: è diretto da un regista ebreo-americano, il cineasta e pittore Julian Schnabel; è scritto dalla sua attuale compagna di vita, l'arabo-israeliana Rula Jebreal (vecchia conoscenza della tv italiana), sulla base del suo romanzo autobiografico; ha come protagonista la star indiana Frieda Pinto, diventata celebre con "Millionaire"; è prodotto dal tunisino Tarak Ben Ammar, uomo d'affari con molti agganci in Italia, insieme al francese Jerome Seydoux.

          Insomma, un mix di etnie e nazionalità che è di per sé un inno alla tolleranza. Così come un messaggio di pace e di convivenza reciproca vuole essere i film (in concorso): storia di una ragazzina di Gerusalemme Est, Miral (Freida Pinto), che solo grazie all'amore del padre e all'istruzione avuta nell'orfanotrofio di Hind Husseini (interpretata dalla meravigliosa attrice palestinese Hiam Abbas) riesce a uscire dalla spirale di violenze, inflitte e subìte, in Medio Oriente, e a costruirsi un futuro altrove. "E' senza dubbio il mio film più personale - ammette Schnabel - io sono ebreo, mia madre ha conosciuto la prigionia: proprio per questo avevo l'urgenza di raccontare la storia dal punto di vista opposto. Perché quando muore un bambino, che sia da una parte o dall'altra non ha importanza: l'ingiustizia è la stessa. E poi i valori che il padre di Rula le ha trasmesso, quelli di tolleranza, sono gli stessi che mi ha dato mia madre: segno che ci somigliamo più di quanto pensiamo".

          Sentimenti condivisi anche da lei, la Jebreal, bellissima nell'abito chiaro. E che, visto il forfait last minute di Freida Pinto ("si scusa tantissimo, un'emergenza l'ha fatta tornare in India", spiega il regista), è l'unica star femminile della giornata. "Ho scritto il romanzo nel 2003 - racconta Rula - soprattutto come omaggio al mio mentore, Hind Husseini, che mi ha insegnato il valore della cultura e dell'educazione per arrivare alla pace; all'amore di mio padre e all'amore della mia terra. E' la storia di una ragazzina piccola in una storia grande: Miral non sono solo io, ma tutte le ragazzine che vivono lì ancora oggi". Anche perché, ricorda ancora la Jebreal, "le donne e i bambini sono le prime vittime della guerra. Basta pensare agli stupri etnici, alle situazioni di Iraq, Afghanistan, Kosovo. In Medio Oriente, se le donne non hanno accesso all'educazione ha solo due scelte: fare la posa bambina a tredici anni, a finire nelle mani dei fanatici".

          Anche per questo tornare Gerusalemme e nei Territori per girare il film, ammette la Jebreal, "è stato doloroso: rivivere cose come lo stupro di mia madre, il suo suicidio. Mi hanno aiutato Julian e le donne che recitano nel film". Tra cui Stella Schnabel, nel ruolo dell'amica ebrea della protagonista. Certo, sul piano dei contenuti, va detto che film può anche non piacere: la visione del conflitto a Gerusalemme e nei Territori occupati è visto tutto dalla parte dei palestinesi. La pellicola comunque - assicurano i produttori - arriverà anche in Israele. Vedremo le reazioni: anche da parte degli ebrei americani, le cui associazioni sono spesso particolarmente sensibili ai temi trattati nei film.

          Ma loro, i realizzatori, sono davvero convinti della bontà dell'operazione. Non solo la coppia Rula-Schnabel, ma anche Tarak Ben Ammar: "Oggi Obama vede i leader israeliani e palestinesi: vorrei che avessero prima visto questo film. Certo, non sono così naif da pensare che cambierà il mondo: ma toccherà il cuore di chi lo vedrà. Basta pensare a un amico ebreo-americano che dopo averlo guardato ha scritto a Julian dicendo: 'Grazie, ora di questo ne possiamo parlare'".E non c'è solo "Miral", oggi, ad accendere i riflettori sulla questione mediorientale. Il tema è anche al centro di un bel film - canadese - di scena alla Giornate degli autori: si chiama "Incendies", regia di Denis Villeneuve, tratto da un celebre spettacolo teatrale di Wajdi Mouawad. La storia di due gemelli, un uomo e una donna, che alla morte della loro madre scoprono indizi di un passato di cui non avevano idea. Da qui un viaggio in Medio Oriente, in una terra e in un vissuto dominati dall'odio e dal coraggio. Un film meno convenzionale narrativamente, rispetto a "Miral"; e dunque, in questo senso, cinematograficamente più interessante.

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          amate i vostri nemici

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          • Rudra
            Opinionista
            • 11/04/10
            • 2042

            #6
            Takashi Miike lo terrò sicuramente in conto, di quello della Coppola ho visto il trailer e pensavo di vederlo. Dopo do un occhiata

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            • Rudra
              Opinionista
              • 11/04/10
              • 2042

              #7
              [QUOTE=erin;1234763]L'ho pensato pure io, il trailer mi aveva incuriosita.
              I film precedenti (Il giardino delle vergini suicide e Lost in translation) per

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              • erin
                like me, like me
                • 22/05/06
                • 13145

                #8
                Lost in translation l'ho trovato molto noioso, mentre per quanto riguarda il Giardino ho trovato poco credibile ed eccessivamente costruito il punto di vista del gruppo di ragazzi.
                A te sono piaciuti?

                Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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                • Rudra
                  Opinionista
                  • 11/04/10
                  • 2042

                  #9
                  Mi sono accorta solo ora, sorry. Dunque, mi

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #10
                    Oggi film italiano in concorso:

                    VENEZIA - L'unità d'Italia, incompiuta, nata male e proseguita peggio, incapace di amalgamare davvero le regioni e le classi sociali, irrompe, come previsto, in questo freddo martedì di Mostra: oggi infatti è di scena "Noi credevamo" di Mario Martone, terzo film italiano in concorso, accolto con applausi (contenuti) dalla platea di giornalisti. Un film che ci restituisce un ritratto inquietante, pessimista, di come eravamo, e dunque di quello che siamo diventati: un Paese, come dice il protagonista Luigi Lo Cascio, nella parte finale del film, "gretto, superbo e assassino".

                    Ma a fare discutere, oltre che l'impostazione generale del film (storia di due fratelli del Cilento, uniti dalla fede mazziniana ma divisi su come perseguire la rivoluzione repubblicana: una sorta di "Meglio gioventù" ottocentesca) saranno anche i ritratti in chiaroscuro di alcuni personaggi storici. Come Giuseppe Mazzini, interpretato da Toni Servillo, animato da vero e proprio fanatismo, e ben felice di mandare ragazzi a farsi ammazzare pur di uccidere Carlo Alberto. Un'interpretazione che il regista in qualche modo rivendica: "La mia", spiega, è un'opera nata sull'onda dell'emozione per gli attentati dell'11 settembre. La figura di Mazzini può in effetti ricordare il terrorismo: gli stessi Marx ed Engels vedevano in lui un terrorista, comunque un uomo di cui non accettavano i metodi estremi. Un personaggio più vicino all'integralismo religioso (con la sua fortissima fede cattolica) che alla lotta armata stile Br: col suo essere religioso e mistico allevava in qualche modo dei martiri".

                    Per il resto, Martone definisce il suo lunghissimo film - tre ore e mezzo: comunque una sfida alla pazienza dello spettatore - "tragico, catartico. Una ricostruzione che toglie al Risorgimento, all'unità d'Italia, quell'aria imbalsamata in cui finora è stato tenuto. Uno sguardo senza retorica, e in una prospettiva inedita. Storico, atto con materiali documentati, che non strizza troppo l'occhio all'attualità". Anche se il riferimento all'oggi è comunque implicito: se l'unità d'Italia, col suo sangue, le sue speranze e le sue sofferenze, è andata subito così male - con la spietata repressione sabauda degli entusiasmi garibaldini, come vediamo sullo schermo - è chiaro che la storia del nostro Paese in qualche modo era già segnata.

                    E dopo il commosso ricordo che Martone fa di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollina ucciso ("lo conoscevo da sempre, la camorra ha raggiunto una terra finora intoccatata come il Cilento"), è il parlamentare finiano Luca Barbareschi - uno dei componenti del ricco cast del film - ad attaccare: "Solo uno psicopatico può credere al concetto di Padania". E rivela un retroscena televisivo: "Sembra che Berlusconi, guardando il tg di Mentana e i suoi servizi (assai poco compiacenti col premier, ndr) abbia ribaltato la tv...".

                    (07 settembre 2010) © Riproduzione riservata
                    amate i vostri nemici

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                    • Lex
                      #trollingeveryday
                      • 11/04/10
                      • 6422

                      #11
                      Ho visto ora nel tg Sofia Coppola.

                      Sta col cantante dei Phoenix.
                      Leilì ci ha preso.
                      schusa sono scemo
                      si ono che sono scemo
                      mi ritengo scemo

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                      • Barrett
                        Opinionista
                        • 07/10/07
                        • 2591

                        #12
                        Tarantino ha distribuito i premi ai suoi amici.
                        Tutti dicono che il film della Coppola non granché e senza averlo visto ci credo. Perchè ho guardato alcuni dei film che Tarantino ha indicato come i film migliori degli ultimi 20 anni, La maggior parte delle mezze schifezze.

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                        • erin
                          like me, like me
                          • 22/05/06
                          • 13145

                          #13
                          Due mie amiche sono andate qualche giorno fa a vedere Somewhere e sono rimaste delusissime (pur avendo apprezzato precedenti film di Sofia Coppola).
                          Sinceramente non credo di voler rischiare di buttare 7,50 euro.

                          Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                          Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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                          • Albert.
                            Opinionista
                            • 24/01/10
                            • 3359

                            #14
                            Prima di bocciarlo a priori voglio vederlo.
                            Della Coppola ho visto Lost in translation e Il giardino delle vergini suicide, e sono rimasto soddisfatto.
                            Se Somewhere sarà una cagata potrò dirlo solo dopo averlo visto.
                            [SIZE="3"][FONT="Palatino Linotype"][COLOR="RoyalBlue"][I]Capt. Jack Aubrey: Well, Stephen

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                            • erin
                              like me, like me
                              • 22/05/06
                              • 13145

                              #15
                              Sì, ma dato che io parto dal fatto che non mi sono piaciuti nemmeno i precedenti, credo che se deciderò di guardarlo lo farò risparmiando i soldi del cinema (per vedere magari black swan che mi ispira di pi&#249.

                              Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                              Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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