Smokin' Aces
Un film di Joe Carnahan. Con Ben Affleck, Andy Garcia, Alicia Keys, Ray Liotta, Jeremy Piven, Ryan Reynolds, Peter Berg, Taraji P. Henson, Chris Pine, Martin Henderson, Jason Bateman. Genere Commedia/Poliziesca, colore 108 minuti. - Produzione Gran Bretagna, Francia, USA 2007.


Trama: Buddy "Aces" Israel ha deciso di rinnegare la propria organizzazione malavitosa e di vuotare il sacco all'FBI. Viene messo sotto protezione in un albergo di lusso, in attesa che venga interrogato e sveli tutti i retroscena del potere dei suoi ex padrini, allietato da prostitute e trattamento principesco, ma la taglia di un milione di dollari che il boss Primo Sparazza ha messo su di lui scatena un numero elevato di pretendenti decisi a tutto pur di averla ...
Commento: Il regista Joe Carnahan (Narc, analisi di un delitto del 2002) inscena un carrozzone concentrico di situazioni roboanti radunando killer spietati ma altrettanto improbabili. L'idea del bottino da prendere radunando una quantità industriale di killer e spietati rappresentanti dell'underground malavitoso non è nuova (ricordiamo Pistole sporche con Christopher Lambert), e oltretutto volendo infarcire il film di chiacchere e discorsi paradossali bisogna avere una cifra stilistica ben diversa da quello dell'onesto Carnahan (qualcuno ha detto Tarantino ?). Il debolissimo plot di base, che permette di esagerare in ogni senso la misura di ogni scontro a fuoco o all'arma bianca o anticonvenionale (come quelle usate dai tre nazikiller fumati e fuori di cranio) viene arricchito ed elaborato in maniera decisamente poco interessante ed intelligente, accumulando cadaveri, belle donne assassine e togliendo di scena i protagonisti in una gara ad eliminazione che molte volte ha del grottesco e del surreale. La polizia qui è la carne da macello compressa tra le due fazioni, il comunicatore della lotta e la miccia per inscenare i duelli. Ben Affleck (vincitore della Coppa Volpi a Venezia per Hollywoodland) ci fa da narratore e anfitrione all'inizio del film presentando i vari gruppi che poi dopo esploderanno la loro voglia di fuoco, in modo da capire oltre agli stili di combattimento anche le varie inclinazioni di cattiveria e sadismo. Il film è un carosello ubriacante di botti, spari e distruzione plurima intervallato solo da ragionamenti poco lucidi e discorsi da esaltati, che usa l'albergo e sopratutto i suoi ascensori per poter alzare il tasso di adrenalina ai limiti massimi consentiti, infischiandosene a volte della logica (ci sono situazioni davvero paradossali, come quella del bambino esaltato del kung Fu e della nonna che accudisce un uomo privo di tre dita sanguinanti senza chiamare la polizia) e autocompiacendosi con trovate a dir poco folli e originali (la bocca di Affleck che parla con il paradiso). Un po' Guy Ritchie nella costruzione del film (The Snatch è sicuramente un ispiratore per gli sceneggiatori) e un po' Tony Scott nello stile registico (accellerazioni dell'immagine, fotografia sporca e botti a iosa), questo Smokin' Aces ha un cast di tutto rispetto (se non nel valore almeno nella fama degli attori), con il già citato Ben Aflleck, poi Ray Liotta (visto anche come produttore in Doppia ipotesi per un delitto) Andy Garcia (The lost City) e vediamo anche il debutto cinematografico della cantante soul Alicia Keys che fa la parte di una avvenente killer, recitando con naturalezza un ruolo dopotutto non certo variegato e difficile da interpretare. La palma di miglior interprete del film (e che ha la parte più difficile e variegata) va a Jeremy Piven (visto anche in Scary movie 3) che con i suoi sguardi allucinati, i suoi ticchi da maniaco depressivo influenzato da droghe, rende ottimamente un personaggio dubbioso, enigmatico e senza nessun confine per il proprio profitto. Come un illusionista (quello che Buddy Israel è nel film) ci fa vedere i lati di un carattere del tutto privo di morale e di umanità, nascondendo benissimo le vere ansie che lo regolano e che lo fanno poi crollare nel momento più importante. In definitiva un film che cerca di colpire di parola e di pistola, riuscendo però ad essere in fondo solo un innocuo roboante distruttivo giocattolone privo di vera fantasia e colorata inventiva, con una lunga spiegazione finale che non fa certo gridare al grande colpo di scena, diventando un buon passatempo distensivo per chi cerca emozioni rumorose e quintali di azione e spari di ogni tipo (catalogabile in fondo per il suo stile inverosimile verso la commedia noir più che il poliziesco) per sfuggire alla calura di luglio senza troppe pretese. Di fatto accumulando personaggi e proiettili senza una vera anima ma solo mettendo in bocca frasi esistenziali a killer fuori di testa, oppure visivamente affascinanti, non può uscire il prodotto innovativo ma solo l'imitatore.
<embed src="http://img443.imageshack.us/slideshow/smilplayer.swf" width="426" height="320" name="smilplayer" id="smilplayer" bgcolor="FFFFFF" menu="false" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" flashvars="id=img443/631/11849368455vm.smil"/>
<br/>Go to ImageShack® to Create your own Slideshow
Un film di Joe Carnahan. Con Ben Affleck, Andy Garcia, Alicia Keys, Ray Liotta, Jeremy Piven, Ryan Reynolds, Peter Berg, Taraji P. Henson, Chris Pine, Martin Henderson, Jason Bateman. Genere Commedia/Poliziesca, colore 108 minuti. - Produzione Gran Bretagna, Francia, USA 2007.


Trama: Buddy "Aces" Israel ha deciso di rinnegare la propria organizzazione malavitosa e di vuotare il sacco all'FBI. Viene messo sotto protezione in un albergo di lusso, in attesa che venga interrogato e sveli tutti i retroscena del potere dei suoi ex padrini, allietato da prostitute e trattamento principesco, ma la taglia di un milione di dollari che il boss Primo Sparazza ha messo su di lui scatena un numero elevato di pretendenti decisi a tutto pur di averla ...
Commento: Il regista Joe Carnahan (Narc, analisi di un delitto del 2002) inscena un carrozzone concentrico di situazioni roboanti radunando killer spietati ma altrettanto improbabili. L'idea del bottino da prendere radunando una quantità industriale di killer e spietati rappresentanti dell'underground malavitoso non è nuova (ricordiamo Pistole sporche con Christopher Lambert), e oltretutto volendo infarcire il film di chiacchere e discorsi paradossali bisogna avere una cifra stilistica ben diversa da quello dell'onesto Carnahan (qualcuno ha detto Tarantino ?). Il debolissimo plot di base, che permette di esagerare in ogni senso la misura di ogni scontro a fuoco o all'arma bianca o anticonvenionale (come quelle usate dai tre nazikiller fumati e fuori di cranio) viene arricchito ed elaborato in maniera decisamente poco interessante ed intelligente, accumulando cadaveri, belle donne assassine e togliendo di scena i protagonisti in una gara ad eliminazione che molte volte ha del grottesco e del surreale. La polizia qui è la carne da macello compressa tra le due fazioni, il comunicatore della lotta e la miccia per inscenare i duelli. Ben Affleck (vincitore della Coppa Volpi a Venezia per Hollywoodland) ci fa da narratore e anfitrione all'inizio del film presentando i vari gruppi che poi dopo esploderanno la loro voglia di fuoco, in modo da capire oltre agli stili di combattimento anche le varie inclinazioni di cattiveria e sadismo. Il film è un carosello ubriacante di botti, spari e distruzione plurima intervallato solo da ragionamenti poco lucidi e discorsi da esaltati, che usa l'albergo e sopratutto i suoi ascensori per poter alzare il tasso di adrenalina ai limiti massimi consentiti, infischiandosene a volte della logica (ci sono situazioni davvero paradossali, come quella del bambino esaltato del kung Fu e della nonna che accudisce un uomo privo di tre dita sanguinanti senza chiamare la polizia) e autocompiacendosi con trovate a dir poco folli e originali (la bocca di Affleck che parla con il paradiso). Un po' Guy Ritchie nella costruzione del film (The Snatch è sicuramente un ispiratore per gli sceneggiatori) e un po' Tony Scott nello stile registico (accellerazioni dell'immagine, fotografia sporca e botti a iosa), questo Smokin' Aces ha un cast di tutto rispetto (se non nel valore almeno nella fama degli attori), con il già citato Ben Aflleck, poi Ray Liotta (visto anche come produttore in Doppia ipotesi per un delitto) Andy Garcia (The lost City) e vediamo anche il debutto cinematografico della cantante soul Alicia Keys che fa la parte di una avvenente killer, recitando con naturalezza un ruolo dopotutto non certo variegato e difficile da interpretare. La palma di miglior interprete del film (e che ha la parte più difficile e variegata) va a Jeremy Piven (visto anche in Scary movie 3) che con i suoi sguardi allucinati, i suoi ticchi da maniaco depressivo influenzato da droghe, rende ottimamente un personaggio dubbioso, enigmatico e senza nessun confine per il proprio profitto. Come un illusionista (quello che Buddy Israel è nel film) ci fa vedere i lati di un carattere del tutto privo di morale e di umanità, nascondendo benissimo le vere ansie che lo regolano e che lo fanno poi crollare nel momento più importante. In definitiva un film che cerca di colpire di parola e di pistola, riuscendo però ad essere in fondo solo un innocuo roboante distruttivo giocattolone privo di vera fantasia e colorata inventiva, con una lunga spiegazione finale che non fa certo gridare al grande colpo di scena, diventando un buon passatempo distensivo per chi cerca emozioni rumorose e quintali di azione e spari di ogni tipo (catalogabile in fondo per il suo stile inverosimile verso la commedia noir più che il poliziesco) per sfuggire alla calura di luglio senza troppe pretese. Di fatto accumulando personaggi e proiettili senza una vera anima ma solo mettendo in bocca frasi esistenziali a killer fuori di testa, oppure visivamente affascinanti, non può uscire il prodotto innovativo ma solo l'imitatore.
<embed src="http://img443.imageshack.us/slideshow/smilplayer.swf" width="426" height="320" name="smilplayer" id="smilplayer" bgcolor="FFFFFF" menu="false" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" flashvars="id=img443/631/11849368455vm.smil"/>
<br/>Go to ImageShack® to Create your own Slideshow


, dove la recitazione di Jet Li risulta motivata (sicuramente ci teneva moltissimo ad interpretare il personaggio di un eroe storico cinese) ma decisamente blanda senza particolari inflessioni facciali che dopotutto non sono nel suo carnet e non gli vengono neppure richieste. Ci sono momenti di lettura psicologica più indotta che necessaria (come il ragionamento sulle foglie del tè e del suo gusto che è diverso anche se rimane uguale prodotto, dove tutti siamo uguali anche senza paticolare gusto, rinnegando il passato dove l'importante era essere superiori)































Comment